sabato 31 ottobre 2026

Previsioni del c..(ciufolo). Il mondo finirà il prossimo 13 novembre, venerdì ( da Il Gazzettino)

 

«Il mondo finirà venerdì 13 novembre 2026»: il caso di uno studio (del 1960) pubblicato sulla rivista Science© Social (Facebook etc)

Pubblicato nel novembre 1960, uno studio intitolato “Giorno del giudizio: venerdì 13 novembre 2026” sosteneva che l’umanità avrebbe raggiunto il suo punto di rottura demografico entro il 13 novembre 2026. L’analisi finita su Science, redatta dallo scienziato Heinz von Foerster e dai suoi colleghi, suscitò all’epoca una notevole preoccupazione: si temeva che l’umanità potesse finire schiacciata e che la Terra non avesse più spazio sufficiente per accoglierla.

Il rallentamento

 

Oggi gli scienziati hanno smentito tali previsioni. I tassi di natalità a livello globale hanno subito un rallentamento drastico, attestandosi a meno della metà di quanto ipotizzato nello studio del 1960. Di conseguenza, il modello di crescita del 1960 è da considerarsi superato: il 13 novembre sarà un giorno come tanti altri, non un apocalittico “giorno del giudizio”. Le popolazioni crescono a un ritmo costante. Tuttavia, lo studio del 1960 sosteneva che i progressi nella tecnologia e nella medicina avrebbero modificato l'ambiente, rendendolo capace di sostenere una maggiore quantità di vita. Di conseguenza, la crescita della popolazione umana avrebbe subìto un'accelerazione nel corso del tempo. Questo concetto è noto come «crescita iperbolica». All'epoca, il documento suscitò un enorme interesse mediatico e fu trattato da testate di grande diffusione, come il Time Magazine.

Fame e tecnologie

 

In termini semplici, quando il numero al denominatore di una frazione diminuisce progressivamente, il valore complessivo aumenta. Nello studio del 1960, la curva utilizzata per proiettare la crescita demografica futura indicava che il denominatore della frazione si sarebbe azzerato il 13 novembre 2026. I ricercatori affermavano che l'umanità non avrebbe sofferto la fame, poiché le tecnologie agricole avrebbero garantito una produzione alimentare sufficiente. Il loro timore era che le persone finissero per essere schiacciate, nel tentativo di un numero infinito di individui di occupare lo spazio limitato del pianeta. Per scongiurare tale singolarità, lo studio auspicava un tempestivo intervento umano. Lo studio del 1960 si basava su stime storiche della popolazione che risalivano all'epoca dell'Impero Romano. Nel corso degli anni '70 e '80, l'equazione dell'apocalisse si è rivelata accurata, proprio mentre la crescita demografica subiva un'accelerazione. Tuttavia, nel 1993, il tasso di crescita della popolazione ha iniziato a discostarsi dalle proiezioni dello studio. Oggi, gli scienziati ritengono che la popolazione mondiale raggiungerà un picco, per poi diminuire nel corso del secolo. Il fattore clima era stato considerato, co il surriscaldamento della Terra, ma non abbastanza.

Collasso della crescita

 

Gli ecologi sostengono inoltre che lo studio non abbia tenuto conto delle leggi fondamentali della natura. In natura, quando le popolazioni crescono troppo rapidamente, raggiungono una cosiddetta "capacità portante" (o limite di carico): lo spazio e le risorse alimentari si esauriscono, provocando un crollo demografico. Di conseguenza, l'idea di una popolazione infinita su un pianeta finito è scientificamente assurda. Ben prima che l'umanità potesse arrivare al punto in cui gli individui si ritrovassero fisicamente schiacciati gli uni contro gli altri, l'esaurimento delle risorse causerebbe il collasso della crescita della popolazione. Inoltre, lo studio del 1960 ipotizzava che, con il progresso tecnologico, gli esseri umani si sarebbero riprodotti più rapidamente. Nella realtà contemporanea, i tassi di natalità sono diminuiti di pari passo con lo sviluppo tecnologico e socioeconomico. L'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione superiore per le donne ha modificato, nel tempo, le dimensioni dei nuclei familiari. Un altro aspetto interessante dello studio del 1960 riguarda il vissuto di Heinz von Foerster: prima di diventare professore, egli lavorò come prestigiatore professionista. Conosceva bene l'arte dello spettacolo e le tecniche di depistaggio. È curioso notare che la data da lui indicata, il 13 novembre 2026, coinciderebbe con il suo centocinquantesimo compleanno, se fosse ancora in vita.

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