venerdì 5 giugno 2026

Arena di Verona. 'Campioni del mondo. Italia loves Unesco' ( da L'Arena, di Nicolò Vincenzi). Nostro commento

 

Le bellezze italiane in Arena per l'evento «Campioni del Mondo. Italia Loves Unesco»


Sul palco dell’anfiteatro tanti big della musica lirica ma anche del pop italiano e del rock internazionale come Patti Smith. Alla fine del concerto brindisi da record. In Bra la cena con 61 posti a sedere per celebrare i 61 patrimoni Unesco dell’Italia
Arena protagonista tra ministri e vip (Marchiori-Pasetto)

Si alza il sipario. Verona ha celebrato le eccellenze italiane in mondovisione. Prima in Arena e poi in Bra in scena il grande evento «Campioni del Mondo. Italia loves Unesco». Un appuntamento unico che ha regalato emozioni e magia non solo al pubblico dell’anfiteatro scaligero ma anche a chi lo ha seguito da casa con la diretta su Rai Uno e la conduzione di Milly Carlucci.

Febbrili i preparativi in Bra, con la piazza che si è agghindata con gli ultimi allestimenti per ospitare la grande serata di gala.

 

La serata

Questa sera, a partire dalle 21 e 30, sul palco areniano si sono ammirati i quadri artistici delle più celebri arie d’opera messe in scena grazie a cinquecento artisti con orchestra, coro e ballo dell’Arena e tanti big della musica lirica ma anche del pop italiano e del rock internazionale come Patti Smith che si è esibita su un'aria e ha cantato la sua iconica «Because the night» in versione sinfonica.

Un evento, alla presenza di cento delegati Unesco da tutto il mondo, accompagnati dall'ambasciatore Liborio Stellino, che per ricordare il riconoscimento della lirica e della cucina italiana - già patrimoni Unesco - e lanciare la candidatura della canzone napoletana classica come bene immateriale dell’umanità. Tante star sul palcoscenico dell’anfiteatro scaligero, da Plácido Domingo e Serena Autieri con «Dicitencello Vuje», Vittorio Grigolo con «'O sole mio», Gigi D'Alessio con «'O surdato 'nnammurato», Sal Da Vinci «Tu can un chiagne», Serena Rossi con «Era di maggio», Massimo Ranieri con «Te vojo bene assaje» e la novità annunciata mercoledì da Gianmarco Mazzi di Gianni Morandi che ha cantato «Caruso».

Il filo conduttore di «Campioni del mondo» è rimasto operistico come ha sottolineato a Roma la stessa sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia, con un percorso dalla Marcia trionfale di «Aida» al brindisi «Libiamo ne’ lieti calici», interpretato dal tenore Yusif Eyvazov, da «Turandot» - e dal soprano Martina Russomanno, che anticipa così l’esordio areniano come Violetta nella «Traviata» inaugurale del prossimo 12 giugno.

Sul palco anche Eleonora Buratto («Vissi d’arte» da «Tosca») e Maria Agresta («Un bel dì vedremo» da «Madama Butterfly»), Francesco Meli («La danza» di Gioachino Rossini), Vittorio Grigolo («Una furtiva lagrima» da «L’elisir d’amore, di Gaetano Donizetti», «E lucevan le stelle» da «Tosca») e Galeano Salas («Di quella pira» dal «Trovatore»). C'erano anche Mihai Damian - altro debuttante al prossimo festival areniano, nel «Largo al factotum» dal «Barbiere di Siviglia»), e i veterani Mattia Olivieri e Alessio Arduini, impegnati nel brano di «Don Giovanni» «Già la mensa è preparata». Non sono mancati i grandi cori verdiani («Va, pensiero» da «Nabucco» e «Dies Irae» dalla «Messa da Requiem»), un intermezzo strumentale (l’Entr’acte di «Carmen») e la zarzuela tanto cara a Domingo («No puede ser» da «La tabernera del puerto»).

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I preparativi in Bra per la serata Campioni del mondo in Arena (Pasetto)

La cena

Tutto accompagnato da scene, costumi e comparse. Alla fine del concerto il brindisi da record in Arena che ha coinvolto politici, artisti e pubblico. Poi la grande festa popolare in Bra. Lunghe file di tavoli imbanditi con tovaglie a quadri bianchi e rossi, una cornice di centinai di ulivi di FederUnaCom e quaranta metri di mercato con specialità che arrivano da tutta la penisola italiana curato da Campagna Amica di Coldiretti. Cena organizzata con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Forese e finanziata dall’Ice, l’istituto per il commercio estero.

Erano 61 posti a sedere, a richiamare i sessantun patrimoni Unesco dell’Italia. Anche questo un record visto che ne ha uno in più della Cina che però è trenta volte più grande. Il menù è stato curato dai cuochi contadini di Coldiretti con risotto in crema di Parmigiano, formaggi tipici e tiramisù Bonomi. Nella carta dei vini il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e l’Amarone, anche nelle scelte enologiche un collegamento con l’Unesco visto che le colline del Prosecco sono già patrimonio dell’umanità e l’Amarone si candida per diventarlo.

Su Rai Uno

Durante lo spettacolo trasmesso da Rai Uno, è stato raccontato anche l’evento in Bra, con quattro collegamenti gestiti da Paolo Belli, ex Ladro di Biciclette, da anni compagno di avventure di Milly Carlucci a Ballando che le Stelle. Tra i sostenitori della cena in piazza, abbellita con delle luminarie pugliesi, oltre all’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Ita Airways, Veronafiere, Vinitaly, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Verona Garda Foundation, FederUnacoma.

La Cucina Italiana, il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, il Consorzio Tutela Grana Padano, ReNIsA, la Rete Nazionale degli Istituti Agrari, e ReNaIA, la Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri, che metteranno a disposizione i ragazzi che serviranno in tavola e porteranno i bicchieri per il grande brindisi. «Nel mondo c’è tanta fame e tanta sete d’Italia - conclude il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida -, questo non dobbiamo mai dimenticarlo». 



COMMENTO 

Per un attimo, ed incidentalmente, abbiamo visto lo spettacolo in Arena di ieri sera, trasmesso in tv: ' Campioni del mondo. Italia loves Unesco'. E, per caso,  proprio nel momento in cui quella campionessa di banalità che è Milly Carlucci, ripresa da Placido Domingo ( che lei pronuncia male, mentre fa sfoggio di inglese in ogni occasione!) per un errore che riguardava l'aria da zarzuela da lui interpretata, e poi bissata correttamente come ha preteso Domingo, se ne è uscita con 'il bello della diretta'. Banalità unita a improvvisazione e sciatteria, altre qualità da tutti riconosciute alla stessa Italia 'Unesco' dell'opera della cucina e, si spera, anche della canzone napoletana.

 La serata, trasmessa in mondovisione, era organizzata e voluta, più che dall'Arena o dall'Unesco, dal Governo italiano il quale, rappresentato da due suoi campioni in ben note discipline (Mazzi e Lollobrigida), intendeva ringraziare l'Unesco per i recenti riconoscimenti ( Opera e Cucina italiane) e lanciare la richiesta di fare altrettanto con la 'Canzone napoletana'.

 E perciò in Arena c'era l'opera  - perfino l'incipit del dies irae dalla Messa da Requeim  di Verdi , danzato, sì danzato, avete capito bene! - e poi la canzone napoletana, con ospiti illustri; mentre in Piazza Bra, all'esterno dell'anfiteatro, una tavolata che celebrava l'altra eccellenza del patrimonio italiano che è la cucina.

Ha sintetizzato bene  Lollobrigida , il geniale ministro dell'agricoltura e della sovranità alimentare, il senso della serata: il mondo ha FAME e SETE dell'Italia'. Con la musica, opera e canzone napoletana, in sottofondo.

                                                                        (Pietro Acquafredda) 

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