La scritta più sovversiva che mi è capitato di leggere questi giorni sui cartelloni mostrati in tv a corredo delle manifestazioni di piazza - oltre 1 milione di manifestanti in tutta Italia - è stata: Meloni via dai coglioni. Mi sono sinceramente arrabbiato e per questo protesto anche per iscritto. Come sto facendo.
Non protesto più, invece, perchè le trovo naturali, per le file che mi capita di osservare, ed alle quali in molti casi partecipo, in ogni dove: dagli ospedali, alle Poste, ed alle banche; file anche quando si deve pagare, nessuna agevolazione. Bene fa lo Stato, non deve guardare in faccia a nessuno.
Non protesto più per la situazione in cui versano gli edifici scolastici di ogni genere - e io ne ho grande esperienza, per gli anni passati nei Licei e nei Conservatori. Un tempo mi domandavo come si poteva pretendere dagli studenti che si comportassero secondo il galateo, se poi erano accolti ogni giorno in aule fatiscenti - su una porta del Liceo Castelnuovo, sotto un buco, una bravata di atti vandalici, la didascalia: 'Foro italico'. Oggi non protesterei più, perchè le aule fatiscenti, le strade sporche, fanno parte del paesaggio museale italiano, ricco di ruderi ' a cielo aperto' e 'al chiuso'.
Non protesto neanche quando constato come in un paese dove la ricchezza viene esibita anche smodatamente, non si riesca a trovare un buco dove far vivere una anziana signora di 84 anni, povera , ma sveglia più di un rincoglionito cinquantenne. L'esperienza mi dice che sempre , in ogni situazione, c'è qualcosa che si tiene 'da parte' perchè all'ultimo minuto può averne bisogno qualcuno che conta. Per scendere a cose più banali - faccio l'esempio dei biglietti per uno spettacolo. Nella mia carriera di giornalista - quarant'anni e passa - non ho quasi mai telefonato per avvertire della mia presenza. Arrivavo ed un biglietto, anche quando a tutti si diceva che non ve ne erano, per me si trovava sempre, come immagino si trovasse per qualunque potente che lo avesse chiesto all'ultimo minuto. Una casa dove far appoggiare il culo di qualche potente è sempre a disposizione, accuratamente nascosta ai comuni mortali . Una casetta, anche una sola stanza per una povera disgraziata, invece, non c'è mai. Che protesto a fare?
Non protesto più per il degrado in cui versa la comunicazione e la convivenza sociale. Sempre più banale incompetente la prima, sempre più volgare, incivile, la seconda. E' la globalizzazione , uno dei suoi effetti perversi, i cui elementi negativi hanno la meglio sullo stile, l'eleganza - non limitata al portamento - il rispetto , il galateo sociale ed umano, l'inclusione.
Per queste queste cose e situazioni non protesto più. Mentre, invece, con quel pò di forza che mi resta, protesto con la Meloni - senza che vada 'via dai coglioni' - come hanno scritto quei maleducati di manifestanti, per la notizia che le pensioni medioalte (la mia, appartiene a questa categoria, ma non dico quanto, perchè vi scompiscereste dalle risate, amare!) non avranno l'adeguamento completo per effetto dell'inflazione, perchè Meloni, sì proprio Lei, ha preferito con i soldi che risparmia sui pensionati, tagliare le tasse per i lavoratori autonomi. Capite? E allora protesto contro Meloni che va in tv a dire che il suo Governo è attento ai giovani, agli anziani, ai bisognosi. Perchè se fosse vero - altra ragione per cui protesto - avrebbe già fatto recepire dall'Agenzia delle Entrate, quella sentenza della Cassazione - gennaio 2025 - che stabilisce che tutte le spese sostenute da una famiglia per assistere un malato grave possono essere completamente detratte, indipendentemente dal reddito familiare.
E allora anche io protesto mi viene da dire che in fondo in fondo: Meloni via dai coglioni si può anche scrivere! E scusate l'italianismo!
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