mercoledì 7 maggio 2025

La banalità dell'ignoranza. A margine de 'La musica per me' di Corrado Augias, edito da Einaudi

 Questi giorni, alla presenza quotidiana sulla tv di Cairo, ad ogni ora del giorno e della notte ed in qualunque trasmissione, Corrado Augias, a dispetto dei suoi novant'anni (ma quando si ritira?), aggiunge un ulteriore tour de force televisivo e non solo, per la presentazione del suo nuovo libro, edito da Einaudi, dal titolo La musica per me.  

Fra domenica e martedì, ospite  di 'In altre parole 'e 'Di Martedì', non è mancata l'occasione, in ambedue le trasmissioni, per accennare alla sua ultima 'fatica' di scrittore tuttofare, ora eletto anche al ruolo di divulgatore musicale, dopo che la 'Rai' e 'La 7' hanno ospitato quella sua 'banalissima' trasmissione La gioia della musica e dopo che anche una istituzione come l'Accademia di Santa Cecilia, che non è l'unica, immaginate un pò,  gli ha affidato conferenze sulla musica. 

Lui non ha nella materia competenza alcuna, ma, forte della sua notorietà di giornalista,  si è buttato a capofitto in questo nuovo campo, come ha già fatto in quello della religione e delle Scritture, dove però si è limitato a scrivere libri-interviste. Materie nelle quali, senza una base solida di studio, resta un divulgatore  banale e presuntuoso

  Nelle due trasmissioni ha accennato al suo nuovo libro. Nel caso della trasmissione di Gramellini, si è collegato con lui anche Gustav Zagrebelsky, ex presidente della Consulta che la musica la conosce e la pratica. Il quale si è perfino spinto a lodare Augias per il suo nuovo libro, mentre il diretto interessato,  chiamato a fare il 'gioco della torre'  fra i compositori, si è prodotto in una delle tante banalità nelle quali incorrono quelli che si fanno coinvolgere dalla musica ma vivono di luoghi comuni quasi sempre errati. Come nel caso di Haydn, che lui ha detto: scriveva musica ogni volta che il suo principe gli chiedeva: Haydn, scrivimi una Messa e lui la scriveva. Liquidare un monumento come Haydn, padre della musica strumentale, da camera e sinfonica, con una simile banalità è inaccettabile.

 Il colmo della banalità l'ha però raggiunto da Floris. Si accennava al Conclave e, nel mentre, in sottofondo  si ascoltava il Veni Creator, l'invocazione che i Cardinali rivolgono alla Spirito santo perchè li assista. E Augias commenta: Floris, è il Canto gregoriano,  sente che la 'scala'  è diversa da quella della musica più recente? Floris a chissà quale scala ha pensato, di fronte a tanto dispensar di scienza musicale di Augias, ma non ha osato chiedere spiagazioni per non apparire 'capra' del gregge vicino a quello di Augias. "Che avrà voluto dire con la 'scala'- il pensiero che ha tormentato Floris per il resto della serata tv e forse anche per tutta la notte.

 Ora, senza voler fare il professore, caro Augias, innanzitutto la scala 'modale' gregoriana non è così evidente nel Veni Creator che appartiene al tardo gregoriano (metà sec.X). E poi, cerchi di parlare come mangia, e Lei quella materia non  la 'mangia'.

Per questo ed altre mille ragioni non  comprerò il libro di Augias,  semmai riprendo il bel libro sulla musica , dal titolo Assolutamente musica che un celebre scrittore giapponese, Murakami, ha scritto registrando lunghe conversazioni con il direttore d'orchestra Ozawa. Avevo cominciato a leggerlo mesi fa, poi  l'ho rimesso nella mia libreria.  E' venuto il momento di riprenderlo, per azzerare la banalità dell'ignoranza.

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