Nomine sui vaccini, Schillaci nel mirino degli altri ministri. Salvini: “Qualcosa non va”. Lollobrigida: “Ora ha consenso a sinistra”

La decisione di Orazio Schillaci di revocare le nomine del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag) continua a spaccare la destra. Dopo le dichiarazioni di Mario Giordano, Claudio Borghi, Alberto Bagnai, Giovanbattista Fazzolari e altri membri della maggioranza, il titolare della Salute è stato bersaglio di critiche anche da parte di due suoi colleghi ministri, Matteo Salvini e Francesco Lollobrigida. Per il leader della Lega, “al ministero c’è evidentemente qualcosa che non funziona“. Mentre per il ministero delle politiche Agricole, “la storia insegna che non sempre il pensiero scientifico dominante è quello giusto“. Nella coalizione, solo Forza Italia difende Schillaci. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e il vice segretario azzurro Stefano Benigni concordano: “Chi non crede ai vaccini non può essere membro del comitato”.
L’ex rettore di Tor Vergata, che con la sua mossa avrebbe infastidito anche Giorgia Meloni, è accusato dalla destra di non aver difeso i due “scienziati indipendenti”, il pediatra Eugenio Serravalle e l’ematologo Paolo Bellavite. Sono i loro profili ad aver maggiormente acceso la polemica sulle nomine del Nitag, visto che in passato entrambi hanno difeso posizioni critiche nei confronti dei vaccini. Le proteste della comunità scientifica, e il clamore mediatico che si è creato intorno alla vicenda, hanno messo pressione al ministro che, dopo averli nominati, ha scelto infine di “avviare un nuovo procedimento di selezione dei componenti” del comitato sui vaccini. La principale colpa del ministro, secondo i suoi detrattori, è di non aver tenuto conto del parere della maggioranza e di aver agito senza essersi confrontato con Palazzo Chigi.
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