Si chiamavano Programmi dell’Accesso. Duravano una decina di minuti e dovevano essere una sorta di avviamento al grande mezzo pubblico televisivo destinato ad associazioni che avevano qualcosa da dire. E non avevano alcuno spazio per farlo. Via dei Matti n.0, la trasmissione di Stefano Bollani e Valentina Cenni che giunge alla sua quinta edizione, offre uno spazio rarissimo in TV. Con loro, in modo divulgativo ma senza alcuna pesantezza, si entra in un contesto accogliente fatto di musica che non si ascolta e di riferimenti culturali alti: ma accessibili a tutti.
Via dei Matti, casa nostra
Stefano e Valentina, coppia anche nella vita, aprono Via dei Matti a ospiti e pubblico offrendo una idea di televisione che oggi sembra quasi controcorrente: niente spiegazioni dall’alto, nessuna lezione da impartire. Solo la condivisione sincera di ciò che entusiasma davvero chi la conduce. Stefano Bollani e Valentina Cenni lo raccontano senza costruzioni artificiali, partendo da un presupposto semplice e radicale allo stesso tempo: aprire la propria “stanza dei giochi” e invitare il pubblico a entrarci e giocare.
Libertà è la parola che torna più spesso nel loro racconto: “Siamo molto grati della libertà che abbiamo avuto fin dall’inizio – dice Valentina – e che ci ha consentito di pensare a uno spazio del cuore, che fosse anche della bellezza e dell’armonia, non solo per fare musica ma anche per parlare di grandi artisti andando dritti al cuore di quello che ci appassionava”
Stefano Bollani spiega come Via dei Matti sia una estensione di quello che accade in casa loro: “Il nostro salotto è un via vai continuo di amici che chiedono cose e vogliono leggere, sentire, vedere. Ci piace fare ascoltare i nostri dischi, consigliare un libro. In questo con Valentina abbiamo davvero condiviso la stessa idea, che fondamentalmente è quello che succede a casa nostra. Dove più che volere insegnare qualcosa a qualcuno viviamo la gioia di aprire la nostra stanza dei giochi e fare sentire a chiunque lo voglia e lo chieda le cose che ci entusiasmano”.
Discussioni appassionate
Se Via dei Matti è una estensione di casa Bollani-Cenni, qualche discussione in casa loro il programma la provoca: “La fortuna è quella di andare davvero molto d’accordo, di avere molte passioni in comune – spiega Valentina – ma capita di discutere con passione su temi e ospiti. È un programma emotivamente intenso e come tale ne parliamo anche quando lo prepariamo o lo approfondiamo. In Via dei Matti abbiamo portato molte delle cose che ci appassionano: la musica brasiliana, un certo tipo di proposta italiana, gli anni ’50”.
Se sottolineiamo a Stefano Bollani che la loro trasmissione ci ricorda tanto l’approccio svagato e giocoso di Renzo Arbore lui certamente non si offende… “Anzi… ho cominciato a fare televisione proprio rispondendo ai suoi inviti come ospite e molte cose che abbiamo portato in trasmissione sono possibili solo perché intanto piacciono a noi, cosa che percepivi chiaramente quando guardavi Renzo. Ma quando ho cominciato a fare TV quell’impronta dettata dal divertimento e dall’improvvisazione che aveva lui, l’ho molto apprezzata e forse fatta mia. Amavo molto le trasmissioni di Lelio Luttazzi, aveva sempre cose da dire, da raccontare, su artisti a volte quasi sconosciuti. In questo senso provo anche a portare in onda qualcosa di mio”.
Luttazzi, Arbore…. Forse per questo il loro sembra un format quasi radiofonico: “Questo è un bel complimento – dice Valentina Cenni – significa che c’è contenuto. Ed è proprio questo il nostro primo obiettivo. La nostra vuole essere una trasmissione essenziale e non dilatata. Cerchiamo di non dilungarci e di non creare orpelli”.
Una trasmissione per la TV, nata da chi la TV non la guarda: “Ebbene sì, lo ammetto – sorride Stefano – noi in casa non abbiamo la TV, forse anche per questo ci sentiamo così liberi, perché non abbiamo punti di riferimento, non ci viene da dire facciamo questo o quello che abbiamo visto e che ci è piaciuto. In compenso guardiamo tanto cinema. Tiriamo giù lo schermo e… serata blockbuster! Del cinema ci piace il dettaglio, la cura, della scenografia ma anche della narrazione. In noi prevale sicuramente la voglia di raccontare una storia”.
Ospiti possibili e impossibili
Il carnet di personaggi che passeranno da Via dei Matti è straordinario: si va da Molly Lewis, whistler americana di incredibile e versatile talento a Micah P. Hinson, splendido musicista folk americano sopravvissuto a un drammatico incidente stradale, un artista strepitoso davvero poco conosciuto nel nostro paese. Come Hyung-Ki Joo compositore di origine coreana di capacità surreale che propone musica e sketch comici: ha suonato con Billy Joel. Un vero genio. Li vedremmo in Italia senza Via dei Matti? Probabilmente no.
Il pubblico di un certo tipo ringrazia: “Siamo onorati dell’attenzione che abbiamo – dice Bollani – il nostro è un pubblico attento, che risponde e che chiede. Riceviamo moltissimi messaggi, ma il riscontro più bello è quello che otteniamo quando giriamo per strada. Sappiamo che ci seguono tantissimi bambini insieme ai genitori, cosa che ci piace molto. Ma anche tante persone anziane. Riceviamo regolarmente messaggi da una signora di Milano, 105 anni”.
Quanto agli ospiti è più facile pensare a chi vorrebbero e non è ancora arrivato: “Io vorrei i Beatles – dice Valentina – anzi… faccio un appello a Ringo e Paul se passano da noi. Li faremo sentire a casa”. Bollani ha due sole richieste ufficiali, ma di quelle pesanti: “Tom Jones, Stevie Wonder… in effetti sono tanti quelli che vorrei”.
Tantissimi anche quelli che non potranno arrivare: due nomi… “Janis Joplin – dice Valentina, che senza nemmeno farlo rispondere rivela anche il nome impossibile di Bollani – lui sicuramente avrebbe sempre desiderato suonare con Louis Armstrong…”
Via dei Matti, sempre aperta
Il pubblico continua a chiedere: “La gente ci chiede molto, ascoltiamo ogni suggerimento, siamo aperti tutto l’anno – conclude Bollani – ci piace molto gironzolare su YouYube, cercare artisti sconosciuti, contattarli, vedere se è possibile portarli in onda. Nella nostra trasmissione incosciente c’è spazio: i primi a essere curiosi di sviluppi che con il tempo sono diventati sorprendenti, siamo proprio noi”.
Via dei Matti riparte lunedì prossimo, alle 20.30 ogni sera su Rai Tre: mezz’ora di aria fresca: “Siamo molto felici che la trasmissione piaccia e vada avanti con risultati che anche noi abbiamo trovato sorprendenti – dice Valentina Cenni – ma è anche merito di un gruppo di lavoro meraviglioso che ci consente di entrare in Via dei Matti con lo stesso spirito con il quale andremmo in vacanza. Grazie a Ballandi che organizza tutto, agli autori, al capoprogetto, che è con noi da tanto tempo”.
“Pensa che il capoprogetto che ormai è un amico, Fosco d’Amelio, – conclude Stefano Bollani – ha iniziato in TV proprio con me in Sostiene Bollani. L’ho ritrovato in L’Importante è avere un piano
In conclusione
Alla fine di questa bella chiacchierata, perché sono molti gli artisti che magari non si raccontano volentieri, ma possiamo garantire che sono anche molte le interviste non consentono di raccontare nulla, si ha la piena sensazione del perché Via dei Matti piaccia.
Perché in effetti non è solo un programma: è un’idea di spazio pubblico in cui l’intelligenza non deve alzare la voce per farsi ascoltare. Bollani e Cenni lo raccontano senza manifesti e senza pose: lavorano sul dettaglio, sulla cura, si fidano del gioco, e lasciano che sia la musica con la sua empatia e immediatezza — e non l’ansia di “spiegare a tutti i costi” — a tenere insieme tutto. E forse è proprio questo che, oggi, questo programma sorprendentemente suona più contemporaneo di qualsiasi trovata.
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