Hanno scatenato un polverone in Europa le recenti dichiarazioni rilasciate dall’ambasciatrice statunitense ad Atene, nonché ex (quasi) nuora di Donald Trump, Kimberly Guilfoyle. Secondo quanto rivelato dalla stampa internazionale, la diplomatica si sarebbe vantata della presunta capacità degli Stati Uniti di far cadere governi europei. Guilfoyle chiama in causa l’esempio recente della Romania.
Chi è Kimberly Guilfoyle
Ex procuratrice ed ex conduttrice televisiva sulla rete conservatrice Fox News, Guilfoyle è considerata un'esponente di spicco dell'universo Maga, anche per via del suo legame con la famiglia Trump, suggellato dal fidanzamento con il primogenito del tycoon, Donald Jr, mai approdato al matrimonio. Nota per il suo approccio politico aggressivo e per uno stile comunicativo senza censure, Guilfoyle sostiene l'uso del potere commerciale e delle risorse degli Stati Uniti come strumento primario per esercitare influenza geopolitica. In passato, la diplomatica è stata sposata con l'attuale governatore della California, il democratico Gavin Newsom, potenziale sfidante dem alle prossime presidenziali.
Quelle parole sulla (futura) caduta del governo rumeno
Ma torniamo in Romania. A maggio 2026, l’esecutivo guidato da Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Partito socialdemocratico, principale partner della coalizione, che ha votato contro unendosi all’estrema destra filorussa di Aur. Da allora, i gruppi parlamentari non sono riusciti a trovare un accordo per una nuova maggioranza, col concreto rischio di tornare alle urne ad appena due anni di distanza. In tal caso, l’esito sembra scontato: gli antieuropeisti avrebbero la maggioranza.
A confermare le parole di Guilfoyle, confidate al ministro dell’Energia greco Stravros Papastavrou durante una cena, sono il Wall Street Journal e il Financial Times. Riferendosi all'imminente crollo del governo rumeno, l'ambasciatrice avrebbe dichiarato: “Possiamo farlo succedere dove vogliamo, anche qui”. Una frase che avrebbe causato il disappunto del ministro, il quale avrebbe sottolineato che Washington non può sostituire un governo democraticamente eletto in un paese straniero. Guilfoyle ha smentito categoricamente le ricostruzioni e le dichiarazioni a lei attribuite.
Le ragioni
Ma per quale ragione gli Stati Uniti avrebbero avuto interesse nel far cadere il governo di un paese alleato? Le pressioni sarebbero state di natura economica ed energetica: Guilfoyle è una figura chiave nella promozione del Corridoio verticale, un’infrastruttura strategica destinata a trasportare gas naturale liquefatto statunitense dalla Grecia verso la Bulgaria, la Romania e l’Ucraina, con l’obiettivo di abbattere la dipendenza dai fornitori russi. Durante le sue visite nella regione, l’ambasciatrice avrebbe spinto per la firma di contratti di fornitura a lungo termine e per l'inclusione nelle trattative di Christos Marafatsos, un consulente e lobbista della società greca Aktor, la cui presenza costante al fianco di Guilfoyle ha sollevato dubbi e perplessità tra gli officiali stranieri. Tra di loro anche Bolojan, che pur sostenendo l’iniziativa si era opposto all'acquisto di massicce quantità di gas americano, facendo leva sulle risorse rumene presenti nel Mar Nero.
In questo contesto, l’incontro avvenuto a fine marzo tra Guilfoyle e il leader dei socialdemocratici rumeni Sorin Grindeanu, riportato dall’emittente pubblica Tvr, assume contorni cupi. Specie considerando che il partito, che domina la politica rumena sin dalla fine del comunismo, sta assistendo allo sgretolamento della propria influenza, relegato a partner minore in governi di larghe intese che includono conservatori, liberali e minoranze etniche. La fine di un’era rincarata dalle innumerevoli accuse di corruzione e clientelismo, a cui si aggiungono condanne esemplari per numerosi membri di spicco.
Socialdemocratici e ambasciata Usa negano
Lo scoop ha portato il caos nel panorama politico già turbolento della Romania, dove ora il Partito nazionale liberale e gli europeisti dell’Usr pretendono spiegazioni dagli ex alleati. Grindeanu ha respinto ogni accusa, sostenendo che il governo sia stato sfiduciato (simbolicamente) dai cittadini rumeni: “Bolojan non è stato cacciato né dagli americani, né dai russi”. A gettare acqua sul fuoco anche il corpo diplomatico statunitense a Bucarest, che ha dichiarato di avere piena fiducia nella democrazia rumena, sottolineando che l’unico diplomatico autorizzato ad esprimersi sui rapporti con la Romania è l’ambasciatore.
Secondo i media rumeni, l’instabilità causata dalla caduta del governo Bolojan e dalle incertezze riguardo alla futura direzione politica del paese sta pesando con la perdita di miliardi di euro in fondi europei e con il rischio di un declassamento del debito sovrano a livello ‘junk’.
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