Ci sono luoghi che si legano in maniera indissolubile alla presenza di un qualche personaggio che gli ha permesso di avere una fama meritata, che altrimenti non sarebbe quasi mai arrivata. Piccole realtà di provincia dove la vita scorre ancora in maniera lenta, che sanno gestire il flusso del turismo senza però perdere di vista le sue tradizioni. La nostra penisola è ricca di situazioni del genere e spesso il loro valore è riconosciuto perfino a livello internazionale, magari. Lo sa bene il posto di cui ti stiamo per parlare, considerato il borgo più poetico d’Italia per la presenza del personaggio da cui prende perfino il nome e per altri piccoli particolari.
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Ecco qual è il borgo più poetico d’Italia
Se vuoi conoscere il borgo più poetico d’Italia devi andare nel Veneto, precisamente in provincia di Padova. Qui, tra i colli euganei, sorge un abitato di circa 1.800 persone, ma è abituato a ospitare ogni anno migliaia di persone che scelgono di visitarlo per la sua natura, per il suo centro storico, per le sue abitazioni medievali e per la casa che ha ospitato negli ultimi anni di vita uno dei poeti più illustri. Stiamo parlando di Arquà Petrarca, che si trova anche nel prestigioso elenco dei Borghi più belli d’Italia.
Una curiosità riguarda proprio il suo nome che fino al 1868 si chiamava solamente Arquà, ma dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia è stata aggiunta anche la dicitura Petrarca, proprio per omaggiare l’artista e sottolineare come la sua presenza qui fosse stata apprezzata. Se deciderai di organizzarti per una gita, infatti qui potrai visitare la sua casa diventata un museo a lui dedicato e anche la sua tomba che è ospitata nel sagrato della chiesa principale.
Arquà Petrarca, il borgo più poetico d’Italia, è anche ricco di riconoscimenti
Arquà Petrarca è sicuramente il borgo più poetico d’Italia proprio perché legato all’artista (anche se lui era di origini toscane), ma siamo davanti anche a una realtà davvero meravigliosa che merita di essere visitata. E non lo diciamo solamente noi, bensì i numerosi apprezzamenti ufficiali che ha ottenuto. Abbiamo già accennato del fatto che è inserito nei Borghi più belli d’Italia, ma dal 2011 il suo laghetto della Costa è stato riconosciuto patrimonio mondiale Unesco. Fa, infatti, parte del sito seriale transnazionale “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” che tutela i resti di insediamenti risalenti tra il 5.000 e il 550 a.C. (in totale sono 111). Queste strutture risalgono principalmente all'antica e media età del Bronzo (circa 2.300-1.500 a.C.), con una presenza continuativa per circa un millennio, ed era un villaggio costruito su un impalcato di travi in legno di quercia e pali infissi nel limo, con abitazioni sulla sponda del lago.
E non finisce qui. Già, perché Arquà Petrarca è stato anche riconosciuto come uno dei Best Tourism Villages 2025 da UN Tourism, l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite dedicata alla promozione di un turismo responsabile, sostenibile e accessibile, con sede a Madrid, particolarmente attenta a quelle realtà che massimizzano i benefici economici e sociali, riducendo al minimo l'impatto ambientale. Insomma, motivi per visitare Arquà Petrarca, il borgo più poetico d’Italia, non mancano di certo, ma se hai bisogno di un incentivo, allora ti prendiamo per la gola. Il suo olio d'oliva e il suo vino sono considerati vere eccellenze, per non parlare del celebre Brodo di Giuggiole, un liquore tipico locale a base di giuggiole, mele cotogne e uva, che devi assolutamente provare.
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