venerdì 8 maggio 2026

Giuli-Buttafuoco, la polemica sul Padiglione russo alla Biennale continua ( da L'Unità)

 

giuli buttafuoco (1)

Pietrangelo Buttafuoco non avrebbe mai risposto al messaggio che gli avrebbe mandato il ministro della Cultura Alessandro Giuli che il 20 luglio sarà a Venezia a visitare il padiglione Italia alla Biennale che ha travolto il governo sulla questione sul padiglione della Russia quest’anno riammessa. “Non c’è dubbio. Alla biennale ha vinto Putin. Al posto di Pietrangelo, per esempio, io avrei chiesto alla curatrice del padiglione russo: ‘Scusi, dov’è lo spazio qui dentro per i dissidenti russi?’. Invece, almeno a leggere gli articoli di stampa, non mi pare che nel padiglione russo ci siano persone nelle condizioni di poter esprimere il dissenso nei confronti del loro regime sottoposto a sanzioni”.

Il ministro lo ha dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera. A Venezia hanno manifestato anche le Pussy Riot e le Femen tra fumogeni, bandiere ucraine e con i volti coperti dai passamontagna. Il padiglione era stato inaugurato dall’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov che sui suoi canali aveva commentato: “С’è davvero del doloroso e dell’irragionevole nella ossessione dell’Unione Europea di colpire la cultura e l’arte russe con le sanzioni e con le restrizioni di ogni genere! È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la direzione della Biennale, sia divenuta oggetto di un inaccettabile, grossolano diktat e di pressioni da parte dell’UE, i cui anonimi burocrati, negli ultimi anni, hanno fatto di tutto per far calare, dalla loro parte, una ‘cortina di ferro’ che impedisce qualsiasi scambio culturale, educativo e scientifico tra i Paesi UE e la Russia”.

Buttafuoco avrebbe, secondo il ministro, “avvertito il governo italiano che avrebbe aperto il padiglione russo soltanto a febbraio scorso, soltanto a cose fatte, io invece al suo posto avrei subito richiesto un’udienza corale alla premier, al ministro degli Esteri, al ministro della Cultura per dire: la Russia chiede di partecipare, noi che facciamo? Così, forse, avremmo potuto pretendere in accordo con gli alleati internazionali una contropartita, magari un cessate il fuoco in Ucraina. Ma Pietrangelo è un impolitico, lo sono stato anch’io. Un impolitico capacissimo, come ha detto Giorgia Meloni, però alla fine ha fatto un favore a uno Stato belligerante come la Russia”.

Buttafuoco ha ringraziato il ministro pubblicamente nonostante lo scontro alla conferenza stampa della Biennale. “Se le autorità politiche fossero ridotte al rango di furie dove, intendendosi a sbuffi, le ingerenze arrivano a piegare la solidità delle istituzioni culturali, oggi avremmo un altro esempio. Magari lo avremo domani, o dopodomani. Ma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a una precisa domanda ha detto: ‘La Fondazione La Biennale di Venezia è autonoma‘. Ha fatto la doverosa premessa: ‘Non sono d’accordo, ma…’. Ed è proprio quel ‘ma’ che, da par suo — e io la ringrazio — ha confermato, sgargiante e definitiva, la libertà e l’autonomia”. Per Giuli Buttafuoco “è stato più che un amico” e “non esisterà mai in questo mondo assurdo una persona che avrò ammirato come ammiro lui”.

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