Visualizzazione post con etichetta Paolo VI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo VI. Mostra tutti i post

mercoledì 27 settembre 2017

Papa Francesco ha molti nemici. Troppi per un solo papa

Adesso non ricordiamo bene quanti nemici abbiano avuti altri pontefici che si sono segnalati per le aperture, soprattutto morali, verso l'uomo. A cominciare da Papa Giovanni XXIII che con il Concilio Vaticano II sparigliò  gruppi di  credenti e teologi. I documenti del Concilio, ancora oggi in parte inosservati, crearono vero scompiglio.
 Ci colpì allora una frase che risuonò nelle navate di San Pietro durante una seduta plenaria dei padri conciliari:  temo una chiesa che ha un solo teologo - e il riferimento era a San Tommaso d'Aquino, teologo e filosofo sommo. Al cui ascolto, qualcuno, un eminente teologo cattolico, aggiunse: Lutero, se fosse oggi qui, gioirebbe.

Negli anni successivi anche Giovanni Paolo II ebbe molti nemici, ma nessuno come Papa Francesco che di nemici, armati fino ai denti, ne ha un esercito. Nel quale militano, oltre alle gerarchie che più d'una volta si sono fatte sentire, anche laici che nessun titolo avrebbero per unire la loro voce al coro, nel quale si sono impegnate a cantare, non per 'inimicizia verso Francesco', ma per 'amore verso la Chiesa' che, secondo loro, stanno difendendo dalla deriva che Papa Francesco le sta facendo prendere.  Fra essi un ex banchiere vaticano ( Gotti Tedeschi) -  che non si comprende a quale titolo parli di questioni di natura morale - ed anche qualche seguace di  un celebre incallito tradizionalista come mons. Lefebvre. I loro appunti riguardano soprattutto questioni di carattere morale affrontate d Francesco, dalle prese di posizione sui divorziati alla sua caritatevole mano tesa verso, ad esempio agli omosessuali: ' chi sono io per giudicare...'  disse ai giornalisti nel corso di un viaggio.

Sarebbe interessante che l'esercito dei suoi oppositori, nelle cui file si sono arruolati volontariamente anche alcuni giornalisti famosi (Ferrara, Socci ) ci facesse sapere  cosa pensa della omosessualità nella Chiesa che, come si sa, è diffusissima. Di questo non parlano, e per fortuna stanno zitti anche su un altro problema che tocca purtroppo da vicino il clero ed anche la gerarchia, la pedofilia, contro la quale Francesco sta conducendo una guerra dura. Come risulta anche dalle molte conversazioni che , da quando è  Roma, Francesco ha intrapreso con un altro noto giornalista, Scalfari, laico, ma  divenuto addirittura suo amico ed anche confidente.

E ci dicessero anche perchè verso alcuni pontefici siano stati tanto indulgenti, guarda caso quelli apprezzati soprattutto per la difesa, a qualunque costo, della dottrina (da Benedetto XVI a Paolo VI) - che anche Papa Francesco conduce -  e con poca apertura verso il mondo, e verso l'uomo per il quale la dottrina è stata confezionata. Se non ci si mette nella prospettiva che vuole l'uomo e la sua salvezza al centro, la dottrina perde peso e significato.
 In questa disputa si scontrano due diverse concezioni del ruolo del Papa di Roma: intransigente conservatore e difensore delle regole anche teologiche; o pastore  misericordioso e caritatevole degli uomini affidati alle sue cure.

lunedì 5 ottobre 2015

Mons. Charamsa. La storia del teologo che, dichiarando la propria omosessualità, messo in grande imbarazzo anche la Chiesa di Bergoglio

La storia è nota a tutti. Un teologo, di origini polacche, da anni residente  a Roma, con incarichi importanti nella Curia, nel campo della 'dottrina delle fede', ha convocato una conferenza stampa pubblica per dichiarare apertamente la propria omosessualità, 'non potendo più tacere e sentendo il peso di tale segreto', e ne  ha approfittato anche per presentare il proprio compagno, con il quale è in partenza per Barcellona, dove ha deciso di andare a vivere.
 Una teologa, italiana, sua collega, gli ha mosso severe critiche, fra tutte quella di non averne parlato prima con i superiori. Avrebbe dovuto farlo, al punto che ciò configura una grave scorrettezza formale, più grave perfino del dolore che tale segreto  ha procurato all'interessato, domandiamo  noi alla teologa? Altri ha sottolineato che la dichiarazione del teologo costituisce una grave scorrettezza, alla vigilia del Sinodo sui temi della famiglia, perchè, in qualche maniera, è una ingerenza ed indebita pressione sui padri sinodali.
 Sia la prima che la seconda delle critiche non tengono presente il fatto che la presenza di  gay nelle file del clero, ad ogni livello, è fatto noto,  per non parlare dei pedofili - ma questa è altra cosa, gravissima - nulla da spartire però con l'omosessualità, che va semmai messa in relazione all'altro problema , quello del celibato del clero. Il cosiddetto 'scandalo' del teologo si è reso necessario, perchè la Chiesa non chiuda nuovamente gli occhi sul fenomeno, sanzionandolo come  contrario ai Vangeli.
A proposito dei quali ieri, a Radio 3, il priore di Bose, Enzo Bianchi, con la pacatezza ed insieme lucidità di cui è capace, ha riflettuto sul fenomeno della 'famiglia evangelica'( espressione inventata da Paolo VI, ma che nei Vangeli non trova alcun riscontro) - che di evangelico, ha detto, non ha molto (la festa della Sacra famiglia risale all'Ottocento - ponendo l'attenzione sul fatto che la Chiesa deve badare agli uomini prima che alle forme di vita sociale che  nei secoli si sono dati e che possono mutare, come di fatto sta accadendo, anche per la famiglia.
 Per tornare al teologo al quale il Vaticano ha fatto sapere che decade da tutti i suoi incarichi, l'interessato ha dichiarato che lui ha perso un lavoro ma non la fede.
 Chissà cosa risponderà il Vaticano; sicuramente non c'è da attendersi una dichiarazione del Papa, come quella fatta nei confronti di Marino e che è di nessun conto rispetto al  caso del teologo che invece una dichiarazione la meriterebbe. Ma il Papa in queste ore ha altro  a cui pensare, e soprattutto ha da disarmare un fronte di contestatori  delle gerarchie ecclesiastiche  che non apprezzano e non condividono affatto  le sue posizioni in materia di famiglia e sesso, giudicate troppo aperte, laiche,  per alcuni addirittura 'comuniste' e , per questo, le condannano. Ma il Papa e la Chiesa che  governa e guida non possono più tacere su certi argomenti, sui quali ( famiglie, coppie omosessuali, divorziati; celibato, omosessualità e pedofilia del clero)  ha già taciuto abbastanza. Ora Bergoglio deve farsi coraggio ed assumere una posizione chiara.