Niccolò Morello a 28 anni dirige il coro delle voci bianche di Vienna: «In Cina il pubblico più entusiasta»
Il musicista veneto è già stato in tour nei più grandi teatri del mondo, ma non dimentica le sue origini
A sette anni, finiti i compiti prima degli altri, si metteva a cantare. Le maestre segnalarono alla madre questa sua passione e lei decise di iscriverlo a un corso di canto. È iniziato così il percorso di Niccolò Ludovico Morello, classe 1997, originario di Zimella, nel Veronese, oggi Kapellmeister dei Wiener Sängerknaben, il celebre coro di voci bianche di Vienna.
Morello fa parte della stessa prestigiosa istituzione che oltre 250 anni fa, ha ospitato Antonio Salieri (come Hofmusikkapelle, capo dei musicisti imperiali), con cui Morello condivide anche la terra d’origine: Legnago. Un’eredità impegnativa, che il giovane musicista raccoglie forte di un curriculum già solido e una carriera avviata in rapida ascesa. Entrato a Vienna come maestro di coro lo scorso febbraio, Morello si è diplomato appena un mese dopo in direzione d’orchestra al Conservatorio di Trieste. Un passaggio che ben rappresenta la velocità del suo percorso: formazione e professione che si sovrappongono, senza soluzione di continuità. Dopo gli studi iniziali in composizione al Conservatorio di Verona, Nicolò Ludovico ha proseguito la formazione a Vicenza, approfondendo la direzione d’orchestra e completando il percorso pianistico.
Oggi dirige uno dei quattro cori dei Wiener Sängerknaben, il suo è il «Schubert», formato da 23 ragazzi tra i 10 e i 14 anni. Con loro è appena rientrato da Berlino, dove si sono esibiti nella Konzerthaus, affacciata sulla Gendarmenmarkt, una delle sale da concerto più prestigiose d’Europa. Ma Berlino è solo una tappa di un’attività concertistica che porta le voci bianche viennesi nelle principali capitali del mondo. Asia, Estremo Oriente, Cina, Taiwan e in Europa: Svizzera, Croazia, Slovenia, Alto Adige. Ogni tournée è anche un incontro con pubblici diversi. «In Cina abbiamo incontrato ascoltatori molto competenti ed entusiasti», racconta Morello, ricordando l’impatto dei ragazzi con il National Centre for the Performing Arts di Pechino. In alcune città dell’hinterland cinese più raccolte, invece, il tempo pareva scorrere diversamente: «Il pubblico entrava e usciva dalla sala, commentava, parlava. Sembrava di assistere a un concerto di due secoli fa».
Durante una recente tournée di sei settimane, di cui le ultime due trascorse a Taiwan, il coro ha trovato anche il tempo per una pausa a Kaohsiung, nel sud dell’isola. Momenti di normalità che si alternano alla disciplina rigorosa richiesta da un’istituzione musicale di tradizione secolare, dove ogni concerto è preceduto da un lavoro meticoloso sulla voce e sull’ascolto. Nonostante la distanza, Morello mantiene un legame forte con l’Italia. Negli anni ha fondato il VocAlacer Ensemble vocale e ha collaborato con importanti realtà musicali, esibendosi in alcuni dei principali teatri e sale da concerto internazionali. Anche a Vienna porta con sé un frammento della tradizione italiana: nei programmi dei concerti ha inserito «Dormi dormi bel bambin», ninna nanna natalizia popolare, come omaggio alla cultura musicale del Paese da cui proviene. Un percorso iniziato quasi per gioco, tra i banchi delle scuole elementari e che oggi si misura con una delle istituzioni musicali più riconosciute al mondo
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- Brucknerchor (Coro Bruckner)
- Haydnchor (Coro Haydn)
- Mozartchor (Coro Mozart)
- Schubertchor (Coro Schubert)

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