Esattamente un anno fa moriva Koyo Kouoh (foto), pochi mesi prima designata curatrice della 61ª edizione della Biennale Arte di Venezia. Anniversario triste, perdipiù con il desolante spettacolo che ha preceduto l’inaugurazione e non accenna a dissolversi neanche a Giardini e Arsenale aperti. Il contendere restano la partecipazione della Russia e di Israele. Scelte della Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco che avevano portato l’intera giuria a dimettersi per protesta. Buttafuoco aveva rimediato inventandosi il “Leone dei visitatori“, da assegnare a fine kermesse sulla base dei voti dei visitatori (paganti).
Ecco, al secondo giorno della Biennale più divisiva di sempre, arriva la presa di posizione di 52 artisti, quasi la metà dei 111 presenti nella mostra principale In Minor Keys, curata proprio da Koyo Kouoh, e 19 padiglioni nazionali, che hanno deciso di rinunciare a concorrere ai premi del pubblico, in solidarietà alla giuria.
Ancora ieri la commissaria del contestato padiglione russo, Anastasia Karneeva, difendeva il diritto di Mosca a esserci: "La musica ha superato il rumore delle polemiche". In realtà è stato più forte il silenzio, visto che ieri, nonostante le code agli ingressi dei Giardini e dell’Arsenale, il padiglione semi-chiuso della Russia è stato rumorosamente ignorato.
Nessun commento:
Posta un commento