sabato 31 gennaio 2026

Expo di MIlano 2015. Progetto di Emma Dante ed Azio Corghi ( da Music@, bimestrale del Conservatorio dell'Aquila) Omaggio alla regista 'Leone d'oro' alla carriera della Biennale 2026

  

                    Omaggio a EMMA DANTE 

                       Leone d'oro alla carriera 

                         Biennale Teatro 2026



In previsione dell'Expo di Milano del 2015,  organizzai per Music@ un  dossier intitolato 'Suoni per l'Expo 2015', pensando ad altre edizioni della  storica mostra, per le quali  musicisti, anche famosi, avevano scritto musiche apposite, Messiaen per tutti.

 Chiesi ai più importanti musicisti italiani di formulare un progetto da offrire agli organizzatori dell'Expo milanese, nella speranza che alcuni di essi, se non tutti, potessero essere realizzati. Inviai  quei progetti al sindaco Moratti, la quale  ringraziò e promise che avrebbe girato quel preziosissimo scrigno di idee agli organizzatori. Serve aggiungere che agli organizzatori dell'Expo, occupati in altri ben più redditizi affari,  la possibilità di realizzare quei progetti non passò neanche per l'anticamera del cervello?

 Emma Dante, in coppia con Azio Corghi, mi inviò il seguente progetto (Pietro Acquafredda) 

La Passeggiata delle cattive

Teatro musicale in un atto, da un racconto di Emma Dante. Sceneggiatura/libretto/musica di Azio Corghi. 

CAPTIVE . Dal latino: imprigionato, reso schiavo. Nel caso delle vedove palermitane: imprigionate nella memoria del marito morto. Il termine ha il medesimo significato nella lingua inglese (varia solo la pronuncia) ovvero CAPTIVE (‘kaeptiv) significa: prigioniero, schiavo, in gabbia, in cattività, nel recinto. Ma TO CAPTIVE può pure significare (fig.): affascinato, attratto, sedotto da…." 

Le mura delle cattive è un'antica via sopra le mura di Palermo, dove le vedove (dal latino 'captive', cioè imprigionate nella memoria dei mariti morti) passeggiavano la domenica, lontane dallo sguardo indiscreto del cassero che era l'attuale corso Vittorio Emanuele (la via principale di Palermo). 

Sugli spalti di queste mura potrebbe essere ambientata la nostra storia di passione e vergogna di una donna che, per salvare il marito dalla vendetta di una famosa famiglia mafiosa, lo nasconde, facendolo credere morto. Il marito ha ucciso il boss della suddetta famiglia, che voleva infangarle l'onore. Dopo il duello lei fa credere a tutti che anche il marito è morto. Lo fa scappare e dopo aver allestito un finto funerale, si veste di nero ed entra definitivamente nella clausura del suo lutto. 

I due coniugi, però, spinti dalla passione e da un amore sconsiderato, s’incontrano di nascosto, durante la passeggiata delle vedove, cercando di non farsi scoprire dalle altre donne velate di nero. Verranno scoperti e comincerà la tragedia."

                                                   Emma Dante/Azio Corghi

Danimarca. Scoperta la più grande nave medievale, risalente al 1400. Era a soli 13 m. di profondità (da Il Messaggero)

 Danimarca, scoperta la nave medievale più grande al mondo: era a 13 metri di profondità. A bordo piatti, pettini e rosari

© Internet (altro)

Gli archeologi hanno portato alla luce la più grande “nave” medievale mai realizzata, risalente al 1400, una scoperta che induce a riconsiderare la portata del commercio medievale nell’Europa settentrionale.

La nave Svaelget

La nave, chiamata Svaelget 2 dal nome del canale al largo di Copenaghen, in Danimarca, dove è stata ritrovata, è lunga 28 metri, larga 9 e alta 6 metri, ovvero circa la lunghezza di due scuolabus e larga quasi quanto uno. Costruita intorno al 1410 d.C., la nave cargo avrebbe trasportato circa 300 tonnellate, il che la rende la più grande del suo genere mai scoperta, hanno affermato i ricercatori. «La scoperta rappresenta una pietra miliare per l'archeologia marittima . È il più grande ingranaggio che conosciamo e ci offre un'opportunità unica per comprendere sia la costruzione che la vita a bordo delle più grandi navi mercantili del Medioevo», ha affermato il responsabile degli scavi Otto Uldum, archeologo marittimo presso il Museo delle Navi Vichinghe .

La nave era stata progettata per trasportare in modo efficiente grandi quantità di "beni di uso quotidiano" destinati al commercio. «I costruttori navali si sono spinti oltre ogni limite per trasportare carichi ingombranti, come sale, legname, mattoni o generi alimentari di prima necessità», ha affermato Uldum. La ruota dentata rivoluzionò il commercio nell'Europa settentrionale. Permise di trasportare merci su una scala mai vista prima.”

 

Gli archeologi hanno trovato prove che la nave è stata costruita utilizzando legname proveniente da due regioni europee: la Pomerania, nell'attuale Polonia, e i Paesi Bassi . Gli scienziati hanno affermato che i motivi ad anelli presenti sul legno suggeriscono che le assi fossero fatte di quercia della Pomerania, mentre le ordinate della nave provenivano dai Paesi Bassi .«Ci dice che le esportazioni di legname andavano dalla Pomerania ai Paesi Bassi e che la nave fu costruita nei Paesi Bassi, dove fu trovata la competenza per costruire questi ingranaggi molto grandi», ha detto Uldum.

Dove è stata ritrovata

Il relitto è stato ritrovato in uno stato di conservazione eccezionale a una profondità di circa 13 metri, dove era protetto dalle forze che normalmente distruggerebbero le navi più vicine alla costa. «È straordinario avere così tante parti dell'attrezzatura - ha detto Uldum - Non avevamo mai visto una cosa del genere prima, e ci offre una vera opportunità di dire qualcosa di completamente nuovo su come le argani venivano equipaggiate per la navigazione».

  Secondo gli archeologi, una delle caratteristiche distintive del ritrovamento sono gli "alti castelli" intatti: grandi piattaforme rialzate in legno su navi mercantili medievali che fornivano postazioni di combattimento elevate e riparo per l'equipaggio. "Abbiamo molti disegni di castelli, ma non sono mai stati ritrovati perché di solito si conserva solo il fondo della nave. Questa volta abbiamo la prova archeologica", ha spiegato Uldum.

Gli archeologi sperano di studiare i numerosi resti di legname per capire come venivano costruiti i castelli più alti e come venivano utilizzati nelle costruzioni dentate. «Ora abbiamo 20 volte più materiale con cui lavorare. Non è una comodità in senso moderno, ma è un grande passo avanti rispetto alle navi vichinghe, che avevano solo ponti scoperti, adatti a qualsiasi condizione atmosferica», ha affermato Uldum.

Trovati piatti e pettini

I ricercatori hanno trovato anche rare tracce di vita quotidiana nel relitto, tra cui piatti di legno dipinti, scarpe, pettini e grani del rosario, nonché pentole di bronzo e ciotole di ceramica. «Il marinaio portò con sé il pettine per tenersi i capelli in ordine e il rosario per recitare le preghiere. Abbiamo i resti delle pentole in cui cucinava il suo cibo e le ciotole in cui mangiava", ha detto il signor Uldum. Questi oggetti personali ci dimostrano che l'equipaggio portava con sé oggetti di uso quotidiano. Trasportavano la loro vita sulla terraferma alla vita in mare».

Giorgia Meloni, presto dovrà scegliere se stare con gli USA e Trump o con l'Europa e von der Leyen ( da Open.online, di Ugo Milano)

 

manovra-2026-governo-meloni

«Non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti, che si stracciano le vesti per una presenza di esponenti delle forze di sicurezza statunitensi durante le Olimpiadi, come accade sempre in questi eventi con i diversi Paesi alleati, poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa? Credo che questa confusione sia uno dei nostri principali problemi». Sono le parole di Giorgia Meloni in un’intervista con il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa. Ma la premier chiarisce subito: «Ho sempre difeso, nel rapporto con gli Stati Uniti, l’unità dell’occidente. Sono convinta che solo un occidente forte e coeso possa fronteggiare le sfide globali di quest’epoca, e questo vale tanto per gli europei quanto per gli americani».

La Nato, l’Ue e l’Ucraina

Il ragionamento della premier si allarga all’equilibrio interno alla Nato e al ruolo che l’Europa dovrebbe assumere nello scenario internazionale, a partire dalla guerra in Ucraina. «La realtà politica da cui provengo sostiene da sempre che la Nato debba poggiarsi su due solide colonne: una nordamericana e una europea. Due colonne che siano di pari forza e di pari dignità e che siano in grado di relazionarsi su base paritetica. Siamo ancora molto lontani da questo scenario, e questo governo lavora fin dal suo insediamento per colmare questo divario. Perché un’Europa in grado di difendersi da sola è un’Europa che può far sentire la propria voce e determinare pienamente il proprio destino. Soprattutto in un tempo nel quale il caos si moltiplica e le certezze che avevamo vengono meno. E l’origine drammatica di questo caos è proprio l’invasione russa dell’Ucraina. In questo quadro, sono convinta che la libertà che viene difesa a Kiev non sia solo la libertà del popolo ucraino ma anche la nostra».

«L’Europa non deve avere complessi di inferiorità»

Da qui il passaggio alla questione dell’autonomia strategica europea, che secondo Meloni non va intesa come alternativa all’alleanza occidentale, ma come rafforzamento della posizione del continente:

«Io non penso che un grande continente come l’Europa […] abbia come unica scelta possibile quella di decidere a chi consegnarsi. Io credo, al contrario, che l’Europa debba ambire a essere una potenza forte e autonoma capace di dire la propria sullo scenario internazionale e di dialogare con tutti, senza complessi di inferiorità, per perseguire i propri interessi».

Nuovi e vecchi nemici

Nella parte finale dell’intervento, la presidente del Consiglio richiama la necessità di una visione politica di lungo periodo, mettendo in guardia da reazioni frammentarie e da nuove minacce agli equilibri europei: «Ma serve una strategia. Per tutelare l’interesse nazionale occorre difendersi dai nuovi e vecchi nemici della libertà. E per trovare le coordinate giuste, oggi come non mai, occorre partire da qui: argini contro il putinismo, contro il protezionismo, contro chi sogna un’Europa più vulnerabile alle minacce esterne. Con una consapevolezza nuova, da governare non ci sono solo gli avversari espliciti, ma anche quelli meno espliciti».