venerdì 8 maggio 2026

Papa Leone XIV a Napoli: il male non prevarrà sul bene ( da Il Messaggero, di Franca Giansoldati). Facciamoci 'na PIZZA!

 

Leone XIV: «A Napoli il bene non avrà la meglio sul male», e benedice il patto governo-chiesa-società© Ap

«Fratelli, sorelle, in questa città scorre un anelito di vita, di giustizia e di bene che non può essere sopraffatto dal male». Con queste parole Papa Leone XIV ha abbracciato Napoli nel suo primo viaggio da Pontefice nel capoluogo campano, dopo la tappa mattutina a Pompei.

Il Papa è arrivato nel primo pomeriggio in elicottero, con quasi 45 minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia, segno evidente del desiderio di immergersi subito nella città che conosce da anni, sin da quando era priore generale degli Agostiniani. Appena entrato nel Duomo di Napoli, si è diretto verso la Cappella del Tesoro di San Gennaro. «Voglio fare un omaggio a San Gennaro, è tanto importante», ha detto prima di sollevare e baciare l’ampolla con il sangue del martire, già liquefatto al momento del suo arrivo.

Fuori, intanto, la città lo attendeva con il suo consueto miscuglio di devozione popolare e creatività spontanea: pizze dedicate al Papa con il suo nome scritto in mozzarella, santini venduti dagli ambulanti, cartelli di benvenuto esposti in piazza del Plebiscito e persino un invito da Torre del Greco: «Ti aspettiamo».

Nei due discorsi pronunciati durante la visita, Leone XIV ha descritto Napoli con toni calorosi ma realistici. L’ha definita «una città dai mille colori», riconoscendone la vitalità culturale, la bellezza e la straordinaria umanità, ma senza ignorarne le ferite profonde. Ha parlato apertamente delle «fragilità sociali», delle molteplici forme di povertà e della violenza che continua a segnare il territorio.

Il riferimento è a una situazione che resta critica: sei omicidi dall’inizio dell’anno, numerosi feriti in sparatorie e un clima di tensione che continua ad attraversare diversi quartieri. Per questo il Papa ha parlato di un «drammatico paradosso»: una città capace di attrarre turismo internazionale e valorizzare il proprio patrimonio artistico, ma dove il divario sociale resta sostanzialmente immutato.

Nel suo intervento, il Pontefice ha indicato anche le cause strutturali di questa fragilità: la presenza «pervasiva della criminalità», la dispersione scolastica, la disoccupazione e la marginalità sociale. Ma il cuore del messaggio è stato rivolto a chi, quotidianamente, prova a contrastare questo degrado. Leone XIV ha riconosciuto ai tanti cittadini impegnati per la legalità e il bene comune una sorta di eroismo civile: «La giustizia, la verità, la bellezza si facciano largo tra le strade, nelle istituzioni, nelle relazioni».

Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato alla necessità di costruire reti e alleanze: «Queste persone non devono restare isolate. Perché il loro impegno possa permeare il tessuto profondo della città c’è bisogno di creare connessioni, di lavorare insieme, di fare comunità». In questo quadro, il Papa ha indicato la Chiesa napoletana come «un collante» capace di mettere in relazione istituzioni, associazioni e società civile.

Infine, l’appello più politico e sociale del pomeriggio: un incoraggiamento al “patto” tra istituzioni locali e nazionali, Chiesa e cittadini, per «sollevare la città» e restituire a Napoli «la sua vocazione a essere capitale di umanità e di speranza».

Il tono scelto da Leone XIV è apparso in piena continuità con il suo pontificato: evitare letture puramente celebrative, riconoscere le contraddizioni e indicare nella coesione sociale e nella dignità delle persone il punto di partenza per ogni possibile rinascita.

Nessun commento:

Posta un commento