Nella capitale agisce nel settore delle costruzioni una famiglia il cui nome, Mezzaroma, noto anche per cronache mondane e pubbliche, perchè uno di loro ha sposato , già separato, la Mara Carfagna deputata ed ex ministro, è tutto un programma. Bene, questa famiglia ha di fatto cementificato mezza Roma in una maniera che all'occhio del profano sembra addirittura offensiva.
In un complesso edilizio assai esteso, dalle parti della Bufalotta, con case anche di pregio, che per ironia i Mezzaroma hanno chiamato 'nuovo rinascimento' ci sono palazzi a colonna che sono , in taluni casi, vicinissimi gli uni agli altri. Si ironizza, fra le giovani coppie che visitano il complesso, che se una signora volesse mettere le corna al proprio marito, ricevendo addirittura in casa l'amante, potrebbe approfittare di tale struttura dei palazzi di Mezzaroma, per far scappare l'amante da una palazzina all'altra, sfruttando come via di fuga i vari balconi, a portata di mano l'uno con l'altro.
Questo accade a Roma. A Milano, tutta la città, non solo 'mezzamilano', è in fermento da anni per l'Expo, mangiatoia universale, che avrebbe fatto gola anche alla malavita e ai faccendieri che sono stati messi lì dai politici - prevalentemente dalla Regione ( Formigoni!!!!!) - per usufruire delle mazzette -sembra una legge dello Stato- da girare ai politici medesimi, come dimostrano, ancora una volta, agli increduli gli arresti delle ultime settimane.
Noi sette anni fa, nel primo anno di vita del bimestrale Music@ - edito dal Conservatorio dell'Aquila e da noi diretto, il cui ultimo numero ( gennaio-febbraio 2014) l'attuale direttore del Conservatorio non ha voluto pubblicare, con decisione scandalosa che getta discredito sul suo operato di responsabile di un istituto di alta formazione, e nello stesso tempo fango sulla istituzione conservatorio - lanciammo una insolita iniziativa pensando alla gloriosa storia delle Expo. Interpellammo notissimi creativi italiani in ogni campo, prevalentemente nel campo musicale, ma non furono escluse anche altri campi dell'arte, perchè pensassero alcuni progetti in linea con il tema dell'Expo.
Molti risposero all'appello e i loro progetti noi pubblicammo, nel 2009, offrendoli gratuitamente agli organizzatori, che invitavamo, senza mezzi termini, a distrarsi per un pò dal 'sacco' di Milano, per pensare alla grande occasione che l'Expo offriva all'Italia per mostrare ancora al mondo la sua creatività che l'aveva resa famosa nel tempo, agli occhi di tutti. Pubblicammo in due numeri tutti i progetti pervenutici, e li inviammo al sindaco di Milano del tempo, Moratti, la quale ci rispose con una bella lettera di ringraziamento, assicurandoci che li avrebbe girati ai responsabili dell'Expo.
Fra i vari progetti ve ne era uno anche del musicista Filippo Del Corno, attuale assessore alla Cultura del Comune di Milano, quindi direttamente interessato all'Expo ed al suo buon esito agli occhi del mondo. Che fine abbiano fatto quei progetti, in quali mani, distratte o attente, siano finiti, non sappiamo.
Nel prossimo post, in giornata, daremo le cooordinate per reperirli nella collezione di Music@, visibile sul sito del Conservatorio aquilano: ww.consaq.it , nella speranza che se ne faccia un buon uso. Se c'è ancora tempo.
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martedì 25 marzo 2014
mercoledì 7 agosto 2013
Toponomastica alla vaccinara
Lorenzo Da Ponte a Roma- aveva lamentato qualche settimana fa un nostro collega- non ha una strada, una piazzetta, un vicolo, un ponticello, uno slargo. Nella toponomastica della Capitale il suo nome non esiste. In fondo - risponderebbe qualche responsabile - chi era Da Ponte? E già: un semplice librettista, un pò abate e un pò furfante, che ha scritto tre dei magnifici libretti per Mozart. E Mozart? A Mozart hanno trovato una stradetta dalle parti del Tiburtino, in direzione della autostrada Roma L'Aquila; Beethoven, invece, ha un viale' all'EUR. Non è più come un tempo quando alle glorie del nostro paese intitolavano strade non periferiche e comunque gliele intitolavano. Per i musicisti avevano individuato una zona, elegante, stretta fra Villa Borghese ed il quartiere Pinciano, dove piazze e strade si chiamano Verdi, Bellini, Donizetti, Paisiello perfino.
Oggi, se vai a domandare se a Roma c'è una strada intitolata, ad esempio, a De Chirico, ti rispondono che non lo sanno; solo qualche ben informato- come i tassinari- ti risponderà di guardare dalle parti di Tor Sapienza e della Prenestina; e se chiedi di Ezra Pound, tanto per non fare discriminazioni razziali, devi guardare dalle parti della Bufalotta. Non vogliamo fare discriminazioni fra centro e periferia, però... la fretta con cui Mollicone, per anni a capo della commissione cultura del Campidoglio, nell'era Alemanno, si sbrigava ad indicare nuovi nomi per strade e piazze o nomi sostitutivi di quelli storici, ci ha fatto temere che se a qualcuno fosse capitata qualche disgrazia, nello svolgimento del proprio lavoro, beh allora avrebbe potuto consolarsi (lui, più verosimilmente i suoi eredi) con una strada a suo nome. Mollicone in questo era sopraffino, come nel caso di una giovane donna malata che aveva rifiutato le cure per portare a termine la gravidanza senza danneggiare il nascituro. Subito Mollicone ha proposto di intitolare una strada a questa eroina dei nostri tempi. Ma, forse, non era meglio che si fosse preoccupato di risolvere qualche problema che il marito della donna e padre del piccolo avrebbe dovuto affrontare, dopo la morte della signora? No, cogliere l'onda della commozione popolare - sacrosanta! - e sfruttarla. Questa la tecnica che sembrava dettare quella politica toponomastica. Che dire di quando hanno proposto di togliere il nome dei Borghese dalla Villa ( da uno dei viali della villa, naturalmente!) per intitolarla ad un cantautore romano? Proseguendo.
Perchè hanno intitolato il Ponte della Musica ad Armando Trovajoli, ottimo musicista, del quale però nessuno di quei pochi che attraverseranno il ponte conosce l'identità? Non sarebbe stato molto meglio lasciarlo come era nato 'Ponte della Musica', o magari intitolarlo ad una delle vere glorie musicali del nostro paese,sempre che il comitato preposto alla toponomastica comunale sapesse chi è Monteverdi o Palestrina o Corelli.
E mentre pensiamo a quel ponte, ci viene in mente un'altra intitolazione, del passato, che ci ha sempre sorpresi ogni volta che abbiamo sfogliato lo stradario di Roma e ci siamo imbattuti nel nome di Luigi Petroselli, sindaco comunista della Capitale, al quale è stata intitolata - ma non da Alemanno ! - la strada che collega via del Teatro di Marcello a piazza Bocca della Verità, che si sarebbe potuta anche chiamare 'via dell'Impero', ma certamente non via Petroselli. Chissà cosa pensano i turisti quando apprendono che Petroselli non è stato uno dei sette re di roma, ma solo uno dei tanti sindaci, benchè amato e retto.
PietroAcquafredda
Oggi, se vai a domandare se a Roma c'è una strada intitolata, ad esempio, a De Chirico, ti rispondono che non lo sanno; solo qualche ben informato- come i tassinari- ti risponderà di guardare dalle parti di Tor Sapienza e della Prenestina; e se chiedi di Ezra Pound, tanto per non fare discriminazioni razziali, devi guardare dalle parti della Bufalotta. Non vogliamo fare discriminazioni fra centro e periferia, però... la fretta con cui Mollicone, per anni a capo della commissione cultura del Campidoglio, nell'era Alemanno, si sbrigava ad indicare nuovi nomi per strade e piazze o nomi sostitutivi di quelli storici, ci ha fatto temere che se a qualcuno fosse capitata qualche disgrazia, nello svolgimento del proprio lavoro, beh allora avrebbe potuto consolarsi (lui, più verosimilmente i suoi eredi) con una strada a suo nome. Mollicone in questo era sopraffino, come nel caso di una giovane donna malata che aveva rifiutato le cure per portare a termine la gravidanza senza danneggiare il nascituro. Subito Mollicone ha proposto di intitolare una strada a questa eroina dei nostri tempi. Ma, forse, non era meglio che si fosse preoccupato di risolvere qualche problema che il marito della donna e padre del piccolo avrebbe dovuto affrontare, dopo la morte della signora? No, cogliere l'onda della commozione popolare - sacrosanta! - e sfruttarla. Questa la tecnica che sembrava dettare quella politica toponomastica. Che dire di quando hanno proposto di togliere il nome dei Borghese dalla Villa ( da uno dei viali della villa, naturalmente!) per intitolarla ad un cantautore romano? Proseguendo.
Perchè hanno intitolato il Ponte della Musica ad Armando Trovajoli, ottimo musicista, del quale però nessuno di quei pochi che attraverseranno il ponte conosce l'identità? Non sarebbe stato molto meglio lasciarlo come era nato 'Ponte della Musica', o magari intitolarlo ad una delle vere glorie musicali del nostro paese,sempre che il comitato preposto alla toponomastica comunale sapesse chi è Monteverdi o Palestrina o Corelli.
E mentre pensiamo a quel ponte, ci viene in mente un'altra intitolazione, del passato, che ci ha sempre sorpresi ogni volta che abbiamo sfogliato lo stradario di Roma e ci siamo imbattuti nel nome di Luigi Petroselli, sindaco comunista della Capitale, al quale è stata intitolata - ma non da Alemanno ! - la strada che collega via del Teatro di Marcello a piazza Bocca della Verità, che si sarebbe potuta anche chiamare 'via dell'Impero', ma certamente non via Petroselli. Chissà cosa pensano i turisti quando apprendono che Petroselli non è stato uno dei sette re di roma, ma solo uno dei tanti sindaci, benchè amato e retto.
PietroAcquafredda
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