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domenica 15 giugno 2014

Salvate Roma dal sindaco Marino

Salvate Roma da  Ignazio Marino. Per quale ragione? Non ve ne è una in particolare. Roma ha da essere salvata dal suo sindaco prima che  la distrugga completamente.  Accusa generica, diranno i lettori benevoli di questo post. No, non è così, perchè occorre salvare Roma dalla monnezza, dal caos del traffico, dalla inettitudine di Marino, al quale, dopo gli ultimi eventi, riconosciamo solo annunci per realizzazioni future - vuole tre anni di tempo - e  intitolazioni 'politicamente corrette', prima della lista quella ad Enrico Berlinguer. Meritatissima, chiariamo subito. Ma  è possibile che due fra i luoghi  più sacri alla storia di Roma devono essere intitolati a due politici, mentre le vere glorie del paese, da De Chirico in poi, devono accontentarsi della più squallida periferia, dove - per dare fumo negli occhi - il costruttore Mezzaroma sta costruendo il quartiere 'Rinascimento', ma sempre periferia resta. Dove,  diciamola tutta,  si vorrebbe sapere chi ha autorizzato  Mezzaroma a cementificare non mezza ma tutta la città, e si rischia pure che cementifichi anche Tivoli a ridosso della Villa di Adriano, con l'avallo del grande architetto Portoghesi, che, d'accordo con il costruttore,  sostiene che con la nuova cementificazione verrebbe occultata l'attuale vista della Tivoli periferica davvero brutta.
 Ora l'ennesima tragedia sta per abbattersi sulla città di Roma, e Marino sembra non darsene pena.  L'intensa attività culturale e di spettacolo che da anni ed anni ha animato le estati romane, e le altre stagioni dell'anno, anche sotto la gestione Alemanno, sta per essere decimata. Il sindaco non sente ragioni. C'è un taglio netto del 50% dei finanziamenti attribuiti alle associazioni -  quelle poche che vi saranno ammesse, rispetto alla dotazione dello scorso anno. D'altro canto, dopo l'uscita di scena della Barca, con la quale va ricordato che non c'era con il sindaco accordo su nulla, l'assessorato alla cultura è ancora vacante; e per disastrarlo definitivamente e del tutto, il sindaco ha attribuito a se stesso anche quella delega. Le associazioni sono sul piede di guerra e nei prossimi giorni chiederanno un incontro con Maurizio Pucci che il sindaco ha chiamato a collaborare con il suo gabinetto per i 'grandi eventi'. E quali sarebbero questi grandi eventi per i quali c'era bisogno di un incaricato speciale?
La mannaia dei tagli, come hanno scritto questi giorni i giornali cittadini,  sembra volersi abbattere, per mano del sindaco - sempre lui! - anche su tutte le istituzioni culturali della città alle quali verrebbe dimezzato il finanziamento, da Musica per Roma, a Santa Cecilia, all'Opera ed altre che hanno fatto sapere che  già oggi sono in sofferenza e che  se il taglio ci sarà dovranno tagliare la produzione con le conseguenze negative che è facile immaginare.
 A dare una mano a Marino-Attila, flagello della città di Roma,  ci si è messo, involontariamente, anche Renzi, con le nuove regole dettate alle Camere di Commercio, fra le quali quella di Roma, presieduta da Cremonesi,  abbastanza presente nel finanziamento delle istituzioni culturali della città.
 Le Camere di Commercio avranno una dotazione minore, a causa del taglio dei contributi annuali dei singoli iscritti e perciò minori disponibilità da investire  per la promozione ed il sostegno culturale.
 Ma la tragedia maggiore di tutte - come  se tutte queste non fossero sufficienti - sta nel progetto di Marino di voler accorpare in un'unica fondazione tutte le istituzioni culturali della città, da Santa Cecilia all'Opera, al Palazzo delle Esposizioni, al Teatro di Roma a Musica per Roma, per poter risparmiare anche attraverso la mobilità dei singoli da una istituzione all'altra.
 Data la follia del progetto, al quale, s'è appreso il sindaco sta facendo lavorare una commissione segreta, l'unica possibile salvezza è che Marino si prenda un periodo lungo di 'riposo e  cure del caso'  o che Renzi lo costringa, per non fargli fare altri guai, a dimettersi, per la salvezza di Roma.

martedì 25 marzo 2014

Mezzaroma, Tuttamilano

Nella capitale agisce nel settore delle costruzioni una famiglia il cui nome,  Mezzaroma, noto anche per cronache mondane e pubbliche, perchè uno di loro ha sposato , già separato, la Mara Carfagna deputata ed ex ministro, è tutto un programma. Bene, questa famiglia ha di fatto cementificato mezza Roma in una maniera che all'occhio del profano sembra addirittura offensiva.
In un complesso edilizio assai esteso, dalle parti della Bufalotta, con case anche di pregio, che per ironia  i Mezzaroma hanno chiamato 'nuovo rinascimento' ci sono palazzi a colonna che sono , in taluni casi, vicinissimi gli uni agli altri. Si ironizza, fra le giovani coppie che visitano il complesso, che se una signora volesse mettere le corna al proprio marito, ricevendo addirittura in casa l'amante, potrebbe approfittare di tale struttura dei palazzi di Mezzaroma, per far scappare l'amante da una palazzina all'altra, sfruttando come via di fuga i vari balconi, a portata di mano l'uno con l'altro.
Questo accade a Roma. A Milano, tutta la città, non solo 'mezzamilano', è in fermento da anni per l'Expo, mangiatoia universale, che avrebbe fatto gola anche alla malavita e ai faccendieri che sono stati messi lì dai politici - prevalentemente dalla Regione ( Formigoni!!!!!) - per usufruire delle mazzette -sembra una legge dello Stato- da girare  ai politici medesimi, come dimostrano, ancora una volta, agli increduli gli arresti delle ultime settimane.
 Noi sette anni fa, nel primo anno di vita del bimestrale Music@ - edito dal Conservatorio dell'Aquila e da noi diretto, il cui ultimo numero ( gennaio-febbraio 2014) l'attuale direttore del Conservatorio non ha voluto pubblicare, con decisione scandalosa che getta discredito sul suo operato di responsabile di un istituto di alta formazione, e nello stesso tempo fango sulla istituzione conservatorio - lanciammo una insolita iniziativa pensando alla gloriosa storia delle Expo. Interpellammo notissimi creativi italiani in ogni campo, prevalentemente nel campo musicale, ma non furono escluse anche altri campi dell'arte, perchè pensassero alcuni progetti in linea con il tema dell'Expo.
Molti risposero all'appello e i loro progetti noi pubblicammo, nel 2009, offrendoli gratuitamente agli organizzatori, che invitavamo, senza mezzi termini,  a distrarsi per un pò dal 'sacco' di Milano, per pensare alla grande occasione che l'Expo offriva all'Italia per mostrare ancora al mondo la sua creatività che l'aveva resa famosa nel tempo, agli occhi di tutti. Pubblicammo in due numeri tutti i progetti pervenutici, e li inviammo al sindaco di Milano del tempo,  Moratti, la quale ci rispose con una bella lettera di ringraziamento, assicurandoci che li avrebbe girati ai responsabili dell'Expo.
 Fra i  vari progetti ve ne era uno anche del musicista Filippo Del Corno, attuale assessore alla Cultura del Comune di Milano, quindi direttamente interessato  all'Expo ed al suo buon esito agli occhi del mondo.  Che fine abbiano fatto quei progetti, in quali mani, distratte o attente, siano finiti, non sappiamo.
 Nel prossimo post, in giornata, daremo le cooordinate per reperirli nella collezione di Music@, visibile sul sito del Conservatorio aquilano: ww.consaq.it , nella speranza che se  ne faccia un  buon uso.  Se c'è ancora tempo.