Nel bilancio 2024 del Senato nessuna trattenuta sulle assenze: diaria piena da 3.500 euro a tutti. Spunta anche un pagamento extra nei conti ufficiali.
I conti del Senato e il ruolo di Ignazio La Russa
Dai documenti interni del Senato emerge un dato destinato a far discutere. Nel corso del 2024, a tutti i senatori è stata corrisposta integralmente la diaria mensile da 3.500 euro netti, senza applicare alcuna sanzione per le assenze in Aula, nelle commissioni o nelle giunte. Una scelta che ricade sotto la responsabilità del presidente del Senato, Ignazio La Russa, garante del rispetto del regolamento di Palazzo Madama.
Il consuntivo del bilancio interno approvato il 16 dicembre dal Consiglio di presidenza certifica una spesa complessiva di 8.611.750 euro per le diarie. Il dato supera di 1.750 euro la cifra teoricamente dovuta. Il calcolo è semplice: i 200 senatori elettivi e i 5 senatori a vita, moltiplicati per 12 mesi di diaria piena, avrebbero dovuto comportare una spesa pari a 8.610.000 euro. Il lieve scostamento rafforza la convinzione che nessuna trattenuta sia stata mai applicata nel corso dell’anno, nemmeno in presenza di assenze formali dalle votazioni.
Regolamento e assenze mai sanzionate
Il regolamento del Senato prevede che la diaria, destinata a coprire le spese di soggiorno a Roma, venga ridotta in caso di assenze non giustificate. In Aula, è considerato assente anche il senatore presente fisicamente ma che partecipi a meno del 30% delle votazioni giornaliere. In commissione e in giunta, invece, l’assenza scatta con la mancata firma del registro presenze.
Secondo quanto emerge dai conti ufficiali, nel 2024 nessuna di queste situazioni avrebbe mai comportato una decurtazione economica. Un’ipotesi che contrasta con quanto avviene normalmente durante le sedute parlamentari, spesso caratterizzate da banchi semivuoti. La mancata applicazione delle sanzioni equivale, di fatto, a un condono generalizzato sulle assenze, esteso a tutti i componenti dell’assemblea di Palazzo Madama.
A differenza della Camera dei deputati, il Senato non pubblica mensilmente i dati dettagliati sulle presenze, distinguendo tra assenze giustificate e non. L’unico dato disponibile riguarda la partecipazione alle votazioni dall’inizio della legislatura, avviata il 13 ottobre 2022.
Il caso di Erika Stefani e i dati sulle presenze
Analizzando le statistiche complessive, emerge un elemento singolare. L’unica parlamentare con il 100% di partecipazione alle votazioni dall’inizio della legislatura è la senatrice leghista Erika Stefani. All’estremo opposto si colloca il senatore a vita Renzo Piano, che non risulta aver partecipato ad alcuna votazione dal 2022 a oggi.
Nonostante queste differenze evidenti nei livelli di presenza, il bilancio 2024 indica che la diaria è stata corrisposta integralmente a tutti, senza distinzione. La diaria, va ricordato, viene riconosciuta anche ai parlamentari residenti a Roma e dintorni, per i quali le spese di alloggio risultano di fatto inesistenti.
Il consuntivo approvato certifica quindi un anno intero senza sanzioni economiche per le assenze, chiudendo il 2024 con una spesa leggermente superiore alle previsioni e senza alcuna decurtazione applicata ai senatori, indipendentemente dalla loro effettiva partecipazione ai lavori parlamentari.
La diaria mensile da 3.500 euro è stata corrisposta integralmente a tutti i senatori nel 2024, come risulta dal bilancio consuntivo approvato dal Consiglio di presidenza.
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