lunedì 2 giugno 2025

Leggere con attenzione e rispetto e imparare la lezione

 

Non mi abituerò mai all’ignoranza, soprattutto quando si traveste da normalità.
Mentre visitavo il hashtagmuseoegizio mi sono sentita sussurrare: “Certo che fanno entrare davvero tutti.”

Tutti.
Come se fossimo un errore nel panorama, un’eccezione mal sopportata, un favore concesso.
La gente non è abituata alla diversità.
Soprattutto quando si presenta nei contesti quotidiani, quelli che non prevedono l’eccezione.
In fila al bar. A teatro. In un museo.

Per molti, la disabilità deve rimanere confinata nei luoghi della cura, dell’assistenza, del “povero te”.
Appena esce da lì e osa vivere, allora diventa scomoda. Fastidiosa. “Fuori posto”.

Ma il problema non è la nostra presenza.
È la loro abitudine all’omogeneità, alla normalità scritta da altri.
E lì capisci che il problema non è l’accessibilità dei luoghi, ma l’arretratezza degli sguardi.
Che si sappia: non resterò in silenzio. Né davanti a una soglia, né davanti a una frase.
Non fate entrare “tutti”.
Fate entrare chi ha il diritto di esserci.

hashtagabilismo

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