lunedì 3 novembre 2025

Ghiglia, ma anche l'intera Autority per la privacy, deve dimettersi dopo la denuncia di Report ( da La Stampa) Perchè non si dimette? Usque tandem abutere , Giorgia, patientia nostra?

 

++ Ghiglia, 'ci metto la faccia, Ranucci metta la sua' ++© ANSA

Un intreccio di conflitti di interessi e rapporti amicali condiziona e rende non autonoma come dovrebbe essere l’attività dell’Ufficio del Garante per la Privacy. È quello che ha raccontato Report, condotto da Sigfrido Ranucci, in onda ieri dalle 20.30 su Rai 3, approfondendo ancora il ruolo di Agostino Ghiglia, componente del collegio del Garante, e i legami che uniscono a più livelli chi lavora nell’ufficio a Fratelli d’Italia.

Il primo comportamento denunciato da Report riguarda proprio Ghiglia. Il 21 annuncia in Ufficio che il giorno seguente andrà a trovare Arianna Meloni per discutere del caso di Report su cui l’Ufficio, il 23, deciderà una sanzione di 150 mila euro per aver pubblicato l’audio originale dei colloqui tra Gennaro Sangiuliano, allora ministro della Cultura, e la moglie Federica Corsini sui motivi che avevano portato alla sospensione del contratto di consulenza a Maria Rosaria Boccia. La giornalista Chiara De Luca prova anche a contattare Ghiglia per chiedergli conferma, ma lui non conferma e non smentisce, non risponde.

Gli incontri

Dopo averlo annunciato – ricostruisce Report – il giorno seguente, il 22 ottobre, Ghiglia si reca nella sede di Fratelli d’Italia con l’auto di servizio. Un comportamento incongruo se fosse vera la sua versione dei fatti, e cioè che era andato a via della Scrofa per parlare della presentazione del suo libro, ovvero di una questione privata. Più coerente, invece, se era andato ufficialmente per parlare con la responsabile della segreteria politica di FdI.

Quanto resta Ghiglia negli uffici di via della Scrofa? Secondo la versione del direttore del Secolo d’Italia Italo Bocchino, che sostiene di essere la persona che doveva incontrare quel giorno Ghiglia, i due restano insieme una ventina di minuti. In realtà, secondo Report, Ghiglia entra a via della Scrofa alle 15.35 ed esce alle 16.45, spiega Thomas Mackinson, giornalista del Fatto Quotidiano. Che cosa ha fatto Ghiglia nei 50 minuti rimanenti?

Ghiglia diffida, ma Report va in onda. Ranucci: “Vogliono metterci il bavaglio”

Le parole di Ranucci

Dopo quei colloqui con Arianna Meloni, Ghiglia torna in ufficio e il giorno dopo, il 23 mattina alle 10.30, vota la sanzione nei confronti di Report. Tutto questo comincia a gettare un’ombra sull’indipendenza del Garante della privacy. È un’autorità amministrativa che dovrebbe essere «autonoma e indipendente», spiega Ranucci durante la trasmissione.

Le ombre sono molte. «In base alla documentazione esclusiva di cui è in possesso Report, Ghiglia appare molto più sensibile ai reclami se la privacy riguarda membri che hanno una matrice politica, soprattutto se arrivano dalla maggioranza di governo», spiega la giornalista Chiara De Luca. «Il 13 ottobre 2024 l’ex ministro Sangiuliano scrive direttamente a Ghiglia e inoltra i due ricorsi presentati contro alcuni giornali a nome suo e della consorte. Ghiglia chiede a Cristiana Luciani, che all’epoca era nella sua segreteria, di intervenire. Cristiana Luciani è la moglie di Luca Sbardella, deputato di Fratelli d’Italia, membro della giunta delle elezioni e della commissione di Vigilanza sulla Rai».

Intervistata da De Luca, Luciani smentisce, ma Report conferma la sua ricostruzione. Dopo aver mandato in onda l’audio della moglie di Sangiuliano, «il Garante a tempi di record avvia il procedimento e Agostino Ghiglia continuerà a interessarsi personalmente del caso», prosegue De Luca. A fornire i dettagli sulla celerità del procedimento è Mackinson: «Per comminare la sanzione a Report hanno impiegato la metà del tempo medio per comminare una sanzione o emettere un provvedimento», afferma.

Le assunzioni

Il capitolo conflitti di interesse e rapporti amicali è lungo. «Pasquale Stanzione è stato maestro e guida dell’avvocato Salvatore Sica, fratello di Silverio Sica, cioè l’avvocato di Sangiuliano proprio nel caso Boccia. Inoltre, Salvatore Sica è stato anche consigliere giuridico al Ministero della Cultura diretto da Sangiuliano e con il presidente c’è un rapporto solido, a tal punto che Sica ha contribuito alla realizzazione della collana Studi in onore di Pasquale Stanzione. Tra il 2023 e il 2024 vengono assunti al Garante, tramite concorso, il nipote di Salvatore Sica e la fidanzata del figlio», spiega Chiara De Luca. Oppure c’è il caso di Giovanni Sciacalepore, consigliere giuridico di Stanzione, il presidente dell’Ufficio del Garante: la nomina arriva due giorni dopo che la commissione presieduta da Sciacalepore delibera l’idoneità della nipote di Stanzione a diventare docente ordinaria.

Ci sono anche alcuni cenni al passato di Ghiglia, un tempo deputato di Alleanza Nazionale e assessore regionale in Piemonte. Inizia la sua carriera politica nel Fronte della gioventù, dove ricopre anche la carica di segretario provinciale. Nel 1986 viene condannato a nove mesi per aver aggredito due studenti del Liceo Volta di Torino.

Alla fine, come riassume Ranucci durante la puntata, le violazioni del codice etico sarebbero numerose: «Allora cosa recita il codice etico dell’Ufficio Garante? All’articolo 3 stabilisce che si debba operare con imparzialità, evitando trattamenti di favore e disparità di trattamento; che il componente dell’Authority deve astenersi dall’effettuare indebite pressioni o le respinge; adotta iniziative e decisioni nella massima trasparenza. Ecco, i messaggi tra Sangiuliano e Ghiglia lo sono? Le richieste che fa Ghiglia di procedere con urgenza sono aderenti al codice etico? E l’incontro tra Ghiglia e Arianna Meloni è pertinente con quanto dice il codice etico? E poi l’articolo 5 del codice specifica che vanno evitati contatti non autorizzati con destinatari anche indiretti degli atti e dei provvedimenti in fase di adozione. La Cerrina, vicepresidente dell’Authority, che va a presentare un libro con Sangiuliano in piena istruttoria del reclamo, è aderente a quello che chiede il codice etico?».

E ancora: «All’articolo 6 invece si dettano norme di comportamento in caso di conflitto di interesse e si stabilisce che il dipendente si astiene in ogni caso dal partecipare ad attività o decisioni che determinano tale conflitto. Ora, il fatto che il presidente dell’Authority, Pasquale Stanzione, abbia dei rapporti strettissimi con l’ufficio legale, lo studio legale di Sangiuliano e dei fratelli Sica, non è un conflitto di interesse? È aderente a quanto recita il codice etico? E poi, sempre all’articolo 6 ma al comma 3, si dice che il dipendente si astiene in ogni caso in cui sussistono gravi ragioni di convenienza o nei quali, anche in ragione di una grave inimicizia, la propria partecipazione alla trattazione della questione possa ingenerare sfiducia nell’imparzialità del Garante. Ecco, ma gli interventi di Ghiglia ispirati dalla sua sensibilità politica non si esauriscono con il caso Sangiuliano».

Le chat

Anzi, prosegue Ranucci: «L’ha fatto sistematicamente davanti a ogni caso che coinvolgeva il suo partito. L’ha fatto quando c’è stata l’inchiesta di Fanpage, che ha infiltrato Gioventù Nazionale, e ha cercato di opporsi all’archiviazione facendosi aiutare in questo contesto dalla vicepresidente Cerrina e affidando la pratica alla sua funzionaria di fiducia, Cristiana Luciani, che è moglie dell’onorevole Sbardella e ha anche un piccolo conflitto di interesse, perché ha familiari all’interno di Gioventù Nazionale. Poi, per fortuna per quei colleghi, è arrivata l’archiviazione. Ma Ghiglia si è mosso anche quando i parlamentari di Italia Viva, Bonifazi e Boschi, hanno chiesto informazioni sui lavori della casa della premier e poi è intervenuto, in maniera ancora più pesante, anche quando è stata annunciata la pubblicazione del libro Fratelli di chat da parte del collega Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano, chat che imbarazzavano il partito, un giorno prima ancora della pubblicazione».

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