giovedì 18 dicembre 2025

Roma. Cenerentola di Rossini per vodcast educativo 'Opera Piccola Piccola' ( da La Repubblica)

 

Rappresentata per la prima volta al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817, La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo, dramma giocoso in due atti di Gioachino Rossini, prende oggi vita in una nuova veste grazie al progetto Opera Piccola Piccola, vodcast educativo pensato per avvicinare bambine e bambini alla magia della musica lirica. La Cenerentola inaugura il percorso di Opera Piccola Piccola, articolato in sedici episodi dedicati a otto grandi opere liriche, ciascuna raccontata in due parti complementari, A e B. Il progetto restituisce l’opera non solo come racconto e musica ma anche come esperienza teatrale: l’attesa, il silenzio, la campanella che annuncia l’inizio, l’invito all’ascolto. Un modo per rendere familiare ai più giovani il linguaggio della scena e prepararli all’incontro con lo spettacolo dal vivo.

Le puntate A sono dedicate alla narrazione. La conduttrice Florencia Di Stefano, affiancata dalla narratrice Alessia Canducci, guida i bambini lungo la trama dell’opera e apre uno sguardo sul lavoro che sta dietro le quinte, coinvolgendo di volta in volta le diverse maestranze attraverso brevi domande rivolte a registi, scenografi e collaboratori dell’allestimento. Un’attenzione che restituisce l’opera come il risultato di un lavoro collettivo, fatto di competenze diverse e spesso invisibili al pubblico. Gli episodi B si concentrano invece sull’ascolto musicale: la pianista Anna Pedrazzini - insieme a un tenore, un soprano e un baritono - accompagna i piccoli spettatori alla scoperta delle strutture musicali, dei temi ricorrenti e delle curiosità delle opere, alternando spiegazioni ed esecuzioni dal vivo. Ogni puntata si chiude con un’attività pensata per stimolare ascolto, immaginazione e gioco, da riproporre anche a casa o a scuola.

La versione di Rossini, ispirata alla fiaba tradizionale ma priva di elementi magici, si caratterizza per la musica piena di allegria e per le scene buffe e travolgenti. La protagonista è Angelina, giovane mite e paziente, costretta dal patrigno Don Magnifico e dalle sorellastre Clorinda e Tisbe a una vita di umiliazioni e fatiche domestiche. Chiamata con disprezzo Cenerentola, la ragazza conserva però una bontà incrollabile, espressa anche attraverso il canto e il sogno di un destino diverso. L’arrivo di un mendicante, accolto solo da Angelina mentre le sorellastre lo scacciano, segna una prima svolta nella vicenda. Si tratta di Alidoro, precettore del principe Ramiro, travestito per mettere alla prova la generosità delle persone e individuare, al di là delle apparenze, chi sia davvero degno di diventare la futura sposa del principe. Poco dopo, anche Ramiro giunge nella casa di Don Magnifico sotto mentite spoglie, travestito da scudiero, per osservare senza essere riconosciuto. È in questa occasione che rimane colpito dalla semplicità e dalla dolcezza di Angelina.

La Cenerentola di Gioachino Rossini: la storia

Segue l’annuncio di un grande ballo, organizzato dal principe per scegliere la futura sposa. Mentre Clorinda e Tisbe si preparano con entusiasmo, a Cenerentola viene negata ogni possibilità di partecipare. Grazie all’intervento di Alidoro, Angelina riesce infine a presentarsi alla festa in una nuova veste, elegante e irriconoscibile. La sua presenza suscita stupore e ammirazione e rafforza nel principe un sentimento già nato. Prima di allontanarsi, la giovane gli lascia un braccialetto, chiedendogli di cercarla e di accettarla per ciò che è realmente.

Sarà proprio quel segno – il braccialetto – a consentire il riconoscimento finale. Quando il principe ritrova Cenerentola e la sceglie come sposa, Rossini affida al dramma buffo il suo significato più attuale: la vittoria della virtù sull’arroganza, tra comicità, musica e una morale capace di parlare anche ai più piccoli. Nel racconto pensato per Opera Piccola Piccola viene messo in luce anche l’aspetto più profondo e meno scontato dell’opera: il perdono. Quando Cenerentola viene finalmente riconosciuta, non si vendica dei torti subiti ma sceglie di perdonare chi l’ha umiliata. Un gesto che dà senso al lieto fine e trasforma la fiaba in una lezione emotiva potente, dove la bontà non è ingenuità ma una scelta consapevole.

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