Riccardo Muti ritorna al Teatro La Fenice, alla testa dell'Orchestra giovanile Luigi Cherubini, in un concerto straordinario che avrà luogo il 9 ottobre prossimo.
L'annuncio è stato dato oggi durante la presentazione della Stagione lirica, sinfonica e di balletto del teatro veneziano.
Il programma del concerto di Muti prevede l'ouverture Coriolano op. 62 di Beethoven; seguirà il Concerto per flauto n.
2 in re maggiore kv 314 di Mozart, affidato nella parte solistica a Karl-Heinz Schütz; infine la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven.
A Muti fu affidato il compito di dirigere il concerto che sancì la riapertura della Fenice, a dicembre del 2003, tassello di un mosaico di concerti che il maestro ha regalato negli ultimi cinquant'anni.
Il debutto avvenne nell'estate 1970, quando diresse l'Orchestra del Teatro La Fenice e il Coro Filarmonico di Praga nel Magnificat di Bach e nell'oratorio Cristo al Monte Oliveto di Beethoven.
L'ultima apparizione risale al 2021, quando con l'Orchestra giovanile Luigi Cherubini tornò in Fenice per celebrare i cinquant'anni dal debutto veneziano interpretando l'Ouverture im italienischen Stile e la Sinfonia in do maggiore D 944 Grande di Schubert.
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Muti va dove pagano come vuole i suoi concerti., Ma sempre con l'Orchestra Cherubini, magari per riempire un carnet stagionale della sua creatura, l'Orchestra Cherubini che ora compie vent'anni e che ha festeggiato l'anniversario a Lucca la scorsa estate.
Le uniche occasioni nelle quali dirige altre orchestre italiane sono date dalla compresenza di sua figlia Chiara, regista d'opera, vedi Palermo e Torino. Orchestre delle quali, da buon meridionale, per riconoscenza verso l'ospitante, ne esalta le qualità. Ogni volta ne parla come fossero i Wiener Philharmoniker, e non lo sono.
Da una ventina d'anni ci si attende che torni a dirigere l'Orchestra della Scala, e non lo fa; e da oltre 10 che faccia altrettanto con quella dell'Opera di Roma, e non l'ha fatto, nonostante che per lunghi periodi siano state le 'sue' orchestre.
Per non dire poi della sua assenza da Santa Cecilia, alla quale sembra voler tentare di mettere fine il nuovo sovrintendente Biscardi.
Ci piacerebbe vederlo nuovamente a Roma e MiIano dirigere le orchestre di casa.
Il Concerto veneziano rientra nella routine e nella liogica dell'attività italiana di Muti ( Pietro Acquafredda).
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