Gianni CantaruttiGianni Cantarutti • 3° e oltre3° e oltreCuratore della xyloteca Lignamundi / Curator of the Lignamundi xylothequeCuratore della xyloteca Lignamundi / Curator of the Lignamundi xylotheque 5 giorni fa • Visibile a tutti su LinkedIn e altrove
"Giorgio Zanchini è uno dei giornalisti più seri e preparati oggi in Italia, uno degli ultimi rimasti al Servizio pubblico.
E anche per questo, in queste ore è finito nel mirino di una gogna violentissima della destra e, in particolare, del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (chi sennò?) per aver fatto qualcosa che nell’Italia di Giorgia Meloni è diventata ormai fuorilegge:
Fare delle DOMANDE.
Durante il programma Radio Anch'io su Rai Radio 1, parlando del caso Almasri, Zanchini ha osato porre delle domande sulla condotta del governo e addirittura - apriti cielo - ha fatto il nome di Giusi Bartolozzi, ovvero la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, citata ripetutamente (anche se non formalmente indagata) nella richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri.
Zanchini ha fatto semplicemente il suo mestiere di giornalista.
Di bravo giornalista.
E di tutta risposta Gasparri gli ha lanciato addosso di tutto. Gli ha dato dell’inadeguato, dell’ignaro, lo ha accusato di malafede e addirittura ha ventilato un suo presunto (e inesistente) antisemitismo.
Capisco che Gasparri sia ormai abituato a giornalisti che si limitano a reggere il microfono, ma in una democrazia i giornalisti sono fatti come Zanchini: fanno domande, incalzano, criticano il potere invece di scodinzolargli dietro.
Solidarietà piena e massima stima al collega Giorgio Zanchini, vergognosamente colpito da una classe politica che non tollera la verità né chi la racconta.
E anche per questo, in queste ore è finito nel mirino di una gogna violentissima della destra e, in particolare, del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (chi sennò?) per aver fatto qualcosa che nell’Italia di Giorgia Meloni è diventata ormai fuorilegge:
Fare delle DOMANDE.
Durante il programma Radio Anch'io su Rai Radio 1, parlando del caso Almasri, Zanchini ha osato porre delle domande sulla condotta del governo e addirittura - apriti cielo - ha fatto il nome di Giusi Bartolozzi, ovvero la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, citata ripetutamente (anche se non formalmente indagata) nella richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri.
Zanchini ha fatto semplicemente il suo mestiere di giornalista.
Di bravo giornalista.
E di tutta risposta Gasparri gli ha lanciato addosso di tutto. Gli ha dato dell’inadeguato, dell’ignaro, lo ha accusato di malafede e addirittura ha ventilato un suo presunto (e inesistente) antisemitismo.
Capisco che Gasparri sia ormai abituato a giornalisti che si limitano a reggere il microfono, ma in una democrazia i giornalisti sono fatti come Zanchini: fanno domande, incalzano, criticano il potere invece di scodinzolargli dietro.
Solidarietà piena e massima stima al collega Giorgio Zanchini, vergognosamente colpito da una classe politica che non tollera la verità né chi la racconta.
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