Avevamo scritto, nei giorni della nomina di Oscar Pizzo alla direzione artistica del Teatro Massimo di Palermo, che l'esempio del neo direttore artistico che lavorava gratuitamente andava imitato.Ma non crediamo che molti abbiano seguito il nostro consiglio. perchè avrebbero dovuto. Il lavoro va compensato.
In quegli stessi giorni abbiamo pensato che comunque il teatro dava qualcosa a Pizzo, insegnandogli sotto l'attenta vigilanza di Francesco Giambrone,gran maestro, il mestiere di direttore artistico di un teatro, mestiere che , come abbiamo detto già tante volte di lui e di molti altri che come lui debuttano in grandi istituzioni in tale mestiere, non hanno mai praticato.
Ma ci siamo ancora una volta sbagliati. Pizzo anche lui non senza ragione ha preteso di essere pagato, con appena 100.000 Euro l'anno - diciamo 'appena' perchè Giambrone ne prende 170.000 di Euro: 100.000 per l'incarico di Sovrintendente; 50.000 per quello di General manager, e 20.000 come istruttore/allenatore/insegnante di Pizzo.
Gabriele Ferro, direttore musicale del teatro, del quale pure c'era scritto un tempo sul sito che lavorava gratuitamente, ha preteso anche lui un compenso - mica è l'unico fesso che lavora gratis. Ma il suo compenso non viene riportato, anche perchè si confonde con i suoi cachet da direttore di opere e concerti.
Anche a santa Cecilia, alla voce Antonio Pappano, un tempo, quando Cagli prendeva sui 330.000 Euro, c'era scritto 150.000 Euro. Poi ci devono aver ripensato, a seguito dei tagli ai compensi superiori a 240.000 Euro. E Pappano, per far bella figura, ha fatto cancellare ogni compenso specifico, tanto lui si rifa con i cachet di direttore, a fronte dei quali il suo compenso fisso da direttore musicale era ben poca cosa. Supponiamo, senza conoscere le cifre esatte.
Ancora sul Teatro Massimo. Si legge nel sito della notevole presenza di Gabriele Ferro, direttore musicale dell'orchestra del teatro, sia nei concerti che nell'opera. Sì, ha ragione chi l'ha scritto: Ferro in dodici mesi dirige un titolo d'opera ( Flauto magico) e due concerti. Presenza perciò notevole, anzi notevolissima.
Visualizzazione post con etichetta ferro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ferro. Mostra tutti i post
domenica 8 marzo 2015
lunedì 20 ottobre 2014
Il clan dei siciliani va al massimo. Nomine nel Teatro lirico di Palermo
Sembra ricomposto l'organigramma del Teatro Massimo di Palermo dopo la 'seconda primavera' siciliana, con Leoluca Orlando di nuovo a reggerne le sorti comunali. Il sindaco ha sacrificato per il bene del teatro ( e della città aggiungono i maligni) il suo assessore alla cultura, Francesco Giambrone, come aveva già fatto nella prima primavera siculo-palermitana, destinandolo per la seconda volta - un film già visto e che potrebbe ripetersi all'infinito con i prossimi giri di valzer e gli ineluttabili ritorni - a condurre in porto la nave del Teatro Massimo che sempre lui e Giambrone, avevano ricevuto in dote quasi preda di un naufragio ( economico), da Cognata - come hanno gridato ai quattro venti. La storia è ben nota, ad ogni cambio di casacca comunale, il sindaco quando vuol mandare a casa uno degli amministratori designati dalla precedente giunta, tira fuori un buco nel bilancio - la quale cosa purtroppo assai spesso è reale - della società che amministra, come puntualmente hanno fatto l'ammiraglio leoluca ed il capitano di vascello francesco, al momento in cui hanno visto la nave loro destinata, attraccata in porto.
Il capitano di vascello, in perfetto accordo con l'ammiraglio, sta rinnovando tutti gli incarichi di vertice nei vari settori della sua nave, dal capo macchina al capo cuoco al capo sala al maestro dell'orchestrina. E dove va a cercarli, se non dove risiede la società armatrice, nel nostro caso in Sicilia?
Ecco le prime nomine: a guidare la sala macchine, in accordo perfetto con l'ammiraglio, Francesco il capitano di vascello ha chiamato Oscar; che torna in Sicilia, dopo aver lavorato in continente ed in Francia con altri armatori. Il suo cognome, Pizzo, non è fra i più adatti all'ambiente palermitano, ma tant'è uno il cognome non se lo può scegliere, e poi ha tempo per smentirne il significato, lo farà con le sue azioni. E' stimato, è originario di Siracusa, ed anche se cambia lavoro, dal ricevimento merci e passeggeri alla sala macchine, gioca a suo favore la giovane età e l'intelligenza acuta che presto userà per adattarsi ad ogni situazione.
La musica dell'orchestra che allieterà la navigazione, che si augura felice, è affidata a Gabriele Ferro, siciliano di Palermo, se non andiamo errati; che finora non ricordiamo abbia goduto di grande considerazione nella sua città natale. Ora, dopo aver navigato anche in Allemagna, torna nell'isola. Negli isolani è impossibile cancellare il ricordo della patria, che essendo da grande mare circondata è terra a sè, difficile da assimilare a qualunque altra.
E così l'Orlando 'ritornato' sta ricomponendo a Palermo il 'clan dei siciliani' ( Giambrone, Pizzo, Ferro), detto esclusivamente per le origini dei tre, senz'altra allusione denigratoria. Ci mancherebbe.
Il capitano di vascello, in perfetto accordo con l'ammiraglio, sta rinnovando tutti gli incarichi di vertice nei vari settori della sua nave, dal capo macchina al capo cuoco al capo sala al maestro dell'orchestrina. E dove va a cercarli, se non dove risiede la società armatrice, nel nostro caso in Sicilia?
Ecco le prime nomine: a guidare la sala macchine, in accordo perfetto con l'ammiraglio, Francesco il capitano di vascello ha chiamato Oscar; che torna in Sicilia, dopo aver lavorato in continente ed in Francia con altri armatori. Il suo cognome, Pizzo, non è fra i più adatti all'ambiente palermitano, ma tant'è uno il cognome non se lo può scegliere, e poi ha tempo per smentirne il significato, lo farà con le sue azioni. E' stimato, è originario di Siracusa, ed anche se cambia lavoro, dal ricevimento merci e passeggeri alla sala macchine, gioca a suo favore la giovane età e l'intelligenza acuta che presto userà per adattarsi ad ogni situazione.
La musica dell'orchestra che allieterà la navigazione, che si augura felice, è affidata a Gabriele Ferro, siciliano di Palermo, se non andiamo errati; che finora non ricordiamo abbia goduto di grande considerazione nella sua città natale. Ora, dopo aver navigato anche in Allemagna, torna nell'isola. Negli isolani è impossibile cancellare il ricordo della patria, che essendo da grande mare circondata è terra a sè, difficile da assimilare a qualunque altra.
E così l'Orlando 'ritornato' sta ricomponendo a Palermo il 'clan dei siciliani' ( Giambrone, Pizzo, Ferro), detto esclusivamente per le origini dei tre, senz'altra allusione denigratoria. Ci mancherebbe.
Iscriviti a:
Post (Atom)