«So che non si dice ma ho 42 anni e sono felice di non avere fatto figli». Poche parole, dirette, senza giri di frase. Ema Stokholma affida a X una dichiarazione personale che tocca uno dei temi più delicati quando si parla di donne, aspettative sociali e scelte di vita: la maternità. Perché se diventare madre viene ancora spesso raccontato come una tappa naturale, quasi inevitabile, dire apertamente di essere felici di non avere avuto figli può sembrare una provocazione. Ema invece non sembra voler lanciare una sfida a chi ha fatto una scelta diversa. Il suo messaggio è piuttosto un modo per rivendicare la possibilità di vivere serenamente senza inseguire un desiderio che non le appartiene. E a spiegare perché senta il bisogno di dirlo è proprio l'aggiunta che accompagna il suo pensiero: «Non siamo tutti uguali e non abbiamo tutti gli stessi sogni».
Le reazioni sui social: «Ma perché dirlo?»
Il messaggio divide e porta a galla posizioni differenti. Tra le risposte c'è chi si domanda perché rendere pubblica una scelta così personale: «Sì però perché dirlo? Forse tutti ti chiedono cosa aspetti a farne uno? Altrimenti non capisco che senso ha uscirsene così». Un'altra utente interpreta la dichiarazione in maniera opposta rispetto alle intenzioni espresse dalla conduttrice: «Se senti il bisogno di urlarlo al mondo significa che nel tuo inconscio così entusiasta non sei». Commenti che mostrano quanto sia difficile, ancora oggi, accettare che una donna possa non desiderare la maternità senza che dietro questa decisione debba necessariamente nascondersi un trauma, un rimpianto o una rinuncia. Dall'altra parte, il pensiero di Stokholma intercetta anche chi considera legittimo raccontare una felicità che non passa attraverso i figli. Non tutte le donne immaginano la propria vita allo stesso modo, non tutte avvertono il desiderio di diventare madri e non tutte misurano la propria realizzazione sulla base della famiglia tradizionale.
Ema Stokholma e la maternità: «Non l'ho mai desiderato»
Per Ema Stokholma non si tratta di una posizione improvvisata. In diverse occasioni, la conduttrice ha raccontato di non aver mai sentito il desiderio di avere figli. «Non l'ho mai desiderato», aveva già detto, aggiungendo di non essere cresciuta con il mito della famiglia del Mulino Bianco. Un concetto ribadito anche successivamente, raccontando di non essersi mai immaginata nel ruolo di madre, nemmeno da bambina. «Mai, neanche un giorno della mia vita», aveva detto parlando della possibilità di avere figli, spiegando di amare i bambini nel ruolo di zia. Parole che aiutano a leggere il messaggio affidato ai social non come una presa di posizione estemporanea, ma come la conferma di una convinzione maturata nel tempo. Stokholma non sembra voler convincere gli altri a pensarla come lei: racconta semplicemente ciò che desidera, o meglio, ciò che non ha mai desiderato. E rivendica il diritto di essere felice della propria vita così com'è.
Un'infanzia difficile, ma nessuna spiegazione automatica
La storia personale di Ema Stokholma è segnata da esperienze dolorose, che la conduttrice ha scelto di raccontare anche nel libro autobiografico Per il mio bene, vincitore del Premio Bancarella. Nata in Francia con il nome di Morwenn Moguerou, ha parlato pubblicamente delle violenze subite durante l'infanzia e del difficile rapporto con la madre. Una vicenda che ha contribuito a far conoscere al pubblico una parte profonda della sua vita, ma che non deve diventare la spiegazione automatica di ogni sua scelta. Nel suo racconto della felicità conquistata nel tempo trovano spazio anche gli affetti, le amicizie e i legami scelti. Una famiglia, insomma, può assumere forme diverse e non deve necessariamente coincidere con quella tradizionale per essere un luogo di amore e appartenenza.
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