Da qualche anno a chi organizza la parata dei Fori imperiali sembra di fare qualcosa di originale, quando affida il canto dell'Inno nazionale e cantanti come Arisa, Baglioni, e l'altro ieri a Bocelli, il quale, raccontano le cronache, ha anche baciato la Premier ( poteva risparmiarselo).
Fratelli d'Italia, è un canto corale che ha un incedere che mal si addice al canto di questo o quel cantante che, peggio ancora, credendo di far cosa originale, lo 'reinterpreta', a modo suo.
Ne risulta un obbrobrio, Inascoltabile. Gli organizzatori pensano, pensando male anzi malissimo, che la presenza di un cantante noto nel suo ambiente ed in quello giovanile più di qualunque coro o musicista 'serio' (sono i frutti dell'analfabetismo musicale dilagante) possa costituire un appeal per la parata che ogni giorno di più dimostra di essere un anacronismo, con tutti gli aggiustamenti possibili che dovrebbero allontanare l'idea della guerra e delle macchine ad essa destinate.
E del resto di un simile andazzo ci siamo accorti da tempo e da tempo lo denunciamo: l'attuale ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, già sottosegretario del Ministero della Cultura, con delega alla musica, viene da Sanremo; e da Sanremo viene pure un altro musicista, aquilano d'origine, Leonardo de Amicis al quale è stata affidata l'ideazione del grande spettacolo nella Piazza del Quirinale del 2 giugno; non solo, a L'Aquila cura la 'Perdonanza celestininana' che sembra 'Sanremo bis', ed anche il festival estivo 'I cantieri dell'Immaginario; mentre, in Vaticano, si sta già pensando, di affidargli l'accompagnamento musicale del Conclave e dell'insediamento del futuro Pontefice.
Una deriva che suona offensiva per la storia di un Paese che, in fatto di musica, ha dettato legge al mondo.
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