Scontro a Otto e mezzo tra Massimo D’Alema e Lilli Gruber. L’ex premier difende il centrosinistra e attacca il governo sulla legge elettorale.
Un confronto sempre più acceso, domande insistenti e risposte che diventano progressivamente più dure. Massimo D’Alema perde la pazienza durante la puntata del 28 ottobre di Otto e mezzo, su La7, dopo essere stato incalzato da Lilli Gruber sulle difficoltà del centrosinistra e sulle divisioni tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
L’ex presidente del Consiglio, ospite per presentare il libro Eravamo comunisti, pubblicato da Feltrinelli, si ritrova a rispondere soprattutto alle contestazioni della conduttrice sull’assenza di un programma comune, sulle primarie e sulla scelta del candidato premier.
Il confronto coinvolge anche Massimo Cacciari, presente in studio e particolarmente critico verso l’opposizione. Ma a provocare la reazione più dura di D’Alema sono le continue domande di Gruber.
D’Alema si infuria con Gruber: «Lei ha una visione catastrofica dell’opposizione»
La discussione parte dalla capacità del centrosinistra di rappresentare le nuove generazioni e intercettare il disagio sociale.
Gruber insiste sulle difficoltà di Pd e Movimento 5 Stelle nel costruire un’alternativa credibile al governo Meloni. Cacciari condivide parte delle critiche, richiamando i problemi della scuola e le basse retribuzioni dei giovani lavoratori precari.
D’Alema prova inizialmente a ridimensionare il giudizio, ricordando le iniziative del Partito Democratico a favore del salario minimo e della sanità pubblica.
Ma quando la conduttrice torna sulle divisioni tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, l’ex premier mostra insofferenza.
«Gentile amica, diciamo così, se avessi saputo di essere stato invitato a un comizio contro il campo largo mi sarei preparato. La questione è che lei ha una visione catastrofica dell’opposizione».
A quel punto interviene Cacciari, che ironicamente rivendica di avere una posizione ancora più critica.
D’Alema ribadisce invece di essere maggiormente ottimista sulle prospettive del centrosinistra, pur riconoscendo la presenza di difficoltà politiche.
La tensione aumenta quando Gruber affronta il tema delle primarie e chiede direttamente all’ospite se intenda partecipare alla scelta del futuro candidato.
La risposta arriva dopo qualche istante di esitazione: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere».
L’attacco alla legge elettorale: «Noi siamo governati da truffatori»
Il confronto assume toni ancora più duri quando la discussione si sposta sulla nuova legge elettorale.
D’Alema contesta il meccanismo che, a suo giudizio, rischia di presentare agli elettori la scelta del presidente del Consiglio come un’elezione diretta, alterando il funzionamento del sistema parlamentare.
«Io la ritengo una finzione incostituzionale».
L’ex premier richiama quindi il ruolo della Corte costituzionale e accusa il governo di voler modificare, attraverso la legge ordinaria, gli equilibri previsti dalla Carta.
«È una truffa! Noi siamo governati da truffatori».
Si tratta di un giudizio politico particolarmente duro, non di un accertamento giudiziario sulla legittimità della norma.
Il riferimento costituzionale è all’articolo 92, secondo il quale il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, i ministri.
La distinzione è centrale nell’argomentazione di D’Alema: il voto politico determina la composizione del Parlamento, mentre la nomina del capo del governo rimane formalmente una prerogativa del presidente della Repubblica.
Per questa ragione l’ex premier ritiene prematuro che il centrosinistra si concentri sulla scelta del proprio candidato alla guida del governo, prima di un pronunciamento della Consulta.
Gruber torna però a chiedergli se la competizione tra Schlein e Conte sia dunque inutile.
D’Alema chiude il confronto con un’ultima risposta polemica: «Questa è la mia opinione. Gruber, se lei vuole polemizzare con Schlein e Conte, cosa che fa spesso, si trovi degli interlocutori adeguati».
Resta così aperta la questione politica che ha attraversato tutta la trasmissione: la scelta della leadership del centrosinistra e il rapporto tra le future candidature e il sistema elettorale.
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