C’è la riforma della Rai, pronta per il Senato il 26 novembre. E nella maggioranza c’è chi scommette che «la velocità del provvedimento sarà assicurata, nonostante la legge di Bilancio e altre noie da approvare». Fatto sta che, mentre per il ruolo di amministratore delegato tutti, a cominciare ovviamente dai meloniani, fanno il nome dell’attuale direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, per la carica di presidente si scatenano le scommesse. Anche perché per quell’incarico deve esserci, in base alla teoria delle quote rosa, una donna. Dopo l’assemblea della Lega che ha visto la riconferma di Matteo Salvini c’è stata un’uscita di peso, che a Roma ha fatto clamore nonostante fosse attesa da mesi: Simonetta Matone ha lasciato i leghisti per aderire a Forza Italia. Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani è da sempre un amico di famiglia, stima tantissimo Matone, e il partito berlusconiano potrebbe indicare senza alcun problema il nome dell’ex magistrata (una sempre in prima fila quando si parla di poltrone: era circolata la sua candidatura anche per l’Anticorruzione) alla presidenza della Rai. Nei palazzi del servizio pubblico radiotelevisivo poi Matone conosce tutti: il suo consorte Emilio Albertario è stato una delle colonne giornalistiche prima della radio e poi del Tg2…
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