Il primato di presentare un concerto al giorno - e in qualche periodo dell'anno anche due - all'associazione 'Il Tempietto' di Roma non glielo leverà nessuno nè oggi nè domani, come del resto non è mai accaduto in passato. Semplicemente perchè tale primato, comunque, nessuno ambisce guadagnarsi ancor meno in certe condizioni. Per organizzare, infatti, un concerto al giorno, occorre non farsi tanti scrupoli. Semplicemente perchè non c'è tempo.
C'è qualche concertista, non di prima fascia - questi mai si sono visti nel cartellone dell'associazione romana; il che potrebbe forse essere un bene - che di tanto tanto serve ad illuminare una programmazione diciamo grigia, incolore; nella quale anche il musicista straniero - di cui non conosciamo la fascia di appartenenza - interessato a suonare nella Capitale, trova interessante approdare.
E poi ci sono i debuttanti, gran parte dei quali, per il pianoforte, proviene dalla celeberrima accademia di Marcella Crudeli, e non da oggi. Ci sono musicisti, più precisamente pianisti, che conosciamo, allevati dopo il conservatorio dalla Crudeli che suonano al Tempietto, ma solo lì. Nessuno dice, naturalmente, che qualcheduno per suonare , almeno la prima volta, paghi; sarebbe squalificante, dunque lungi da noi qualunque supposizione in tal senso.
Ma riconosciamo che se uno straniero legge che i concerti si tengono in luoghi di grande importanza storica della Capitale ( Villa Torlonia, Teatro di Marcello), ciò costituisce di per sè motivo di grande richiamo, rinunciando ad esaminare la qualità delle proposte. Questo stesso equivoco, non possiamo dire se scientemente o meno, tocca alcuni giornali, anche di peso, i quali tessono elogi di questa piccola associazione che fa concerti in grandi luoghi, uno al giorno, senza interrogarsi se anche i concerti dell' associazione siano piccoli, a misura della associazione.
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lunedì 26 agosto 2013
mercoledì 7 agosto 2013
Dissacrazione dei luoghi
E' di qualche giorno fa una notizia che ci riempie di gioia, si fa per dire. Il sindaco Marino ha bloccato il bando per la gestione di alcuni luoghi romani resi sacri dalla storia e dalla bellezza: Teatro di Marcello, Casina delle Civette a Villa Torlonia ed altri ancora. Il sindaco Marino vuol vederci chiaro sulla durata dell'affidamento gestionale ai privati e sul costo per i medesimi. Non è tutto quello che noi vorremmo, ma è già qualcosa. Perchè nel blocco del bando non figura alcuna obiezione su 'ciò che si fa' in questi luoghi. All'elenco se ne potrebbero aggiungere altri di luoghi, tutti di straordinaria bellezza e fascino, nei quali in questi anni abbiamo visto svolgersi spettacoli ed altre occupazioni di dubbio valore, quando non addirittura di scadentissima qualità. Pensiamo al Cortile di Sant'Ivo alla Sapienza, al Ninfeo dei Quintili sull'Appia antica, a Villa Adriana a Tivoli, a Castel sant'Angelo, al Chiostro del Bramante. Ecco, noi vorremmo che il sindaco Marino e chi per lui - che si intenda naturalmente delle destinazioni alle quali questi luoghi sono avviati - esamini con attenzione ciò che si andrà a fare. Villa Adriana, ad esempio, prima che ne prendesse possesso Musica per Roma 'pigliatutto', era stata consegnata da precedenti amministrazioni in mani sacrileghe che l'hanno profanata senza che nessuno si opponesse; il Cortile meraviglioso di Sant'Ivo ospita da tempo immemorabile una 'stagioncina' piccina piccina di concerti, da tempo immemorabile affidata al medesimo ensemble con medesimo direttore, quando invece, in una città come Roma, potrebbe essere luogo deputato per un festival barocco coi fiocchi.
E' la dissacrazione continua che noi vorremmo mettere sotto gli occhi dell'innovatore Marino. Se apre i suoi occhi, gli perdoneremo se poi va a pescare per i suoi assessorati in famiglie di parenti di partito. Non gliene vorremo per queste debolezze da sempre esistite e che non sarà Marino a cancellare - la sorella di Zanda era capo segreteria del Presidente della Rai, Zaccaria. Ve lo ricordate?
Oggi in una lettera al Corriere, Carlo Montanari, si domandava, in altri termini, più o meno la stessa cosa. Mentre tutti discutono dello stipendio che reclamerebbe la Melandri, presidente del MAXXI, lui osa domandarsi: che c'entra la Melandri con il MAXXI, Del Noce con Venaria, Minoli con Rivoli o la Crisstillin con il Museo Egizio, sulla piazza torinese? Già che c'entrano?
E' la dissacrazione continua che noi vorremmo mettere sotto gli occhi dell'innovatore Marino. Se apre i suoi occhi, gli perdoneremo se poi va a pescare per i suoi assessorati in famiglie di parenti di partito. Non gliene vorremo per queste debolezze da sempre esistite e che non sarà Marino a cancellare - la sorella di Zanda era capo segreteria del Presidente della Rai, Zaccaria. Ve lo ricordate?
Oggi in una lettera al Corriere, Carlo Montanari, si domandava, in altri termini, più o meno la stessa cosa. Mentre tutti discutono dello stipendio che reclamerebbe la Melandri, presidente del MAXXI, lui osa domandarsi: che c'entra la Melandri con il MAXXI, Del Noce con Venaria, Minoli con Rivoli o la Crisstillin con il Museo Egizio, sulla piazza torinese? Già che c'entrano?
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