Papa Leone XIV ha lanciato l'allarme sul futuro del cinema. Ha detto che è in pericolo. Che effetto le hanno fatto queste parole? La domanda viene rivolta a Maria Grazia Cucinotta, una delle più note attrici in Italia, invitata al Giubileo del Cinema e al saluto con il pontefice, mentre sta uscendo dal Palazzo Apostolico.
«Oggi è tutto su un crinale complesso, l'economia è complessa anche non solo il cinema. Però, secondo me, vale il principio che volere è potere e che in fondo si può trovare sempre una soluzione. Sono fiduciosa sul fatto che si troverà una soluzione. Il cinema non è soltanto sogno, il cinema è fatto della realtà, delle vite di tante persone e quindi bisogna essere responsabili e soprattutto avere un rispetto per chi c'è anche dietro a questo settore».
Forse non è un caso se il Papa ha citato tutte le categorie che, attraverso un lavoro corale, contribuiscono a creare i film...
«Ho notato. Le ha citate davvero tutte, operatori, sceneggiatori, addetti agli effetti speciali, costumisti, truccatori. Ha anche detto: spero di non aver dimenticato nessuno».
Era stupita?
«Non avevo mai sentito prima ringraziamenti tanto profondi ed estesi. Credo faccia parte di un messaggio che fa riflettere sulla inclusività, che il cinema in fondo appartiene a tutti e quindi dovrebbe essere giusto dare risalto a chi contribuisce a farlo vivere».
Un settore che è in pericolo...
«Il Papa ha fatto un appello alle istituzioni. E' giusto che tutti contribuiscano per risolvere un problema che c'è in questo momento».
Lei ha partecipato al Giubileo del mondo del cinema anche come credente o solo come attrice?
«Io sono una persona credente».
Attraverserà la Porta Santa della basilica?
«Penso prioprio di sì. La fede fa parte della mia vita privata, e resta in una sfera privata. Ognuno penso debba essere libero di credere in quello che vuole».
A quale film o progetto sta lavorando ora?
«Sto facendo le prove per uno spettacolo teatrale che si chiama “La moglie fantasma” e debutteremo a gennaio. Io sono la moglie fantasma, anche se in questo momento sono qui in carne e ossa. La regia è di Marco Rampoldi con Pino Quartullo. Inizieremo da Milano e poi arriveremo anche a Roma».
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