lunedì 17 novembre 2025

Ecco come ti distruggo, ma prima lo controllo, il grande patrimonio italiano del melodramma

La notizia della decisione Unesco di ammettere il canto lirico italiano, l'intero mondo di esso, fra i tesori immateriali dell'umanità, ha riempito di gioia ed orgoglio - ma solo apparenti - l'attuale governo, quasi potesse ascriversi la paternità della proposta italiana. Prima l'ha celebrata, inventando addirittura un giorno di festa nazionale, all'Arena di Verona, esaltata dalla presenza della tv - facendo contento tre volte l'onnipresente, incompetente ma superattivo sottosegretario Mazzi, (veronese, patron dell'Arena e sostenitore sempre e comunque della sovrintendente Cecilia Gasdia); poi, invece, sta tentando in ogni modo di appannarne la grande tradizione, la sua storia, con decisioni che vanno in senso opposto.

 Mette ai vertici suoi fedelissimi, non curandosi delle loro capacità, anzi di queste fregandosene bellamente ( il 'caso Fenice' è emblematico); attraverso il nuovo 'codice dello spettacolo' di cui filtrano ogni tanto  spiazzanti notizie, vuole attuare un protezionismo antistorico ( le fondazioni liriche italiane devono rappresentare solo opere italiane - povero Mazzi, allevato al Festival di Sanremo!);  infine, vuole rivedere quello stesso repertorio che dice di proteggere ad ogni costo anche dalle possibili invasioni straniere, sostenendo che per avvicinare le giovani generazioni ad esso, occorre lavorare di forbici. Se solo le pensasse simili bestialità in altri campi della cultura, dalle arti plastiche alla letteratura, quel qualcuno che osasse ipotizzarlo, verrebbe rinchiuso in un manicomio, riaprendolo per l'occasione.

 Insomma quello che nessuno osa neppure immaginare, toccare cioè la letteratura sia italiana che straniera, da quella epigrammatica al romanzo, questo Governo  si propone di farlo con la musica.

 Perchè? Innanzitutto per monumentale ignoranza, anzi per analfabetismo  musicale; in secondo luogo, per la logica dell'alto costo sostenuto dallo Stato ( che non è Meloni o Giuli o Mazzi)  per far viverre e rivivere questo grande patrimonio che nel mondo è anche ragione di richiamo; infine perchè, secondo logica perversa: noi vi diamo i soldi e noi decidiamo il da farsi.

 A questo Governo cui nulla importa delle sorti della cultura italiana perchè appannaggio fino all'altro ieri dei comunisti, importa solo l'occupazione di posti di comando, con gente quasi sempre dozzinale, da lasciare 'a guardia del malloppo' anche dopo che gli italiani, svegliandosi dal torpore, lo manderanno a casa. Speriamo presto.

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