mercoledì 6 maggio 2026

Putin e l'incubo del colpo di stato o dell'attentato alla sua persona ( da Il Riformista)

 

Mosca, il presidente Vladimir Putin riceve il ministro della difesa Sergei Shoigu

Il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky, ha annunciato su X un cessate il fuoco tra il 5 e il 6 maggio. In merito alla tregua annunciata dalla Russia in occasione del Giorno della Vittorial’8 e il 9 maggio, scrive: “A oggi non c’è stata nessuna richiesta ufficiale rivolta all’Ucraina riguardo alla modalità di cessazione delle ostilità, di cui si parla nei social media russi. Riteniamo che la vita umana sia un valore incomparabilmente più grande della ‘celebrazione’ di qualsiasi anniversario. Nel tempo rimanente fino a quel momento, è realistico garantire che una tregua entri in vigore. Agiremo in modo reciproco a partire da quel momento“.

L’annuncio della Russia per il Giorno della Vittoria

Mosca aveva annunciato, nelle ore precedenti, un cessate il fuoco per i prossimi 8 e 9 maggio in occasione del Giorno della Vittoria, festività in cui nel Paese si celebra il successo sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Nell’annuncio, il ministero della Difesa russo precisa che la decisione è stata presa da Vladimir Putin: “In conformità con la decisione del Comandante supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, V.V. Putin, è stato dichiarato un cessate il fuoco per i giorni 8 e 9 maggio 2026, in occasione della celebrazione della vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica. Ci auguriamo che la parte ucraina segua questo esempio“.

Putin e l’incubo del colpo di Stato

Secondo rapporti d’intelligence europei citati da Financial Times e CNN, la Russia avrebbe rafforzato in modo significativo le misure di sicurezza attorno al presidente Vladimir Putin. Alla base, ci sarebbero dei forti timori provati dal leader russo riguardo un possibile attentato o colpo di Stato. Le stesse fonti, descrivono Putin come sempre più isolato e concentrato sulla guerra, trascorrendo lunghi periodi in bunker sotterranei, e seguendo da vicino gli aspetti operativi del conflitto. A partire da marzo, come riferisce il quotidiano britannico, le preoccupazioni del presidente per eventuali attacchi sono aumentate bruscamente.

Di conseguenza, i servizi incaricati della sicurezza dei vertici dello Stato, hanno irrigidito i protocolli, stabilendo che chiunque entri in contatto diretto con il presidente è sottoposto a controlli molto più stringenti. Le restrizioni sono allargate anche al personale ordinario, come ad esempio i cuochi, che devono anche rispettare il divieto di utilizzare mezzi pubblici o dispositivi connessi ad internet. Inoltre, nelle abitazioni dei collaboratori più stretti, sarebbero stati installati sistemi di sorveglianza, con Putin e i suoi familiari che non si recherebbero più nelle residenze nella regione di Mosca o a Valdai. Queste misure, si ripercuotono inevitabilmente sulle comunicazioni: in alcune aree della capitale russa, sono infatti previste delle interruzioni temporanee dei servizi telefonici, come segnalato dagli operatori.

I nemici di Putin

Tra le figure considerate potenzialmente problematiche per Putin facenti parte dell’élite russa, ci sarebbe quella di Sergei Shoiguex ministro della Difesa e attuale segretario del Consiglio di Sicurezza, ritenuto ancora influente negli ambienti militari. Secondo i report, proprio questa influenza lo renderebbe una possibile fonte di rischio in caso di tentativi di destabilizzazione interna. Infine, il documento citato da CNN e Financial Times, evidenzia che l’arresto del 5 marzo di Ruslan Tsalikov, ex vice di Shoigu, rappresenterebbe una rottura di equilibri non scritti tra le élite, andando così ad indebolire ulteriormente la posizione dell’ex ministro e aumentando quindi la possibilità che possa a sua volta finire sotto indagine.

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