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Irene Ghergo, una delle autrici più importanti della televisione italiana, racconta la sua lunga carriera tra aneddoti, successi e personaggi che hanno segnato la storia dello spettacolo.
Boncompagni e la Carrà
Ricorda il suo rapporto con Gianni Boncompagni e Raffaella Carrà durante la preparazione di Pronto, Raffaella?. Boncompagni trovava noiose le riunioni e spesso si addormentava, mentre Carrà partecipava sempre con grande energia. Prima della prima puntata, lui la spinse simbolicamente sul palco dicendole che sarebbe andato tutto male, ma il programma divenne un enorme successo.
Ghergo racconta anche la sua giovinezza privilegiata nella Roma degli anni d'oro. Figlia del fotografo Arturo Ghergo, frequentava personaggi celebri come Alberto Moravia, Laura Betti, Dario Bellezza, Elizabeth Taylor, Marcello Mastroianni e Audrey Hepburn. I suoi primi passi nel lavoro avvennero accanto a Enrico Lucherini, dal quale imparò i segreti della promozione e della comunicazione nel mondo dello spettacolo. Tra gli episodi più curiosi ricorda incontri con Helmut Berger, Romy Schneider, Luchino Visconti e Carmelo Bene, descritto come un genio eccentrico e imprevedibile.
Non è la Rai
Tra i programmi più importanti c'è Non è la Rai, nato con il sostegno di Silvio Berlusconi. Ghergo racconta come il programma rivoluzionò la televisione dell'epoca e come contribuì a costruire l'immagine di Ambra Angiolini. «Nacque in via dell’Anima. a casa di Berlusconi. Silvio credeva che fossi la moglie di Boncompagni: “Prego, signora, si accomodi”. A pranzo raccontava barzellette. Gianni, quasi sordo, lo fissava inespressivo, non rideva. E io gli davo i calci sotto al tavolo. Gianni presentò richieste assurde: buttare tutte le telecamere, totale autonomia. Berlusconi capì che quel programma era speciale e lo accontentò».
Le ragazzine, racconta Ghergo, erano «indisciplinate, si truccavano molto, venivano vestite come a Drive In, le mandavo a cambiarsi. Ambra avrebbe voluto i capelli lisci, glieli ho fatti tenere ricci. E ho scelto il look: cravatta, kilt e gilet». Boncompagni fu accusato di circondarsi di lolite. «Gianni era attratto dall’adolescenza, però mai in maniera laida. Era un pigmalione. Lo so che è difficile difenderlo, ma non ho mai visto una mano fuori posto».
Signorini
Nell'intervista parla anche di figure come Alba Parietti, Maurizio Costanzo, Alfonso Signorini
«un caro amico, un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente».
Fagnani e Belve
E poi di Francesca Fagnani, alla quale suggerì il titolo del programma Belve: «Al telefono con Francesca, le dissi “Chiamalo così, fai una cosa diversa”»..
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