martedì 6 maggio 2025

Conclave degli anni Duemila. Spettacolo anacronistico

 Lo spettacolo, quello vero, lo spettacolo della storia e della vita, si svolge a migliaia di chilometri dalla Cappella Sistina, dove da oggi si riuniscono i cardinali per eleggere il successore di Papa Francesco e che tutti dicono -  ma chi sono questi tutti? - dover essere un Francesco II nel senso che deve proseguire, seppure con un pò di moderazione, la spinta che Francesco ha impresso alla Chiesa nei suoi rapporti con il mondo.

 Lo spettacolo della storia e della vita, dicevamo, si svolge lontanissimo dalla Cappella Sistina, il suo palcoscenico  è disseminato nel mondo in una sorta di  tragico circuito dove va in scena l' insensatezza umana: Gaza, Ucraina e altrove.

 Mentre quello del Conclave, che si svolge dentro le mura Vaticane ed al chiuso della Cappella Sistina, si presenta come uno spettacolo  anacronistico negli anni Duemila.

 E' anacronistica la minaccia di scomunica per chi infrange il giuramento, fatto sulle Scritture, di tenere le bocche cucite su tutto ciò che avviene in quella Cappella, che di stranezze ne ha viste tante. Come si può richiamare ancora oggi tale  minaccia, che ai tempi di Mozart era rivolta anche a chi portava subdolamente fuori dalla Sistina le musiche di quella celebre cappella - Mozart lo aveva fatto per il Miserere di Allegri, e per questo scrisse alla famiglia di temerla? 

 Insomma se  lo Spirito Santo  ha la forza di ispirare la scelta di dare alla Chiesa un nuovo pastore, può temere  perfino i cellulari ed altri sistemi  che metterebbero in contatto la Cappella e i 133 cardinali ivi rinchiusi con l'esterno?

 Le 'Congregazioni' che hanno preceduto l'ingresso dei cardinali nel Conclave sono servite ad accordarsi - come si in una qualunque importante elezione - sul candidato sul quale puntare, fra le diverse fazioni e gruppi che, nel caso della Chiesa, si immagina e si vuole di gentiluomini.

Uno come Trump, che al sommo dell'imbecillità umana, si fa fotografare da papa (Pirlo I°), non può in nessun modo, anche in assenza dello Spirito santo, influenzare la elezione papale. Ci sono già i cardinali.

 Le tv  propongono le storie dei passati conclavi - su tutti quello del Palazzo dei Papi di Viterbo, dove gli elettori furono reclusi e tenuti a pane e acqua per costringerli a eleggere il nuovo papa, dopo che per mesi non erano riusciti ad accordarsi sul suo nome -  che oggi non sono più ripetibili.

 L'unico spettacolo che ci sembra accettabile è quello della fumata che manda al mondo il segnale che il nuovo Papa è stato eletto.

 Tutto il resto crediamo sia giunto il momento  di eliminarlo, specie se si crede che lo spirito, Santo, aleggi ancora sulla Chiesa, sui suoi fedeli e sul suo Pastore.

 Oggi il Pontefice dovrebbe essere scelto sulla base del carisma  di un uomo di Chiesa e di fede; per questo  restringere la rosa dei possibili candidati ai soli cardinali è insensato.

 A noi, ad esempio,  viene in mente  la figura dell'abate fondatore di Taizé, frère Roger Schutz, deceduto nel 2006, quando pensiamo ad un ideale papa, testimone di fede nella Chiesa. Per l'amministrazione della Chiesa ci sono infinite possibilità di scelta, anche fra le donne ( come in alcuni casi ha voluto dimostrare Papa Bergoglio).

Mentre, ribadiamo, per la guida della Chiesa - che resta una comunità di fede - occorre testimonianza e carisma, qualità non sempre presenti  in tutti i cardinali elettori e candidati.  Come ci fanno ricordare le frequentazioni, lunghe anni, che con qualcuno dei cardinali abbiamo avuto negli anni di gioventù, durante i nostri studi. 

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