venerdì 14 novembre 2025

Leone XIV all'Università del Laterano: la mia università ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati)

 

Leone XIV va al Laterano con una road map per raddrizzare l'ateneo: «è la mia università», serve ricerca contro il vuoto culturale pervasivo© Ap

«Il Laterano è la mia università, è la prima che devo visitare». E così è stato. Leone XIV ha aperto l'anno accademico numero 253 dalla sua fondazione. E' arrivato nell'ateneo con un discorso programmatico in tasca, in cui ha offerto una serie di direttive chiare ad una realtà accademica che negli ultimi anni era finita spesso al centro di polemiche, facendo persino appannare un po' la sua immagine nel panorama culturale. Il Papa ha chiesto di avere “occhi e cuore puntati verso il futuro, perché c’è bisogno del prezioso servizio reso dall’università», di dialogare con le realtà accademiche esterne, di fare ricerca, formazione e sviluppare il suo peculiare motivo di esistere: «il magistero del pontefice. Per sua natura e missione, dunque, il Laterano costituisce un centro privilegiato in cui l’insegnamento della Chiesa universale viene elaborato, recepito, sviluppato e contestualizzato. Da questo punto vista, si tratta di una istituzione a cui anche il lavoro della Curia Romana può fare riferimento per il suo quotidiano lavoro».

Leone XIV è consapevole che ci sono diverse aree culturali sulle quali occorre investire. L'ecologia integrale, la teologia, la filosofia per contrastare «forme di razionalità legate al trans-umanesimo e al post-umanesimo» e fare barriera al «vuoto culturale che nella nostra epoca diventa più pervasivo». Una menzione viene fatta per il lavoro che spetta alle facoltà giuridiche, di Diritto canonico e civile riguardante la “più ampia valorizzazione della comparazione fra i sistemi giuridici degli ordinamenti civili e quello della Chiesa cattolica». Poi aggiunge, ribadendo ancora una volta l'attenzione al Diritto canonico, “vi incoraggio a considerare e studiare a fondo i processi amministrativi, urgente sfida per la Chiesa».

In un ateneo che nell'ultimo decennio aveva perso parecchi studenti per strada, Leone XIV ribadisce di quanto nella Chiesa vi sia bisogno di «laici e preti preparati e competenti. Perciò, vi esorto a non abbassare la guardia sulla scientificità, portando avanti una appassionata ricerca della verità e un serrato confronto con le altre scienze, con la realtà, con i problemi e i travagli della società». E questo esige «che l’università abbia docenti preparati, posti nelle condizioni – pastorali, giuridiche ed economiche – di dedicarsi alla vita accademica e alla ricerca; che gli studenti siano motivati ed entusiasti, disposti allo studio rigoroso. Esige che l’Università dialoghi con altri centri accademici.

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