giovedì 18 dicembre 2025

Italia meno popolosa e più vecchia. Anch'io faccio la mia parte. Se non ci fossero gli emigrati... ( Reuters)

 

La bandiera italiana sventola sul Palazzo del Quirinale a Roma, Italia 30 maggio 2018. REUTERS/Tony Gentile© Thomson Reuters

 L’Italia continua lentamente a perdere abitanti e ad invecchiare, con il calo demografico solo in parte attenuato dalla dinamica migratoria in aumento.

E' quanto rileva Istat nel censimento 2024 pubblicato oggi. La popolazione abitualmente dimorante in Italia è pari a 58.943.464 individui, in leggero decremento rispetto al 2023, con una diminuzione di 27.766 unità, pari a -0,5 per mille.

La flessione su base nazionale riflette dinamiche territoriali non omogenee, che vedono decrementi relativi più intensi nel Sud (-2,5 per mille) e nelle Isole (-2,8 per mille) e una diminuzione più lieve al Centro (-1,0 per mille). Al contrario, nel Nord-ovest e nel Nord-est si osservano incrementi (rispettivamente +1,4 e +1,2 per mille).

A contenere il calo complessivo contribuisce in modo decisivo la popolazione straniera. Al 31 dicembre 2024 gli stranieri residenti sono 5.371.251, in aumento del 22,4 per mille rispetto all’anno precedente, e rappresentano il 9,1% della popolazione totale (era 8,9% nel 2023). La loro presenza risulta determinante soprattutto nel sostenere la crescita demografica delle regioni settentrionali.

La struttura demografica, tuttavia, evidenzia un Paese sempre più anziano e a prevalenza femminile. Le donne rappresentano il 51% della popolazione e superano gli uomini di oltre 1,2 milioni di unità.

Il dato più rilevante resta l’invecchiamento della popolazione. L’età media sale a 46,9 anni, in aumento di oltre tre mesi rispetto al 2023. Diminuisce la quota di bambini e ragazzi sotto i 14 anni, che scende all’11,9% dal 12,2%, mentre cresce la popolazione anziana: gli over 65 rappresentano il 24,7% del totale (24,3% nel 2023).

Aumentano in modo significativo anche i grandi anziani - +90.000 in un anno - che raggiungono 2 milioni e 410mila individui, pari al 4,1% della popolazione. "Il fenomeno dell’invecchiamento 'al vertice e dal basso della piramide' appare quindi sempre più marcato", osserva l'Istituto in una nota.

Il confronto tra generazioni diventa sempre più sbilanciato. Nel 2024, per ogni bambino sotto i 6 anni si contano sei anziani di 65 anni e più, un rapporto in continuo peggioramento rispetto agli anni precedenti. L’indice di vecchiaia sale così al 208%, contro il 200% del 2023 e il 149% del 2011.

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