NEW YORK – "Ho chiamato il presidente Zelensky e gli ho detto: “Dobbiamo raggiungere un accordo. Guarda, la Russia è una potenza molo grande e l’Ucraina no. Sono grandi soldati”". Donald Trump svela un brandello della conversazione avuta con l’omologo ucraino dopo l’incontro con Putin, quando in Europa è piena notte e dalle cancellerie del Vecchio Continente non è ancora trapelato un bel nulla. E si guarda bene dal rivelare cosa gli ha risposto il presidente del paese invaso. Ha spiegato invece con una certa sinteticità che si è limitato a consigliere al leader ucraino di chiudere la questione. Senza spingersi a raccontare i termini: "Non è affatto un trattato chiuso e l’Ucraina deve essere d'accordo, il presidente Zelensky deve essere d'accordo, la Nato deve essere d’accordo. Ora spetta davvero a loro portare a termine la questione".
È un’intervista fiume, quella rilasciata all’amico Sean Hannity, il commentatore politico conservatore di Fox News, da sempre pronto a fargli da megafono. D’altronde, la rete “amica” ieri l’ha ospitato ben tre volte: prima e dopo il meeting. Trump dice tutto e niente: descrive un "Putin molto sincero" e dà una stoccatina pure agli europei: "Le nazioni europee devono alleggerire un po’ la loro posizione. Ma la decisione spetta a Zelensky". Ha poi annunciato che un trilaterale "sarà organizzato molto presto". Ma anche qui: non ha fatto previsioni temporali. Si è invece limitato a dire: "Forse ci sarà un incontro a tre già la prossima settimana. Vogliono che ci sia anche io, entrambi lo chiedono e io ci sarò". E quando il giornalista gli ha chiesto se dunque una pace in tempi brevi è possibile lui ha risposto ottimista: "Sì, in tempi abbastanza brevi".
Poi però ha rifiutato di spiegare le criticità che hanno impedito di raggiungere un accordo già ora, limitandosi ad accennare ad una "unica grande cosa" senza definirla (sebbene se in conferenza stampa aveva invece parlato di "alcune piccole cose"). "Non voglio dire io cosa, anche se lo scopriranno", si è schernito. Per poi proseguire sulla questione dello scambio di territori: "Abbiamo concordato su molto".
Di sicuro Mosca guadagna ancora tempo. Fino al prossimo incontro, infatti, niente sanzioni secondarie, nemmeno alla Cina: "Forse dovrò pensarci fra 2 o 3 settimane ma oggi non è necessario". Perché, insiste, l’incontro è andato bene: "Siamo andati molto d’accordo su tutto: all’incontro dò un 10 su 10". Poi svela pure che Putin l’ha adulato: "Mi ha detto: “La vostra elezione è stata truccata perché avete il voto per posta"”, ha affermato Trump. E ha proseguito: “Mi ha confermato che se ci fossi stato io nel 2022, la guerra non si sarebbe mai fatta". E che sì, al Nobel per la Pace pensa ancora: "Me ne occuperò fra 3 settimane".
Manco a dirlo, la base Maga si è subito sovreccitata: e ha immediatamente attaccato via social i media che quasi universalmente hanno definito il meeting un fallimento, dato che Putin non ha accettato un cessate il fuoco. L’attivista Charlie Kirk ha scritto su X: "Screditano Trump perché sono arrabbiati che ha incontrato Putin". E la deputata complottista Marjorie Taylor Greenea: "Il presidente Trump ci sta guidando verso la pace. Una leadership forte pone fine alle guerre. L’America è tornata e sta aprendo la strada. L'America prima di tutto!"


Nessun commento:
Posta un commento