domenica 21 dicembre 2025

Fornari, musicologo, ed anche influencer ( da Corriere dell'Alto Adige, di Silvia M.C.Senette)


Fornari, il prof del Conservatorio diventato

 influencer: «Amo Mozart, definiva Bolzano

 una "stamberga di porci". Ascolto anche 

la techno, detesto la musica di Orietta Berti

 e Zanicchi»


Giacomo Fornari, musicologo, docente e per due mandati direttore del Conservatorio Monteverdi di Bolzano, racconta sui social la musica classica: «Il mio sogno sarebbe cercare di conquistare nuove fasce di pubblico»

Mozart

Occhiali da intellettuale, cravatta d’ordinanza e cadenza impreziosita da una «r» moscia che sa di accademia. Il professor Giacomo Fornari, musicologo, docente e per due mandati direttore del Conservatorio Monteverdi di Bolzano, da qualche mese è su Instagram, trasformando le sue competenze in pillole social, inaspettatamente virali. Oggi la «tendenza Mozart» è diventata culto anche grazie all’attesa e alla grande promozione di Amadeus, miniserie in cui Will Sharpe veste i panni di Mozart su Sky (dal 23 dicembre) e in streaming su Now, reinterpretazione dell’opera teatrale di Peter Shaffer e del celebre film del 1984 di Miloš Forman.

Le 200mila visualizzazione in un mese

Per Fornari, sono i figli ventenni, Maximilian e Anne Sophie a fargli da registi e social media manager, spingendolo a essere divulgativo. Fornari ha raggiunto quasi 200mila visualizzazioni nell’ultimo mese. A trainare il tutto, proprio il reel su Mozart a Bolzano che ha superato le 55mila visualizzazioni. «Parliamo, virtualmente, di metà della popolazione di Bolzano - riflette stupito Fornari -. Il segreto sta nell’aneddoto. Sono un grande esperto di Mozart, per me è quasi una religione, ho riscoperto una frase corrosiva del compositore che, nel 1772, definiva Bolzano “una stamberga di porci”. Ho vinto facile». Nel reel, il musicologo svela il retroscena di tanta acredine. «Il genio di Salisburgo, che pure adorava l’Italia, non amava la città altoatesina. Bolzano era un’inevitabile tappa di passaggio, dove doveva cambiare i cavalli dopo un viaggio faticoso, trovando puntualmente pioggia o neve - racconta -. Ma c’è di più: ogni volta che arrivava, apprendeva la notizia della morte di un amico di famiglia, una “sorpresina” che il ritardo delle comunicazioni dell’epoca gli riservava proprio a Bolzano. Questa combinazione di circostanze lo rese un po’ ostile a Bolzano». Nonostante l’affondo, il legame tra l’artista e il Trentino-Alto Adige è profondo, come dimostrano le scoperte di Fornari in quarant’anni di studi. «Un ritratto sconosciuto di Mozart individuato a Trento, una tomba postuma a Rovereto e persino un Allegro per clavicembalo scovato a Vipiteno».


Musica classica e contemporanea

Laureato in Musicologia con lode, Fornari era inizialmente indeciso tra la musica e la medicina. «La scelta definitiva fu risolta con pragmatica ironia da mia madre - rivela -. Seguii i suoi consigli: conoscendo la mia distrazione, preferiva avere un figlio musicologo distratto piuttosto che un medico distratto». Oggi la sua missione è sfidare l’idea della musica classica come disciplina elitaria. «La musica è il tempo, un modo per rendere più piacevole l’esistenza. Il mio sogno sarebbe cercare di conquistare nuove fasce di pubblico», confessa Fornari, criticando un ambiente accademico che spesso si spaccia per «élite». La sua apertura è totale: «Ascolto volentieri Zucchero, adoro Phil Collins e Sting, ma anche la techno, certe cose sono bellissime. Detesto, invece, le canzoni “melense” degli anni Ottanta: Iva Zanicchi, Orietta Berti... Invece ho scoperto che a scrivere una delle canzoni più stupide che abbia mai sentito, Viva la pappa col pomodoro, è stato niente meno che Nino Rota». 

Attraverso i reel, il professore cita aneddoti locali, «la scelta di intitolare il Conservatorio a Monteverdi fu un suggerimento di D’Annunzio a Mussolini». E svela i retroscena della vita di Mozart: «Era un gran bevitore di caffè, amava la buona tavola e pur guadagnando bene si indebitò in modo mostruoso per via di una pessima gestione finanziaria». Analizzando la sua personalità, Fornari immagina Mozart, «un bastian contrario, sempre antagonista al potere costituito», che oggi sarebbe «un convinto animalista, sostenitore dei Fridays for Future e scriverebbe colonne sonore per il cinema». Una figura complessa, «la cui musica, a differenza di quella di Wagner o Beethoven, ci parla senza imporsi». È questa la scintilla che ha acceso la passione social di Fornari.

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