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giovedì 13 febbraio 2014

Nazionale Accademia Filarmonica di Santa Cecilia Romana

L'annuncio è sensazionale, di quelli che uno mai avrebbe immaginato. Stanno per fondersi in una, due delle più celebri e storiche accademie musicali italiane. L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l'Accademia Filarmonica Romana. Assumeranno, una volta fuse, la seguente denominazione , che non fa torto a nessuna: Nazionale Accademia Filarmonica di Santa Cecilia Romana. Nessuna delle due ha dovuto rinunciare, nella nuova denominazione che sancisce il matrimonio, neanche ad  una virgola.
Intanto s'è proceduto ad unificare i rispettivi organi di gestione, che risultano così composti:
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Cagli presidente;
Dall'Ongaro vicepresidente
D'Amico consigliere
Carli Ballola consigliere
Panni accademico
Baratta consigliere Amici di santa Cecilia

Accademia Filarmonica Romana
Baratta presidente
D'Amico vicepresidente
Dall'Ongaro consigliere
Carlo Ballola consigliere
Panni consigliere
Cagli accademico, già direttore artistico

Stanno trattando, per mettere in comune anche l'attuale presidente degli Amici di Santa Cecilia, che è il ministro Fabrizio Saccomanni. 
Per questo sono in atto consultazioni febbrili, perchè i consiglieri dell'Accademia Filarmonica Romana, mandano a dire ai consiglieri dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia - che sono poi gli stessi - attraverso raccomandate con ricevute di ritorno, per non essere accusati di brogli, che è loro intenzione inaugurare una 'Compagnia dell'Accademia Filarmonica Romana',  attribuendone la presidenza al Saccomanni.
 Quando anche  a questo secondo atto sarà dato corso, dopo l'unificazione degli organi di gestione, il passo successivo sarà quello di unificare le stagioni, facendo fare all'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia un concerto, ogni quindici giorni, al Teatro Olimpico, sede dell'ex Accademia Filarmonica Romana. Nel tal caso l'orchestra sarà diretta, oltre che da Antonio Pappano, da Marcello Panni che è 'Accademico' dell'Accademia nazionale Santa Cecilia e 'consigliere' dell'Accademia Filarmonica Romana.

sabato 10 agosto 2013

E li chiamano diritti. Diritti acquisiti e diritti negati. Consulta delle iniquità

Diritti acquisiti, negati, calpestati, riconosciuti,ignorati. I diritti sono in queste settimane sulla bocca di tutti, per il fatto che la Consulta, intenta e difendere l'equità - Carta costituzionale alla mano - ha dichiarato incostituzionale il prelievo del 15% sulle pensioni cosiddette d'oro, partendo da quelle superiori a 90.000 Euro. La Consulta  ha dichiarato testualmente: "No c... se il Governo intende fare tale prelievo forzoso, deve farlo a tutti", e poi i diritti acquisiti non si toccano dunque l'Inps restituisca a quei poveri cristi le somme  trattenute, e l'INPS, con la celerità che gli riconosciamo tutti quando deve restituire l'ha fatto nel giro di un paio di mesi dopo la pronuncia della Consulta. Tutti commentano la sentenza, e colo i quali rientrano nei beneficiari della cosiddette pensioni d'oro commentano ed  applaudono la sentenza.
Senonchè qualche settimana dopo, dietro richiesta della parlamentare Bergamini,  la fedele segretaria di Berlusconi, si viene a sapere che pensionati d'oro in Italia ve ne sono e tanti, quasi 200.000, qualcuno prende di pensione 90.000 Euro al mese, e si continua a ripetere che 'i diritti acquisiti non si toccano'. Si viene a sapere anche che tutti questi poveri pensionati  costano ogni anno all'INPS la bellezza di 13.000.000.000 ( tredicimiliardi !!!!) di Euro. Avete capito bene, basterebbe un bel prelievo su quelle pensioni che nessuno si merita in base ai contributi verasti, per risolvere i problemi sia dell'IMU che dell'IVA. Quelle pensioni sono il frutto di autentiche ruberie: ottenute tenendo conto dell'ultimo stipendio che era magari il frutto di una promozione economica, in procinto di godersi la pensione .  Loro fanno notare che, ad esempio anche gli insegnanti, come siamo noi, andavano in pensione con il sistema retributivo, fino all'altro ieri. Già, è vero, ma gli insegnanti, tanto per fare un esempio, non hanno nessuna carriera economica. Vanno in pensione con l'ultimo stipendio; ma dopo 40 anni  di contributi, il loro ultimo stipendio netto si aggira sui 2.000 Euro. ( Fra quei pensionati c'è anche chi prende una pensione di 50.000 Euro circa  MENSILI, dall'età di 55 anni, come il dott. Gamberale, ex Telecom. Il quale dott. Gamberale, a infiniti altri come lui, vivrà certamente a lungo, e poi magari  si risposerà  con una giovane fanciulla, la quale ancora per una quarantina d'anni continuerà a godere di quel privilegio, frutto di autentica truffa allo Stato. Ecco quanto costano quelle pensioni sballate e rubate!
 Ora è chiaro che la Consulta ha difeso l'iniquità in Italia: in  un paese ridotto allo stremo, con pensioni  che per la maggior parte  non arrivano a 1.000 Euro,  quei paperoni, che hanno rubato le loro pensioni, della crisi italiana possono effettivamente fottersene. Come del resto fanno. Anche il ministro Saccomanni ha parlato di equità a proposito dell'IMU; ha detto più o meno che non tassare la prima casa creerebbe 'iniquo'. Sì, perchè anche chi vive in un tugurio, ma di proprietà, non può non tirar fuori i soldi per ringraziare lo Stato del beneficio del tetto, per quanto sgangherato.
Vien da pensare seriamente che  i giudici costituzionali, come del resto molti esponenti del Governo attuale parlino in certi casi senza riflettere.  Ma la storia infinita  delle ruberie di Stato non  finisce qui. Si viene a sapere anche che le cosiddette autoblu, delle quali noi cittadini pensavamo di esserci liberati, sono invece ancora oggi, nonostante i tagli operati, assai numerose, al punto che costano ogni anno anno allo Stato  oltre 1 miliardo di Euro.
Vogliamo continuare con l'elenco delle disuguaglianze inique, oppure, finalmente, profittando della crisi, mettere ordine, lasciando stare i diritti, perchè nel caso delle pensioni, i diritti c'entrano come il diavolo con l'aquasanta.?