sabato 9 maggio 2026

I cognomi più diffusi nelle diverse regioni italiane (da GreenMe, di Marco Crisciotti)

 

I cognomi più diffusi in Italia, regione per regione: c’è anche il tuo?

Dietro a un semplice cognome si nasconde spesso una storia affascinante, fatta di mestieri antichi, devozione religiosa, origini geografiche e tradizioni popolari tramandate di generazione in generazione. È proprio partendo da questa idea che lo studio realizzato da Preply ha analizzato i cognomi più presenti nel nostro Paese, trasformandoli in una vera e propria fotografia dell’identità italiana. Quello che emerge è un viaggio straordinario da Nord a Sud, in cui ogni regione racconta qualcosa di sé attraverso le parole che le famiglie si portano dietro da secoli.

Abruzzo

In Abruzzo i cognomi più diffusi sono FeliceD’Alessandro e D’Angelo. A dominare la classifica è proprio D’Angelo, un cognome che affonda le sue radici nel greco antico anghelos, che significa “messaggero di Dio”. La sua diffusione sul territorio italiano crebbe in modo significativo a partire dal XIII secolo, un periodo in cui il culto degli angeli conobabe una vera e propria fioritura nella devozione popolare. In molti casi, il cognome venne associato a famiglie che intrattenevano stretti legami con la Chiesa o che si distinguevano per una spiccata religiosità.

Basilicata

In Basilicata i cognomi più comuni sono GriecoColangelo e Pace. Il più diffuso tra questi è Pace, un cognome che nasce come nome augurale e richiama immediatamente l’idea di armonia, serenità e convivenza pacifica. Alcune interpretazioni lo collegano anche al culto della Madonna della Pace o di San Paciano, figure venerate nella tradizione religiosa del Sud Italia. Un esempio eloquente di quanto la fede abbia plasmato non solo le usanze, ma persino le identità delle famiglie italiane.

Calabria

In Calabria guidano la classifica PerriFerraro e Romeo. Il cognome più diffuso, Romeo, avrebbe origine dal greco rhomaios e stava originariamente a indicare il pellegrino che si metteva in cammino verso Roma per motivi di devozione religiosa. Una parola, dunque, che racconta di vie polverose percorse a piedi, di fede profonda e di un legame spirituale con la città eterna che attraversava tutta la penisola. Un cognome che testimonia quanto i pellegrinaggi abbiano segnato la cultura e la storia delle famiglie del Sud Italia.

Campania

I cognomi più presenti in Campania sono SorrentinoFerrara e Coppola. Quest’ultimo è forse il più caratteristico e riconoscibile: richiama direttamente la coppola, il berretto piatto diventato uno dei simboli più iconici della tradizione meridionale. Un oggetto semplice, di uso quotidiano, che nel corso dei secoli è diventato parte dell’identità culturale del Sud Italia e che ancora oggi, attraverso questo cognome, continua a vivere nelle famiglie campane.

Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna occupano i primi posti MontanariBarbieri e Fabbri. Il più diffuso è Fabbri, un cognome che deriva dal latino faber e rimanda direttamente al mestiere del fabbro. Nel Medioevo, il fabbro era una figura tutt’altro che marginale: era l’artigiano che produceva utensili agricoli, armi, ferri di cavallo e strumenti indispensabili per la vita di ogni giorno. La sua bottega era un punto di riferimento per l’intera comunità, e non sorprende che il suo mestiere abbia lasciato un’impronta così duratura nella toponomastica dei cognomi italiani.

Friuli-Venezia Giulia

In Friuli-Venezia Giulia il cognome più diffuso è Fabbro, seguito da Mauro e Furlan. Anche in questa regione emerge con forza il tema del mestiere come origine del cognome di famiglia, un filo rosso che collega il Friuli all’Emilia e che testimonia quanto il lavoro artigianale fosse centrale nell’identità delle comunità medievali del Nord Italia.

Lazio

Nel Lazio i cognomi più comuni sono De SantisProietti e De Angelis. Quest’ultimo, nelle sue diverse varianti, significa letteralmente “degli angeli” ed è profondamente radicato nella tradizione religiosa cristiana. Un cognome che, insieme a D’Angelo in Abruzzo, mostra quanto il culto angelico abbia permeato la cultura popolare italiana, lasciando tracce indelebili persino nelle carte d’identità dei suoi abitanti.

Liguria

In Liguria dominano la classifica PastorinoBruzzone e Parodi. Quest’ultimo ha un’etimologia curiosa: secondo alcune interpretazioni deriverebbe dal latino paratus, che significa “pronto” o “preparato”, e potrebbe essere stato originariamente un soprannome attribuito a una persona nota per la sua affidabilità e prontezza d’azione. Un cognome che racconta di reputazioni costruite nel tempo, in comunità dove la parola e il comportamento avevano un peso enorme.

Lombardia

In Lombardia i cognomi più diffusi sono CattaneoRiva e Sala. Il più comune è Sala, un cognome dalle origini complesse e affascinanti: potrebbe derivare da un termine longobardo che indicava una corte o un edificio signorile, oppure da antiche parole legate ai terreni paludosi tipici della pianura padana. In entrambi i casi, racconta dell’influenza profonda che le dominazioni germaniche hanno avuto sulla cultura e sulla lingua del Nord Italia.

Marche

Nelle Marche i cognomi più diffusi sono MorettiVitali e Marinelli. Quest’ultimo richiama esplicitamente il mare e la cultura marinara della costa adriatica: potrebbe derivare dal latino Marinus oppure da antichi toponimi locali legati ai villaggi di pescatori che punteggiavano il litorale. Un cognome che porta con sé l’odore del sale e il ricordo di generazioni vissute guardando il mare.

Molise

In Molise i cognomi più diffusi sono TestaLombardi e Iorio. Quest’ultimo ha origini medievali e deriva da Iorius, una variante del nome Giorgio, che a sua volta proviene dal greco gheorgòs, ovvero “contadino” o “lavoratore della terra”. Un’etimologia che rispecchia perfettamente la vocazione agricola del Molise, una delle regioni più rurali d’Italia, dove per secoli la vita si è scandita secondo i ritmi della terra.

Piemonte

In Piemonte guidano la classifica BarberoFerraris e Ferrero. Il più diffuso è Ferrero, che deriva dal latino faber ferrarius e identifica il mestiere del fabbro ferraio, colui che lavorava specificatamente il ferro. Ancora una volta i cognomi si rivelano come un archivio vivente della società medievale, in cui le professioni artigiane erano così fondamentali da diventare parte del nome stesso delle persone.

Puglia

In Puglia i cognomi più diffusi sono LeoLorusso e Santoro. Quest’ultimo ha un’origine fortemente religiosa ed è strettamente collegato alla festa di Ognissanti, una ricorrenza molto sentita nella tradizione popolare del Sud Italia. Il culto dei santi ha lasciato tracce profonde nel tessuto culturale meridionale, e i cognomi ne sono forse la testimonianza più quotidiana e duratura.

Sardegna

In Sardegna occupano i primi posti PirasPinna e Sanna. Il cognome Sanna deriverebbe dal termine sardo sanna, che significa “zanna” o “spuntone”, probabilmente nato come soprannome riferito a una caratteristica fisica particolare del capostipite della famiglia. Un cognome che racconta di una cultura isolana con una lingua e una tradizione proprie, rimaste straordinariamente intatte nel corso dei secoli.

Sicilia

In Sicilia i cognomi più presenti sono CarusoLombardo e Messina. Quest’ultimo deriva dall’omonima città siciliana e affonda le sue radici nel greco messene, un termine che richiama la forma “a falce” del territorio su cui sorge la città. Un cognome che porta con sé millenni di storia, a testimonianza delle innumerevoli civiltà che si sono succedute su questa isola al centro del Mediterraneo.

Toscana

In Toscana i cognomi più diffusi sono GoriMartini e Innocenti. Quest’ultimo ha una storia particolarmente toccante: deriva dal latino Innocens, che significa “colui che non nuoce”, ma richiama anche il culto cristiano dei Santi Innocenti. In passato, questo cognome veniva spesso assegnato ai bambini abbandonati e accolti negli istituti religiosi, un dettaglio che fa riflettere su quanto la storia sociale ed economica di un’epoca possa nascondersi dentro una parola così comune.

Trentino-Alto Adige

In Trentino-Alto Adige guidano la classifica CoPichler e Mair. Il cognome Mair è particolarmente interessante per le sue possibili origini: potrebbe derivare dal nome ebraico Meir, che significa “illuminato”, oppure dal tedesco Mayer, storicamente legato alla figura del fattore o dell’amministratore di terre. Un cognome che riflette la natura plurilingue e pluriculturale di questa regione di confine, dove le tradizioni italiana, tedesca e ladina si incontrano e si intrecciano da secoli.

Umbria

In Umbria i cognomi più diffusi sono MorettiRosati e Proietti. Quest’ultimo ha un’origine che sorprende per la sua crudezza: deriva dal latino proiectus, ovvero “abbandonato” o “gettato”, ed era tradizionalmente assegnato ai bambini lasciati alle porte degli istituti religiosi dell’Italia centrale. Come nel caso di Innocenti in Toscana, un cognome che porta con sé il peso di storie difficili e di vite iniziate nell’abbandono.

Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta dominano la classifica FavreCerise e Valle. Il cognome Valle deriva dal latino valles e indicava originariamente le persone che vivevano in zone montane o vallive. Un’etimologia quasi geografica, in perfetta armonia con il paesaggio alpino della regione più piccola d’Italia, dove le valli hanno da sempre definito non solo il territorio, ma anche l’identità delle comunità che le abitano.

Veneto

In Veneto i cognomi più diffusi sono Trevisan, Sartori e Dalla. Quest’ultimo nasce da un prefisso tipico della tradizione veneta, usato per indicare la provenienza da un luogo specifico o l’appartenenza a un casato familiare. Un dettaglio linguistico apparentemente piccolo, ma che racconta molto dell’importanza che l’identità territoriale e familiare ha sempre avuto nella cultura veneta, una regione in cui il senso di appartenenza alle proprie radici è rimasto straordinariamente vivo nel tempo.

Nessun commento:

Posta un commento