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martedì 4 luglio 2017

Tangenziale 'Paolo Villaggio' ? Una cagata pazzesca

Una piattaforma fra le più note, le cui campagne spesso anche noi appoggiamo, s'è fatta prendere la mano, pensando di fare il grande salto: dal sociale ai social.  Firmare una sua petizione  perchè un bambino disabile abbia tutte le cure necessarie è altra cosa dal firmarne - come ha proposto dopo la morte di Paolo Villaggio - una per intitolare  uno spicchio della mostruosa 'Tangenziale Est' di Roma, immortalata perfino da una scena del ragionier Fantozzi, al grande attore scomparso.

Noi siamo geniali sempre. Qualche giorno fa Bartezzaghi, se ben ricordiamo, sulle pagine di Repubblica rifletteva sul fatto che molti nomi  di strade ormai non dicono nulla agli attuali abitanti delle nostre città. Spesso perchè, pur essendo eroi e benemeriti, la loro storia è coperta da troppa polvere. Che forse  non serve neppure rimuovere.

Poi ci sono anche casi di strade, piazza vicoli, ponti intitolati a persone del nostro presente che in fondo non hanno fatto niente di tanto straordinario da meritarsi una intitolazione, magari in pieno centro città.
Limitandoci allo stradario di Roma, non è la prima volta che ce la prendiamo con chi nel recente passato ha intitolato un pezzo di strada e di storia romana al sindaco Petroselli, onesto politico ed amministratore amato, e basta. Come anche con chi ha voluto aggiungere al 'Ponte della Musica' inutile e costoso passaggio pedonale sempre deserto,  vanto di Uolter l'americano,  l'intitolazione a Trovajoli.
Come anche con chi ha relegato autentiche glorie della nostra cultura in zone periferiche della città, nulla avendo imparato dalla frequentazione della zona Parioli, dove qualche amministratore avveduto ha voluto in passato chiamare strade e piazze con i nomi dei nostri più grandi musicisti, da Verdi a Monteverdi, da Donizetti a  Paisiello
Non mancano casi in cui, sull'onda della commozione popolare, all'indomani di un fatto tragico, si pensa di rendere onore alle vittime intitolando a qualcuna di esse una strada o una piazza. E' accaduto anche questo.

E' il frutto della genialità italica, cui Roma non sfugge. Al carosello di chi la spara più grossa, tutti vogliono partecipare,  da ieri anche la benemerita piattaforma che vuole intitolare la Tangenziale est a Villaggio.
Non è sembrata l'idea una cagata pazzesca, come senza dubbio l'avrebbe bollata  Fantozzi-Villaggio, che quella tangenziale l'avrebbe voluta distrutta. Perchè anche lui, come noi, passandoci, abbiamo sempre il terrore di finire o giù dal cavalcavia o addirittura nel salottino di qualche appartamento che si sporge troppo su quel mostro del cui abbattimento si parla da tempo, per il quale ci sono già i fondi, ma che viene sempre procrastinato, per non privare i posteri  di quel monumento alla bruttezza ed allo spreco.

domenica 10 maggio 2015

Via Augusto Mascheroni, la strada intitolata al musicista che non esiste. L'ha scoperto Marco Lodoli

 Sulla toponomastica siamo intervenuti tante volte. Indignati, in massima parte, quando  abbiamo visto che alle glorie del nostro paese sono intitolate strade della più buia periferia, nella migliore delle ipotesi altrimenti vengono ignorati del tutto, mentre a politici, benchè amati, ma di  assoluto poco conto, come Petroselli, vengono intitolate strade nel cuore storico della città. Nel caso specifico da Piazza dell'Ara coeli al Circo Massimo. Cercate Rossini, o De Chirico, od anche Beethoven o Mozart, neanche i taxisti più anziani sanno dirvi immediatamente dove si trovano. Forse c'è qualche eccezione per gli operisti più noti che  sono stati fatti 'astradare' dalle parti di Villa Borghese e fino  a Piazza Verdi, appunto, in un bel quartiere. Forse lo fece il regime.
  Dalle parti del cosiddetto Quartiere africano, c'è anche lì una bella sfilza di musicisti a titolare vie e viuzze, mai strade di grande traffico e popolarità. Lì si trovano via Piccinni, Via Rendano, Via Anerio che secondo  Marco Lodoli, che ha fatto la scoperta che stiamo per dirvi, sarebbero musicisti di poco valore. Eh no, caro Lodoli, Passi per Rendano, ma soprattutto Piccinni, autore anche del capolavoro 'La Cecchina ossia la buona figliuola' non è davvero un musicista di seconda o terza categoria. E noi lo difendiamo anche perchè nostro conterraneo, pugliese. Si potrebbe dire quasi la stessa cosa di Anerio, maestro rinascimentale romano, di grande notorietà, ma non è un problema se Lodoli non li conosce.
Lodoli però ci rivela un caso davvero curioso. Lì, dietro Viale Somalia - echi dell'Impero effimero italiano! - c'è anche via Augusto Mascheroni, musicista che non esiste. mentre quasi sicuramente nell'intitolargli la strada  hanno confuso l'inesistente Augusto, con Vittorio, autore di canzonette - al quale sicuramente Gianni Borgna avrebbe fatto intitolare la strada, lui studioso della canzone italiana - come 'Papaveri e papere', e la 'Casetta in Canadà'. Sicuramente a Vittorio Mascheroni la strada gliel'hanno intitolata subito, dopo neanche un mese dalla sua scomparsa. Mentre De Chirico e molti altri hanno atteso che si sviluppassero periferie, talvolta disumane, prima di vedersi intitolare una strada.

giovedì 10 aprile 2014

Indignati. Toponomastica sudamericana. L'ex cavaliere disarcionato

Sì siamo indignati,  colpa della lettura giornaliera dei giornali. Su 'La Stampa', il cui direttore si dà prossimamente in partenza per Milano, per volere dell'Elkan, leggiamo che ad alcuni manager - poveretti! - starebbero per decurtare lo stipendio di 65.000 Euro, la notizia ci sconvolge più di quella che tempo fa dava per certa una decurtazione delle pensioni al di sopra dei 25.000 Euro lordi. Che hanno da lamentarsi i pensionati che neanche lavorano? Quei poveri manager da oltre 300.000  Euro l'anno dovranno accontentarsi di 238.000 Euro, capito? Mentre non si riesce ancora a capire che, prima di far far fare sacrifici a chi sacrifici ne ha fatti sempre e non può farne più altrimenti farebbero un enorme favore 'collettivo' alle pompe funebri, devono essere tagliati tutti i privilegi, TUT-TIIIII !  Abbiamo letto nei giorni scorsi che mentre a tutti gli impiegati del pubblico impiego era stata tagliata la contingenza che adeguava i loro stipendi all'aumento del costo della vita, ci sono categorie intere di superimpiegati, nei vari settori, come la magistratura, in cui l'adeguamento  è sempre stato fatto.
Non è possibile sentirsi ancora dire, o leggere sui giornali che  sulla Corte Costituzionale , come anche sui massimi dirigenti di Camera e Senato e di altri organi  cosiddetti 'costituzionali' che invece sono 'anticostituzionali' nessuno può intervenire. Ma che cazzo dite?
 Siamo indignati anche quando leggiamo che il sindaco Marino, che in gioventù nella sua stanza ha sempre avuto una gigantografia di Enrico Berlinguer - chissenefrega!; noi l'avevamo di Johann Sebastian Bach - ha proposto di intitolare una strada dalle parti di via delle Botteghe oscure, nel cuore di Roma, all'ex segretario del PCI, contro il quale - sia ben chiaro - noi non abbiamo nessun risentimento. Solo che non possiamo accettare che con quella intitolata a Berlinguer salgano a due le strade centralissime della Roma  antica intitolata a due personalità politiche , mentre De Chirico o  Pasolini, tanto per fare qualche nome, hanno avuto l'onore di una strada nella più lontana periferia. Che il sindaco Petroselli sia stato fra i più amati della capitale, o che Berlinguer sia stato uno degli uomini politici più importanti ed anche integerrimi del nostro paese - perciò merce rarissima - non ne fanno, in prima istanza, dei  padri della patria e glorie nazionali e comunque meritevoli automaticamente di una intitolazione, per giunta nel cuore della Roma storica.  Una strada intitolata a Berlinguer o a Petroselli dalle parti in cui c'è via De Chirico, sarebbe stato un grande onore per i due come per chiunque altro. E De Chirico avrebbe sopportato, senza protestare.
 Dulcis in fundo, in verità  dolce non tanto. Oggi c'è stata l'udienza per  la decisione del tribunale di Milano sull'esecuzione della sentenza di condanna di Berlusconi: servizi sociali o arresti domiciliari. Berlusconi si proclama vittima di giudici che ce l'hanno con lui. Lui sa bene che le sentenze si possono comprare; qualche tribunale l'ha pure detto solennemente e per questo condannato i compratori in sua( di Berlusconi)vece; chi scrive lo sa bene perchè vittima di una di tali sentenze riguardanti un'azienda del cav( ex), evidentemente comprata e contro la quale ha fatto ricorso al superiore organo di giudizio. Ora tocca a lui osservare la sentenza che lo riguarda. Faccia il cittadino normale per una volta,  giacchè molto spesso si è aggiustato  le leggi  a proprio favore. In fondo nove mesi non son lunghi da passare.

mercoledì 7 agosto 2013

Toponomastica alla vaccinara

Lorenzo Da Ponte a Roma- aveva lamentato qualche settimana fa un nostro collega- non ha una strada, una piazzetta,  un vicolo, un ponticello, uno slargo. Nella toponomastica della Capitale il suo nome non esiste. In fondo - risponderebbe qualche responsabile - chi era Da Ponte? E già: un semplice librettista, un pò abate e un pò furfante, che ha scritto  tre dei magnifici libretti per Mozart. E Mozart? A Mozart hanno trovato una stradetta dalle parti del Tiburtino, in direzione della autostrada Roma L'Aquila; Beethoven, invece, ha un viale' all'EUR.  Non è più come un tempo quando alle glorie del nostro paese intitolavano strade non periferiche e comunque gliele intitolavano. Per i musicisti avevano individuato una zona, elegante, stretta fra Villa Borghese ed il quartiere Pinciano, dove piazze e strade si chiamano Verdi, Bellini, Donizetti, Paisiello perfino.
Oggi, se vai a domandare se  a Roma c'è una strada intitolata, ad esempio, a De Chirico, ti rispondono che non lo sanno; solo qualche ben informato- come i tassinari-  ti risponderà di guardare dalle parti di Tor Sapienza e della Prenestina; e se chiedi di Ezra Pound, tanto per non fare discriminazioni razziali, devi guardare dalle parti della Bufalotta. Non vogliamo fare discriminazioni fra centro e periferia, però... la fretta con cui Mollicone, per anni a capo della commissione cultura del Campidoglio, nell'era Alemanno, si sbrigava ad indicare nuovi nomi per strade e piazze o nomi sostitutivi di quelli storici,  ci ha fatto temere che se a qualcuno fosse capitata qualche disgrazia, nello svolgimento del proprio lavoro, beh allora avrebbe potuto consolarsi (lui, più verosimilmente i suoi eredi) con una strada a suo nome. Mollicone in questo era sopraffino, come nel caso di una giovane donna malata che aveva  rifiutato le cure per portare a termine la gravidanza senza danneggiare il nascituro. Subito Mollicone ha proposto di intitolare una strada a questa eroina dei nostri tempi. Ma, forse, non era meglio che si fosse preoccupato di  risolvere qualche problema che il marito della donna e padre del piccolo avrebbe dovuto affrontare, dopo la morte della signora?  No, cogliere l'onda della commozione popolare - sacrosanta!  - e sfruttarla. Questa la tecnica che sembrava dettare quella politica toponomastica. Che dire di quando hanno proposto di togliere il nome dei Borghese dalla Villa (  da uno dei viali della villa, naturalmente!) per intitolarla ad un cantautore romano? Proseguendo.
Perchè hanno intitolato il Ponte della Musica ad Armando Trovajoli, ottimo musicista, del quale però nessuno di quei pochi che attraverseranno il ponte conosce l'identità? Non sarebbe stato molto meglio  lasciarlo come era nato 'Ponte della Musica', o magari intitolarlo ad una delle vere glorie musicali del nostro paese,sempre che il comitato preposto alla toponomastica comunale sapesse chi è Monteverdi o Palestrina o Corelli.
 E mentre pensiamo a quel ponte, ci viene in mente un'altra intitolazione, del passato, che ci ha sempre sorpresi ogni volta che abbiamo sfogliato lo stradario di Roma e ci siamo imbattuti nel nome di Luigi Petroselli, sindaco comunista della Capitale, al quale è stata intitolata - ma non da Alemanno ! - la strada che collega  via del Teatro di Marcello a piazza Bocca della Verità, che si sarebbe potuta anche chiamare 'via dell'Impero', ma certamente non via Petroselli.  Chissà cosa pensano i turisti quando apprendono che Petroselli non è stato uno dei sette re di roma, ma solo uno dei tanti sindaci, benchè amato e retto.
PietroAcquafredda