mercoledì 14 gennaio 2026

Se si rifiuta l'ora di religione, in Italia si è meno cristiani ( da Il Messaggero di Franca Giansoldati). No, Poco praticanti come da tempo, e l'ora di religione andrebbe cambiata ( P.A.)

 

L'Italia è meno cristiana, aumentano gli studenti che rifiutano l'ora di religione: in tre Comuni italiani c'è stato il "sorpasso" laico© Ap

Per la prima volta nella scuola pubblica di tre grossi comuni italiani i ragazzi che hanno scelto di non avvalersi dell'ora di religione sono risultati di più di quelli che chiedono di frequentare le lezioni. A Monfalcone, in provincia di Gorizia, la percentuale è del 57,48%, a Pinerolo, nel torinese, del 54,66% e a Firenze del 50,85%. Una specie di sorpasso laico in una Italia che sta cambiando e anno dopo anno si scopre più secolarizzata. La tendenza, se confermata anche nei prossimi anni, porterà ad avere sempre meno adesioni all'insegnamento facoltativo. I numeri sono stati diffusi dall'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) ma arrivano dalle statistiche ufficiali del Ministero dell'Istruzione e dalle province autonome di Trento e Bolzano. La fotografia complessiva fa riflettere. In sette regioni più di uno studente su quattro non si avvale dell'ora di religione: Valle d'Aosta (34,46%), Emilia Romagna (30,65%), Toscana (30,60%), Liguria (30,10%), Lombardia (27,22), Piemonte (27,02%) e Friuli Venezia Giulia (26,74%).

La Cei, alcuni giorni fa analizzava l'intero piano nazionale cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno ma senza entrare nel dettaglio dei dati regionali. In un messaggio agli studenti i vescovi esortavano a considerare l'ora di religione una «una significativa occasione educativa» in cui si impara a decifrare il codice culturale nazionale. «Da molti anni, oltre l '80% degli studenti italiani decide di frequentare questa disciplina, segnando la sua costante presenza nel panorama scolastico come uno spazio di libertà, di dialogo, di responsabilità, in cui la scuola incontra e sostiene il percorso di crescita personale e culturale di ciascuno».

Il fatto è che anno dopo anno il numero degli studenti che scelgono di non avvalersi di questa materia cresce in maniera costante e al ritmo di circa l'1% annuo. E anche nell'anno scolastico 2024-2025 il calo è risultato di altri 42mila studenti in meno, dato ancora più significativo a fronte di 120 mila unità della popolazione studentesca complessiva in meno. 

Oltre a Pinerolo, Monfalcone e Firenze - dove c'è stato il sorpasso laico - altri sei Comuni mostrano percentuali superiori al 45%: Sesto Fiorentino (49,56%), Lugo (49,11%), Bologna (46,92%), Casalecchio di Reno (46,86%), Aosta (46,50%) e Scandicci  (45,29%). In fondo alla classifica, quindi dove l'ora di religione ancora tiene c'è la Basilicata (3,26%) 

Proprio ieri, di fronte a questa situazione che accomuna non solo l'Italia ma tutti i paesi d'Europa, Papa Leone scriveva che «il problema non sono i numeri, ma sentirsi Chiesa» anche se poi i dati e le statistiche ovviamente «fanno riflettere». Sulla rivista 'Piazza San Pietro' il Papa rispondeva alla lettera di una catechista che esprimeva preoccupazione per la difficoltà a coinvolgere i ragazzi e le famiglie nella vita della Chiesa. Il Papa incoraggiava ad andare avanti: «La situazione nella quale Lei vive non è diversa da quella di altri Paesi di antica cristianità. Le ore dedicate alla catechesi non sono mai buttate via, anche se i partecipanti sono pochissimi». E rilanciava una sfida: «Il problema non sono i numeri - che, certo, fanno riflettere -, ma la sempre più evidente mancanza di coscienza nel sentirsi Chiesa, e non dei fruitori del sacro, dei sacramenti, magari per mera abitudine». 

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