giovedì 15 gennaio 2026

Le parole di Brugnaro, 'uscito di senno' che hanno indignato i lavoratori della Fenice ( da Venezia Today, di Leonardo Bison) NOSTRO COMMENTO

 

Nuovo scontro tra il sindaco e i lavoratori della Fenice: «Troppi permessi retribuiti»

A Roma Brugnaro è tornato a ventilare un rinvio nell'erogazione del welfare aziendale, dopo che il sovrintendente aveva garantito che sarebbe arrivato presto. Le rappresentanze del Teatro: «Le ritorsioni non ci fermeranno»


Si riaccende lo scontro, mai sopito, tra il sindaco di Venezia e presidente della fondazione Luigi Brugnaro e i lavoratori del Teatro La Fenice, che dalla fine di settembre chiedono la revoca della nomina a direttrice musicale di Beatrice Venezi. Il motivo, ancora una volta, sono parole molto nette del sindaco nei confronti dei lavoratori. 


A margine della presentazione a Roma della mostra “Etruschi e Veneti”, infatti, il sindaco parlando coi giornalisti ha lasciato intendere che il welfare (il bonus che veniva erogato ai lavoratori dal 2019, sospeso a sorpresa a novembre) non sarà garantito. «Il welfare arriverà con calma. Io sono per farlo pagare. Quando, come e perché è tutto da discutere» ha detto il sindaco ai cronisti. Smentendo così le parole del sovrintendente Nicola Colabianchi, che aveva garantito, dato il mancato sciopero di capodanno, che il bonus sarebbe stato pagato regolarmente alla chiusura del bilancio 2025.

«Troppi permessi retribuiti, il welfare con calma». Ma il sovrintendente aveva detto altro

«Adesso ci sono altre questioni, bisogna fare una relazione sui permessi retribuiti che sembra siano raddoppiati - ha detto ieri il sindaco - Avevamo tentato di chiudere in una logica di pace sindacale. Oggi la pace non c'è più e di conseguenza ognuno si assume le sue responsabilità». Insomma, sta ai lavoratori decidere come porsi nei prossimi mesi, se vogliono ottenere il welfare. 

Dato il bilancio eccellente della fondazione La Fenice, rivendicato da tutti i vertici, l'esistenza di permessi retribuiti in quantità troppo considerevole appare come un modo per procrastinare il pagamento del bonus, che era stati istituito proprio per premiare e aiutare i lavoratori (che hanno un salario nazionale, poco adeguato a Venezia) dati gli ottimi risultati.

Le rappresentanze sindacali hanno replicato questa mattina. «Gli atteggiamenti e le parole arroganti “da padrone" del sindaco Brugnaro non meritano l’attenzione dei lavoratori della Fenice, né di chi ci sostiene. Usare il welfare come strumento di ritorsione e richiamare impropriamente la questione dei permessi artistici retribuiti, regolati dal contratto nazionale e sempre richiesti e concessi nel rispetto delle norme, sembra solo un tentativo di intimidazione».

Per i rappresentanti dei lavoratori il sindaco «è evidentemente in difficoltà, ma le ritorsioni non fermeranno quello che stiamo portando avanti. Se il presidente (Brugnaro, ndr) pensa davvero che ci siano violazioni di legge, non è contro i lavoratori che si deve scagliare. Le lavoratrici e i lavoratori della Fenice non hanno mai cambiato la propria versione dei fatti in questi mesi. La controparte può dire lo stesso?». Non c'è pace alla Fenice, e purtroppo continua a non mancare la benzina sul fuoco. 


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COMMENTO

Evidentemente la parola d'0rdine arrivata da Roma al succube Brugnaro ed al fedelissimo Colabianchi è: RESISTERE, NON MOLLARE. Il Governo, che ha voluto Colabianchi alla Sovrintendenza e questi, a sua volta, in barba ad ogni galateo istituzionale delle orchestre, la scarsa B.V. alla direzione musicale, per la semplice ragione che è la pupilla di Meloni, notoriamente molto competente in fatto di musica (in tutta la sua lunga vita, nonostante anche alcuni incarichi di governo precedente, lei in un teatro è entrata una sola volta, alla Scala per la serata inaugurale al braccio del suo ex Giambruno, e forse non  ci entrerà mia più) - lei ignorante come Mollicone e come anche Brugnaro, e perfino il servo sanremese Mazzi- ha dato ordine ai suoi di non mollare per nessuna ragione. Quando, invece, l'unica soluzione a tutti i problemi che da mesi tengono impegnati i lavoratori della Fenice, sarebbe quella di consigliare, anzi ordinare, a Colabianchi e B.V. di DIMETTERSI. Le Fratelle Meloni e i loro soci  assumeranno mai questa decisione? ( P.A.)



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