mercoledì 20 agosto 2025

MIchele dall'Ongaro è tornato in Rai dopo la sovrintendenza dell'Accademia di Santa Cecilia? Vi spiego, perchè ho rivolto alla rete, questa domanda; e vi dico anche di Bortolotto, Buscaroli e Isotta. Pace all'anima loro

 Michele dall'Ongaro è rientrato in Rai dopo la sua esperienza come sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In particolare, era già stato responsabile della programmazione musicale di Radio3 e sovrintendente dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai prima di assumere l'incarico a Santa Cecilia. Il suo mandato come sovrintendente di Santa Cecilia è terminato nel 2025, e successivamente è tornato a collaborare con la Rai. 

Infatti, Dall'Ongaro, prima di diventare sovrintendente di Santa Cecilia, era già noto per il suo lavoro in Rai, dove aveva ricoperto il ruolo di responsabile della programmazione musicale di Radio3 e, dal 2008, sovrintendente dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Successivamente, nel 2015, è stato eletto presidente-sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, incarico che ha ricoperto fino al 2025. Ora, con il termine del suo mandato a Santa Cecilia, è rientrato in Rai. 
Inoltre, Dall'Ongaro è anche un noto compositore, autore e divulgatore musicale, con una lunga esperienza in Rai come conduttore e curatore di programmi su Rai5. 
Dopo la fine del suo mandato a Santa Cecilia, è tornato in Rai dove ha ricoperto e ricopre ruoli di rilievo, legati alla musica e alla cultura.
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Dunque la Rai non può fare a meno di Michele dall'Ongaro, al punto che, dopo la sua esperienza 'fuori sede', terminata a febbraio di quest'anno, a Santa Cecilia, dove è stato per 10 anni sovrintendente dell'Accademia, lo richiama e reclama come collaboratore - poichè  in età di pensione come dipendente in aspettativa - nel campo che fu già suo a Radio Tre e all'Orchestra sinfonica nazionale, quello cioè musicale e culturale in genere.
 Noi abbiamo tante volte scritto della sua ascesa in Accademia, complici amichetti scrutatori, al momento dello spoglio della votazione per il suo ingresso nello storico consesso musicale ceciliano.
 Vorremmo avere conferma, del suo nuovo impegno, come collaboratore, in Rai, ma certamente non la chiederemmo al diretto interessato. Nè possiamo rivolgerci all'attuale direttore di Radio Tre, Montanari, il quale - povero - è oberato di lavoro pe i ricorrenti 'anniversari' che la radio non può passare sotto silenzio, come ebbe a dirci a voce quando gli chiedemmo di ricordare, nel 2023, a 40 anni dalla nascita della famosa rivista Piano Time (1983) che aveva una sua propaggine 'radiofonica' proprio a Radio Tre.
  In breve, andò così, sbagliando tempi e modalità. Glielo chiedemmo nel corso di una conferenza stampa a Santa Cecilia, durante la quale dall'Ongaro, annunciava l'arrivo del nuovo direttore musicale, Daniel Harding.
 Sbagliammo a chiederglielo dopo che  dall'Ongaro rispose con fastidio ad una nostra domanda, e leggemmo sul volto di Montanari e di una sua assistente/accompagnatrice il disappunto per quella che ritennero una nostra impertinenza. Mi disse alla fine del nostro colloquio, il Montanari, di inviargli un appunto. La qual cosa feci ma che non ebbe mai risposta nè diretta nè attraverso il suo ufficio.
 Capite: Montanari che non risponde a me! 
Non posso chiederlo neanche a Santa Cecilia, perchè da lì è venuta fuori la voce che i rapporti con l'Accademia dell'ex sovrintendente, sono tesi.
 Dunque sto a ciò che mi dice la rete, e cioè che dall'Ongaro collabora ora con la Rai.
 Solo una piccola annotazione relativa alla scalata in Rai di dall'Ongaro, al tempo della Carlotto a Radio Tre.
 Dall'Ongaro non era l'unico del collaboratori fissi di Radio Tre ad aspirare al mandato di responsabile della musica, dopo l'uscita di Paolo Donati. Con lui c'era anche Guido Barbieri e Sandro Cappelletto - quest'ultimo forse non interessato all'incarico, visto che  era  già saldamente legato a Radio Tre.
 Dei due fu preferito dall'Ongaro, perchè l'altro - riferito dal diretto interessato, l'escluso, ad alcuni suoi amici - s'era macchiato di una colpa politica, anzi partitica: aderire a Rifondazione comunista. Così impara - pare fosse stata la risposta della Carlotto a chi le chiedeva ragione della scelta. 
 Ora perchè ci interessa tornare a parlare di dall'Ongaro.
 Perchè abbiamo letto del nuovo corso della editrice Sz Sugar ( ex Suvini Zerboni) che è poi quella di dall'Ongaro, impresso dalla direzione della giovane Anna Leonardi ( responsabile SZ Sugar, direttrice artistica dell'Orchestra 'Calamani', del Festival della 'Piana del Cavaliere', ed ora anche del Festival di Ravenna con la benedizione di Cristina Muti) che si propone di dare vigore e visibilità al catalogo 'classico' della  casa editrice. Quello cioè che aveva fatto dall'Ongaro ai tempi della sua responsabilità a Radio Tre. Dove, naturalmente non ebbe mai a trasmettere un suo lavoro - mica tanto ingenuo! ci furono scambi  di favori  all'esterno - come attestò anche l'allora direttore Valzania, nel corso del processo nel quale mi trascinò dall'Ongaro, e dal quale uscì scornato e sconfitto. Si può senza l'ausilio della Radio, che è diventato uno dei pochi  sbocchi per la musica contemporanea, data la penuria di  iniziative in un suo favore, dare visibilità ad un catalogo classico altrimenti negletto?  Ci siamo allora detti, anzi semplicemente pensato, forse malignato: non è che ora dall'Ongaro approfitterà per dare una mano alla sua casa editrice ed anche a se stesso, da Radio Tre?
 Ma questo è solo un cattivo pensiero che ci sta ossessionando da qualche ora, ma che prontamente, al sorgere del sole di questo nuovo giorno, 21 agosto 2025, abbandoniamo. (P.A.)
 P.S. Posso dirvi sinceramente perchè dall'Ongaro come tante altre mediocri persone come lui, mi sta sul gozzo? per motivi anche economici.
  Mi spiego: dall'Ongaro nei dieci anni in cui è stato a Santa Cecilia, senza contare tutti quelli passati all'Orchestra sinfonica nazionale della Rai e la sua responsabilità quindicennale della Musica a Radio Tre, da dirigente, ha guadagnato qualcosa come 2 MILIONI E MEZZO DI EURO. Lo  capite, uno come dall'Ongaro, ha guadagnato in dieci anni quanto io non  avrei potuto guadagnare insegnando in Conservatorio e facendo anche altri mestieri, ( direzione artistica per 1 anno e giornalista per 40 anni) neanche in un vita intera. Come mai una persona banalmente normale e mediocre  così lautamente compensata?  Perchè una volta due compari, suoi complici, ampiamente compensati mi pare chiaro, lo hanno fatto eleggere a Santa Cecilia come Accademico e poi Cagli, che sperava chissà cosa ma poi si è pentito di averne aiutato la scalata, lo ha fatto arrivare alla sovrintendenza.
 Senza questi 'IMBROGLI' dall'Ongaro come Guido Zaccagnini e Pietro Gallina - purtroppo defunti, ma con qualche ramo di genialità e bravura - sarebbero rimasti a fare i boys di  Mario Bortolotto. I SUOI BOYS. PERCHE' QUANDO SI è TRATTATO DI FAR COLLABPORARE BORTOLOTTO A PIANO TIME, CUI AVEVO FATTO COLLABORARE, PER INTERCESSIONE DI ZACCAGNINI chiamato da me a lavorare in redazione, per segnalazione del mio carissimo e fedelissimo amico Umberto Padroni, DALL'ONGARO, IL GRANDE CRITICO VOLLE PARLARE CON ME, CHE ERO IL DIRETTORE, CON CON ZACCAGNINI. Che era per lui il ragazzotto delle 'merende'
 Poi si sa come andò anche con dall'Ongaro quando gli propose alcune collaborazioni a RADIO TRE, PAGATE PROFUMATAMENTE, COME DEL RESTO BORTOLOTTO MERITAVA. Il grande critico che si prendeva gioco di tutto e tutti ed anche di se stesso, fece un panegirico VERGONOSO del suo nuovo datore di lavoro. Rivelando che aveva scoperto un grande compositore, Michele dall'Ongaro. E TUTTO IL MONDO A SCOMPISCIARSI DALLE RISATE.
 NELLA MIA VITA PROFESSIONALE,  HO INCROCIATO  UN ALTRO IRRIDUCIUBILE, ma solo all'apparenza, ALTREtTANTO GENIALE, CHE SI COMPORTAVA ALLA STESSA MNANIERA: PIERO BUSCAROLI. Il quale, invitato a compiere un lungo viaggio in Cina, coccolato, al seguito di un direttore italiano che non era nè Muti né Abbado, ma soltanto Olmi, gli dedicava un panegirico lungo un pagina su Il Giornale.
Io nella mia lunga carriera giornalistica quarantennale, non ho mai osato tanto, forte del motto latino mai dimenticato :est modus in rebus!
 Anche un altro era come Bortolotto e Buscaroli, ed era Paolo Isotta. Poteva dire  tutto e il contrario di tutto, bastava andargli a genio,  ed entrare nelle sue grazie o essergli nemico e allora ti rendeva la vita difficile. Da idiota conclamato diventavi un geni e se eri un genio e gli stavi sulle scatole, diventai una cacca. Immagino con suo sommo divertimento. Perchè Isotta era anche scansonato, dubito lo fossero anche Bortolotto e Buscaroli. Pace all'anima loro.

1 commento:

  1. "Non posso chiederlo neanche a Santa Cecilia, perchè da lì è venuta fuori la voce che i rapporti con l'Accademia dell'ex sovrintendente, sono tesi." Caro Acquafredda, non Le nascondo che l'inciso succitato m'intriga molto. A che si devono questi dissapori tra l'ex presidente e l'Accademia? Detto questo, mi pare che finora nessuno abbia notato che a partire dalla prossima (alquanto fiacca) stagione il nuovo presidente: 1) ha aumentato il prezzo dei biglietti dell'ordine del venti per cento; 2) ha spostato alle 20 il turno G delle 19 e 30 e il turno V delle 20 e 30. Il tutto in una fase ormai ultradecennale di decimazione galoppante del pubblico, in particolare di quello degli abbonati.

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