Si è spesso scritto del successo che la danza ha in Italia, nonostante sia considerata e diventata la cenerentola delle fondazioni liriche e di tante istituzioni che ci fanno sapere che non ci sono soldi per la danza (vedi chiusura di Maggiodanza, ma anche di tante compagnie ed iniziative, ridotte all'immobilità anche dalla politica miope del ministro Franceschini e del suo fedelissimo scudiero Nastasi).
Si scopre, ad esempio, che la danza, sì proprio la danza, sotto le feste di Natale ha fatto registrare al botteghino dell'Opera di Roma, il maggior incasso di tutti i tempi e di tutti gli spettacoli sia di danza che d'opera: intorno al milione di Euro.
In una politica che sa programmare, le istituzioni di una grande città come Roma, a seguito di tale successo della danza, potrebbero organizzare un calendario che mese dopo mese assicuri, in Roma, a cultori ed appassionati di danza spettacoli ogni mese. Ed invece, no.
Accade che fra gennaio e marzo si lancino tutti in iniziative, programmi, rassegne di danza, sovrapponendosi fra loro, e contendendosi spettatori, quando invece potrebbero averne tutti se ognuno organizzasse spettacoli di danza senza sovrapporsi ad altri.
E così mentre all'Auditorium Conciliazione si svolge la rassegna 'Tersicore', finanziata, da quel che sappiamo, dalla stessa Fondazione bancaria che un tempo finanziava l'Orchestra sinfonica di Roma - che peccato averci rinunciato, si poteva continuare magari correggendo qualcosa, come l'affidamento, semiesclusivo, ad un direttore che fuori della sua orchestra non ne dirigeva nessuna altra); l'Auditorium di Renzo Piano, per conto di 'Musica per Roma' ospita l'annuale rassegna di danza 'Nuovi equilibri' (anche se poi si mischiano i nuovi equilibri della intitolazione ai vecchi, come i popolarissimi flamenco o tango sempre verdi), il Teatro Olimpico, in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, come quelli dei Momix che, per il crollo del palazzo sul Lungotevere, ha dovuto spostare in altra sede ( ma poi la danza riprenderà fra aprile e maggio, con altre due o tre spettacoli) ed infine l'Opera, incassato il successo del Barbiere ( sempre tutto esaurito e con quasi 800.000 Euro di incasso; Fuortes dove va segna vittorie e punti a suo favore, non c'è scampo e non ci si può sbagliare, lui è il signor 'sold in', fa cioè entrare soldi in ...cassa) presenta alcuni spettacoli di danza contemporanea, nei quali alcune coreografie saranno danzate dalla stella Abbagnato, ingaggiata come direttrice del Corpo di ballo del teatro.
Se si accordassero fra loro le istituzioni romane che coltivano anche la danza potrebbero assicurare alla città una programmazione spalmata lungo tutta la stagione, mentre oggi sono costretti per la loro insipienza, ad affollare lo stesso periodo, ed a contendersi spettatori.
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lunedì 22 febbraio 2016
giovedì 28 gennaio 2016
Roma. Crollo del Flaminio. Uno sguardo dal ponte
Dopo le infinite inaugurazioni in epoca Veltroni e Alemanno del cosiddetto ponte 'della Musica' , poi intitolato a Trovajoli - che nessuno oltre il dazio della capitale sa chi sia , a meno che non gli spieghi che è l'autore di 'Arrivederci Roma' - e le altrettanto infinite lamentele dei cittadini che rimproverano all'artefice di tale monumento allo spreco, Veltroni, la sua inutilità ed il degrado che da subito lo ha toccato, ora finalmente se ne trova una ragione, per la sua esistenza. E' l'unica terrazza dalla quale affacciarsi per vedere da vicino il disastro del crollo al Lungotevere Flaminio, la cui vista da nessuna altra prospettiva è possibile. Ora, per la prima volta, si vedono gruppi di cittadini che attraversano quel ponte, accedendovi dall'altra sponda del Tevere, fino a portarsi alla estremità opposta, per curiosare, fare diagnosi su modi e tempi del ritorno alla normalità ( il lungotevere, nel tratto da Piazza Gentile da Fabriano e fino al ponte successivo è chiuso al traffico e transennato) e attribuire colpe a chicchessia prima ancor che lo facciano i tecnici e , conseguentemente, la magistratura.
Basterebbe posizionare all'estremità dell'inutile ponte che si affaccia sul crollo una serie di tavolini e un servizio bar per vedere, la prima volta da quando è stato inaugurato, quel ponte essere utile - tragicamente utile - a qualcosa.
Se si vuole mettere a frutto tale tragica situazione occorre muoversi perchè la messa in sicurezza del palazzo potrebbe avvenire in tempi celeri (non celerissimi!) sia per far rientrare le famiglie, sia per dare sicurezza a tutti gli abitanti dei piani non interessati direttamente dal crollo, sia per riaprire il Teatro Olimpico che è situato proprio al piano terra dell'edificio.
In attesa che qualcosa si muova, uno spettacolo è stato spostato al Brancaccio, resosi fortunatamente libero in queste settimane. Ma il duplice problema dell'attività normale della Filarmonica all'Olimpico e della programmazione autonoma del teatro resta sempre, e non sarà facilmente e prontamente risolvibile, nonostante le rassicurazioni degli organizzatori. Dunque meglio sarebbe se si trovassero, per intanto, altri spazi per proseguire nell'attività.
Basterebbe posizionare all'estremità dell'inutile ponte che si affaccia sul crollo una serie di tavolini e un servizio bar per vedere, la prima volta da quando è stato inaugurato, quel ponte essere utile - tragicamente utile - a qualcosa.
Se si vuole mettere a frutto tale tragica situazione occorre muoversi perchè la messa in sicurezza del palazzo potrebbe avvenire in tempi celeri (non celerissimi!) sia per far rientrare le famiglie, sia per dare sicurezza a tutti gli abitanti dei piani non interessati direttamente dal crollo, sia per riaprire il Teatro Olimpico che è situato proprio al piano terra dell'edificio.
In attesa che qualcosa si muova, uno spettacolo è stato spostato al Brancaccio, resosi fortunatamente libero in queste settimane. Ma il duplice problema dell'attività normale della Filarmonica all'Olimpico e della programmazione autonoma del teatro resta sempre, e non sarà facilmente e prontamente risolvibile, nonostante le rassicurazioni degli organizzatori. Dunque meglio sarebbe se si trovassero, per intanto, altri spazi per proseguire nell'attività.
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