Il parroco della Basilica di Don Bosco all'EUR che ha ospitato il funerale fuori misura di Vittorio Casamonica, e che per più giorni ha finto ignoranza e carità cristiana, forse del tutto innocente non è, come ha fatto capire il parroco del Tuscolano alla cui giurisdizione apparteneva il Casamonica defunto. Il parroco ha rifiutato - conoscendo bene i Casamonica- i funerali sfarzosi organizzati per il capoclan; e solo allora i Casamonica i sono rivolti alla parrocchia di Don Bosco ( il parroco del Tuscolano non ha avvertito il parroco dell'altra parrocchia?) facendo evidentemente un'offerta, anche in denaro, che il salesiano non ha potuto rifiutare. Altro che 50 Euro. si parla di qualche decina di migliaia di euro.
E così i maggiorenti del clan e gli affiliati hanno potuto sfilare per quasi due chilometri per la città ostentando potenza e mettendo soggezione, scortati dai vigili urbani. Per questo non ha ragione Sgarbi quando afferma che quello era un funerale secondo le modalità Rom; no, caro Sgarbi , era ben altro - certo il defunto non era ai domiciliari, ma l'attività del clan è a tutti nota. Mentre ha ragione quando dice che occorre indagarli e perseguirli da vivi, non serve prendersela con un morto. Ma la trionfale sfilata per la città l'hanno organizzata i vivi, verso i quali si spera che ora questura, prefettura e polizia facciano le necessarie indagini e mettano sotto più stretto controllo il clan, dei cui affari malavitosi tutti sanno. E magari anche l'impresa di pompe funebri napoletana chiamata da una consorella romana - guarda caso quella dei Taffo che, d'accordo con il direttore generale del sant'Andrea, speculava sul caro estinto. Nessuna irregolarità per Sgarbi?
C'è poi il caso pietoso del domenicano che ha parlato al Meeting di CL a Rimini, rispolverando quelle idiozie che un tempo erano date come verità religiose, ed anche scientifiche, riguardanti il sesso. Il domenicano, al quale è stato fortunatamente vietato un secondo incontro pubblico, ha detto che l'omosessualità è peccato, che gli omosessuali si ammalano più di frequente e che fra essi sono più numerosi i suicidi. Insomma la vendetta divina sui peccatori del sesso. C'è mancato poco che tornasse a dire che la masturbazione fa abbassare la vista e procura tendiniti e stiramenti dei muscoli della mano. La punizione di Dio per gli stakanovisti del sesso, in questo caso non solo gay; benchè lui ce l'avesse con i gay che vogliono anche unirsi in matrimonio, quando - come ha ribadito Bagnasco - il matrimonio è fatto di un uomo, una donna e della procreazione. Ci risiamo!
Infine l'impareggiabile presidente del Consiglio. E' a Palazzo Chigi da oltre un anno e mezzo e solo ora si reca per la prima volta a L'Aquila, da dove la sua residenza abituale dista poco più di cento chilometri. E visita l'Aquila, non recandovisi appositamente, ma di ritorno da Rimini. Insomma già che ci siamo, facciamo un salto a vedere in quali condizioni pietose è ancora la città distrutta dal terremoto. Cialente, il sindaco, si è sbrigato a dichiarare che Renzi ha dato all'Aquila oltre cinque miliardi di Euro, nella speranza di averne ancora parecchi, quanti ne servono per la ricostruzione del centro storico che è quasi come era all'indomani del disastroso terremoto.
A dimostrare che la situazione della cittadina abruzzese è drammatica, il prossimo 6 settembre tutti i jazzisti italiani si sono dati lì convegno e per una intera giornata la inonderanno di musica, sperando con il chiasso di aprire le orecchie di quanti si fingono sordi, fra quelli che devono provvedere alla ricostruzione.
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lunedì 24 agosto 2015
giovedì 20 agosto 2015
La SIAE riscuoterà i diritti della musica del 'Padrino' suonata ai funerali del boss dei Casamonica?
Inutile nascondersi che i funerali del patriarca dei Casamonica, potente famiglia mafiosa, seconda solo al clan Carminati - che in una conversazione li definiva 'straccioni' - venuta dall'Abruzzo a Roma, all'inizio degli anni Settanta, fra le più potenti della malavita nella Capitale, senza il cui consenso nessuna partita di droga può circolare a Roma, hanno rappresentato una ferita gravissima, forse mortale, alla democrazia ed all'immagine della Capitale di un paese alla quale simili manifestazioni di potenza mafiosa e disprezzo della legalità erano state finora risparmiate. Le immagini di quel funerale hollywoodiano, con contorno di vigili urbani che controllano il traffico, agevolando il passaggio della carrozza a sei cavalli e dei macchinoni che recavano corone di fiori a colui che, da morto, viene incoronato 're di roma' - giusto i manifesti giganti affissi fuori della parrocchia all'EUR, all'insaputa parroco che si è chiamato fuori, dichiarandosi cieco per tutto ciò che avviene fuori della porta della chiesa - quelle immagini, che hanno naturalmente fatto il giro del mondo, sono scandalose, completate da quell'elicottero che ha preso a volteggiare all'arrivo del feretro, sul piazzale antistante la chiesa, inondandola di petali di rose.
Ora, ministro, prefetto, questore, sindaco e tutte le forze di polizia e quelle preposte all' ordine pubblico devono dare ragione di tanta disattenzione nei confronti di un fatto del genere e, in generale, dell'attività di un clan del quale tutti gli oscuri traffici illeciti rivelano più i giornali che le forze di polizia. Colluse? Troppo distratte nei confronti della più spietata malavita che la magistratura vorrebbe anche coinvolta in alcuni sequestri di persona?
Nessun responsabile dell'ordine pubblico può scaricare la responsabilità di quanto avvenuto su altri. Di fronte ad un fatto del genere non bastano le spiegazioni, dovrebbero seguire le dimissioni a catena, dal ministro, rappresenta e responsabile politico di tutte le forze che debbono badare alla sicurezza di un paese, fino agli ultimi responsabili più diretti dell'ordine pubblico. E Renzi che fa? Tace? Si chiama fuori? Vuol dare ad intendere che lui si occupa di cose più serie, se mai ve ne fossero di più serie?
In questo scandalo, anche se coinvolta indirettamente, neanche la Chiesa può chiamarsi fuori, quella Chiesa che non aveva voluto ospitare nella stessa parrocchia i funerali religiosi di Welby, quel poveruomo affetto da gravissima malattia, un martire moderno, tenuto fuori dal tempio, dove invece vi è stato fatto entrare, con tutti gli onori che si riservano ad un cristiano, un mafioso riconosciuto e scomunicato. Purtroppo la Chiesa non è nuova a simili atteggiamenti schizofrenici, basti ricordare la sepoltura riservata ad un capo della banda della Magliana nella cripta della Basilica di sant'Apollinare. Ma che episodi analoghi, di identica gravità, avvengano anche sotto il pontificato di Papa Francesco, è ancora più grave. Il parroco dell'Eur anche lui deve essere rimosso, lo si mandi in qualche luogo segreto se, come certamente si giustificherà -la paura di ritorsioni dei componenti il clan malavitoso gli ha fatto decidere di chiudere gli occhi e di restare all'interno della chiesa, senza prestare attenzione a ciò che accadeva all'esterno, ma di cui era certamente a conoscenza. Questo funerale s'ha da fare - potrebbero avergli ingiunto con fare minaccioso i componenti il clan dei Casamonica, e lui ha ubbidito. Ma non può restare a fare il 'pastore'.
Un'altra questione si pone, infine, se pure di minor conto. La SIAE di Filippo Sugar deve pretendere il pagamento dei diritti per lo sfruttamento della musica di Rota, dal 'Padrino' di Coppola, che accompagnava l'arrivo del feretro alla chiesa. I suoi ispettori vadano a bussare alle ville dei Casamonica, che si dichiarano nullatenenti e poi fanno sfoggio di ricchezza pacchiana nelle loro dimore - come hanno mostrato già tempo fa le telecamere di La7.
Gli ispettori di Sugar che pretendono il pagamento di tali diritti anche da una filarmonica paesana che si esibisce per scopi benefici, ora devono mostrare la stessa 'faccia feroce' con i Casamonica. E se non vogliono pagare, si facciano scortare dalla polizia, che ora, almeno ora, a scandalo avvenuto, dovrebbe essere più attenta, fregandosene dei messaggi mafiosi che le immagini di quel ignobile funerale intendevano mandare al paese, indifferente, ed anche inerte, alla lotta contro la malavita e la mafia. Che sembra essere lasciata solo a pochi giornalisti coraggiosi.
Ora, ministro, prefetto, questore, sindaco e tutte le forze di polizia e quelle preposte all' ordine pubblico devono dare ragione di tanta disattenzione nei confronti di un fatto del genere e, in generale, dell'attività di un clan del quale tutti gli oscuri traffici illeciti rivelano più i giornali che le forze di polizia. Colluse? Troppo distratte nei confronti della più spietata malavita che la magistratura vorrebbe anche coinvolta in alcuni sequestri di persona?
Nessun responsabile dell'ordine pubblico può scaricare la responsabilità di quanto avvenuto su altri. Di fronte ad un fatto del genere non bastano le spiegazioni, dovrebbero seguire le dimissioni a catena, dal ministro, rappresenta e responsabile politico di tutte le forze che debbono badare alla sicurezza di un paese, fino agli ultimi responsabili più diretti dell'ordine pubblico. E Renzi che fa? Tace? Si chiama fuori? Vuol dare ad intendere che lui si occupa di cose più serie, se mai ve ne fossero di più serie?
In questo scandalo, anche se coinvolta indirettamente, neanche la Chiesa può chiamarsi fuori, quella Chiesa che non aveva voluto ospitare nella stessa parrocchia i funerali religiosi di Welby, quel poveruomo affetto da gravissima malattia, un martire moderno, tenuto fuori dal tempio, dove invece vi è stato fatto entrare, con tutti gli onori che si riservano ad un cristiano, un mafioso riconosciuto e scomunicato. Purtroppo la Chiesa non è nuova a simili atteggiamenti schizofrenici, basti ricordare la sepoltura riservata ad un capo della banda della Magliana nella cripta della Basilica di sant'Apollinare. Ma che episodi analoghi, di identica gravità, avvengano anche sotto il pontificato di Papa Francesco, è ancora più grave. Il parroco dell'Eur anche lui deve essere rimosso, lo si mandi in qualche luogo segreto se, come certamente si giustificherà -la paura di ritorsioni dei componenti il clan malavitoso gli ha fatto decidere di chiudere gli occhi e di restare all'interno della chiesa, senza prestare attenzione a ciò che accadeva all'esterno, ma di cui era certamente a conoscenza. Questo funerale s'ha da fare - potrebbero avergli ingiunto con fare minaccioso i componenti il clan dei Casamonica, e lui ha ubbidito. Ma non può restare a fare il 'pastore'.
Un'altra questione si pone, infine, se pure di minor conto. La SIAE di Filippo Sugar deve pretendere il pagamento dei diritti per lo sfruttamento della musica di Rota, dal 'Padrino' di Coppola, che accompagnava l'arrivo del feretro alla chiesa. I suoi ispettori vadano a bussare alle ville dei Casamonica, che si dichiarano nullatenenti e poi fanno sfoggio di ricchezza pacchiana nelle loro dimore - come hanno mostrato già tempo fa le telecamere di La7.
Gli ispettori di Sugar che pretendono il pagamento di tali diritti anche da una filarmonica paesana che si esibisce per scopi benefici, ora devono mostrare la stessa 'faccia feroce' con i Casamonica. E se non vogliono pagare, si facciano scortare dalla polizia, che ora, almeno ora, a scandalo avvenuto, dovrebbe essere più attenta, fregandosene dei messaggi mafiosi che le immagini di quel ignobile funerale intendevano mandare al paese, indifferente, ed anche inerte, alla lotta contro la malavita e la mafia. Che sembra essere lasciata solo a pochi giornalisti coraggiosi.
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