L’Italia corre sulle montagne russe del debito pubblico. A giugno Bankitalia registra un nuovo massimo storico di 3.070,7 miliardi di euro, con un incremento di 18 miliardi rispetto al mese precedente. Un dato che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, commenta con pragmatismo: "Il debito pubblico e i ridotti spazi di bilancio sono un dato di fatto; ogni decisione deve tenerne conto". Nel dettaglio, la vita media del debito resta stabile a 7,9 anni. La quota detenuta da Via Nazionale scende al 19,6%, mentre quella in mano agli investitori esteri sale al 33,2%.
L’incremento di giugno deriva dal fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, dalle riserve del Tesoro e dagli effetti di tassi di cambio e titoli indicizzati. Le amministrazioni locali continuano a dare esempio di virtuosismo: a giugno il loro debito è diminuito di 1,7 miliardi, mentre quello delle centrali è aumentato di 19,7 miliardi.
Non mancano però segnali positivi. Le entrate tributarie continuano a crescere: nei primi sei mesi del 2025 lo Stato ha incassato 257,3 miliardi, con un incremento di 8,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024 (+3,4%). Solo a giugno il gettito ha toccato quota 43,8 miliardi, in crescita del 4,2% su base annua, lasciando intravedere qualche margine di manovra per la prossima legge di bilancio. In questo scenario, Forza Italia propone di destinare parte dell’aumento del gettito (4,2 miliardi) all’abbattimento delle tasse per il ceto medio, dal 35 al 33% fino a 60mila euro. Mentre Fratelli d’Italia ribadisce la convinzione che il trend positivo possa sostenere la riduzione fiscale senza mettere a rischio i conti pubblici.
Intanto ieri lo spread Btp–Bund è scivolato sotto i 77 punti base, toccando un minimo di 76,4: livelli che non si vedevano dal marzo 2010. Un risultato che il governo Meloni rivendica come termometro di stabilità e fiducia, pur in un contesto internazionale segnato da due conflitti e dalla corsa alle spese militari. In realtà, riconoscono gli analisti, un ruolo lo gioca anche la frenata economica tedesca, che rende meno appetibili i titoli di Berlino.
Sui mercati globali, il Bitcoin supera quota 124mila dollari, sostenuto da investitori istituzionali e aziende che accumulano riserve digitali, mentre Ethereum tocca i 4.788 dollari. Un rally che, secondo gli analisti, potrebbe proseguire, salvo frenate da parte della Fed.
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