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sabato 4 marzo 2017

CROZZA, con i suoi fratelli,riparte col piede sbagliato, scherzando con i santi: i giornalisti. Scalfari,Mieli,Belpietro,Mannoni

Crozza  é alla sua seconda migrazione. Da Rai3 a La7, seguendo Floris, e poi, per le sue richieste economiche, ritenute troppo esose  da Cairo, che le ha rapportate all'auditel e forse anche alla pubblicità, è migrato nuovamente. Questa volta, di male in peggio, in fatto di livelli di ascolti, su Discovery - ci pare si chiami così. Ha cambiato nome lasciando ovviamente sempre il marchio di fabbrica, ma ci ha messo dentro i fratelli, e immaginiamo anche le sorelle. Ed ha cambiato registro, cominciando con una musica stonata, tralasciando quella che gli aveva dato tanto successo, e che prendeva di mira politici  e politicanti - il suo Razzi resterà storico - e rivolgendosi ai santi, con i quali in Italia, ma forse in ogni parte, non si deve mai scherzare: i giornalisti.

Altre volte, in passato, li ha chiamati in causa evidenziando titoli fuori misura e falsi addirittura; mai prima d'ora  aveva sparato diretto ai colpevoli. Ha cominciato con una battutina contro Scalfari, mentre parlava del più autorevole  quotidiano americano e del suo patriarca che ha definito: uno Scalfari non ( o 'meno' non ricordiamo bene) rincoglionito. Ed un'altra battuta l'ha lanciata all'indirizzo di Paolo Mieli - in verità onnipresente in tv - che, per quella sua maschera, sembra 'uscito da una sauna, ancora con le pantofole'.

Poi ha preso di mira due giornalisti del piccolo schermo, il primo dei quali vanta anche una lunga militanza nella carta stampata, sul fronte del giornalismo d'attacco: Maurizio Belpietro, ora attivo sulle reti Mediaset in una trasmissione, della quale Crozza ha rivelato imbrogli e falsità. Mostrando come si costruisce il set di un collegamento esterno della sua trasmissione: esattamente come  il set di un film, dove le comparse sono studiate e scelte per recitare un certo copione, e non per raccontare un fatto. Il quale, in ogni caso, verrebbe fatto raccontare per dimostrare una tesi preconfezionata.
 Certo ci sono fatti e fatti, ma che la tv  per la cronaca si comporti come un set cinematografico, non c'è bisogno che venga Crozza a dircelo, basta un minimo di esperienza per averlo capito.

Di Maurizio in Maurizio, da Belpietro è passato a Mannoni dipinto svogliato, disinformato su ciò che deve trattare nel suo 'Linea notte' di Rai 3, e sul punto di  planare sul banco, addormentato, 'morto di sonno' si direbbe a Roma.

Crozza che fa giornalismo esattamente come lo fanno tante trasmissioni televisive, alla stregua di giornali e riviste, ha fatto un passo falso. Ha infranto la regola che dice 'cane non sbrana cane'. E i cani-giornalisti - non necessariamente  e non solo quelli messi alla berlina - gliela faranno pagare al cane-Crozza. Non domani né la settimana prossima, sicuramente nel corso della vita della trasmissione, a meno che, per mancanza di pubblico, il suo nuovo editore non decida di chiuderla anzitempo. Noi intanto, dopo questi servizi, non entusiasmanti, abbiamo cambiato canale, perchè annoiati.  Crozza, rifacci Razzi!

martedì 10 gennaio 2017

Lilli Gruber inviti De Benedetti e gli domandi dei suoi debiti con MPS, CHE ORA PAGHEREMO TUTTI NOI

 Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, 'La Verità', rivela oggi alcuni dei nomi dei grandi debitori di diverse banche italiane, compreso il Monte dei Paschi che in queste settimane è nell'occhio del ciclone, per via del salvataggio obbligato  da parte dello Stato con i soldi  dei cittadini, molti dei quali, non lo si dimentichi, hanno già pagato il loro tributo alle banche,  attraverso gli investimenti che hanno sottoscritto senza capire bene di cosa si trattava, e che, quindi, ora pagano per la seconda volta.
In realtà Belpietro non è venuto in possesso della lista tenuta segreta dalla banca che per, ragioni di privacy, sostiene di non poter rivelare, per non 'rovinare la loro onorabilità'. Di mascalzoni!
 Perchè i  nomi che il giornale di Belpietro riporta sono nomi ben noti e da tempo. Almeno da quando i debitori, dopo aver chiesto finanziamenti consistenti senza offrire le garanzie che ogni banca richiede ai comuni mortali,  hanno fallito come imprenditori ed ora vogliono addossare il costo dei loro fallimenti che hanno portato le banche sull'orlo del fallimento anch'esse, allo Stato, che significa ai cittadini.
 Di recente, una ventina di giorni fa, prima ancora che la pubblicazione della lista di farabutti venisse richiesta sia dall'opinione pubblica che dal governo e dall'ABI,  il quotidiano 'Libero' aveva fatto dei nomi, relativi ad MPS ed a  quelli che avevano succhiato sangue ad altri istituti bancari.
 I  nomi delle loro società - scrivono questi giorni i giornali - possono essere resi noti, la legge sulla privacy impedirebbe semmai che  vengano fatti i nomi dei singoli, sempre per la stessa ragione: non recar danno alla loro onorabilità. Di mascalzoni!
 Fra i nomi ripresi da Belpietro, in cima in cima vi è quello dell ing. De Benedetti, la cui Sorgenia del figlio Rodolfo, di cui però la Cir ha la maggioranza, è uno dei massimi debitori dell'MPS. 
 I giornali  del fronte opposto a quello di De Benedetti rammentano l'enorme risarcimento che egli ebbe da Berlusconi per l' affare Mondadori ed altro, e ostentano meraviglia di fronte al silenzio sia del Gruppo di De Benedetti sia di  RCS sulla faccenda. Perchè, se anche loro farebbero , e lo  hanno fatto, altrettanto quando ad essere chiamati in causa fossero i loro proprietari? 
 Allora... allora perchè Lilli Gruber non lo invita- visto che l'ing. De Benedetti va solo nel suo salotto televisivo - per farsi spiegare e spiegare anche a noi - quali garanzie egli offrì alla banca, oltre il SOSTEGNO della stampa di sua proprietà, per ottenere quei finanziamenti così cospicui? Od anche quali grandi errori del suo gruppo ora noi siamo chiamati a pagare?
 L'ing. De Benedetti, ogni volta che va da Lilli  ci spiega come va il mondo della finanza, ed anche il mondo, in generale. Potrebbe ora aggiungere una sola ragione per cui noi dobbiamo pagare i suoi debiti mentre lui  se la spassa, da gran signore, sulle nevi di Saint Moritz, anche a nostre spese?