giovedì 12 giugno 2025

Daniele Gatti grato a Fuortes di Pietro Acquafredda

  A poche settimane dallo scontro feroce fra Ortombina e Gatti alla Scala di Milano, nel quale ha avuto disgraziatamente la meglio Ortombina - diciamo disgraziatamente perchè di Ortombini se ne possono trovare mille altri, di Gatti no - arriva la notizia della nomina di Gatti a direttore musicale a Firenze, a partire dal 2026 e fino a tutto il 2029, giusto fino alla vigilia dell'uscita di Ortombina dalla Scala, quando forse Gatti potrà essere meritatamente insediato al posto di Chung ( il cui incarico terminerà insieme a quello del suo sponsor).

Su Chung, beninteso, non abbiamo nulla da dire se non che a Ortombina doveva essere impedito - ma nessuno l'ha fatto alla Scala - di mettere il veto sulla nomina di Gatti, ipotizzata, promessa e meritata, vantando il nostro direttore un 'cursus honorum' specie in campo operistico, ben più ricco di Chung.

 E poi, guarda caso,  Gatti  è financo italiano che per gli sponsor politici di Ortombina doveva essere una conditio preliminare alla sua candidatura, in ossequio al 'non passa lo straniero' della Destra al Potere, che in tal senso con Lissner e Meyer aveva già fatto le prove generali. Giuli, cui hanno chiesto un parere sulla nomina di Chung, ha risposto che lui non ci ha  messo bocca. E ci mancava pure che lo facesse!

 Torniamo a Firenze e a Gatti. A Firenze c'era già stato con Pereira, come direttore principale, lo stesso incarico assunto anche a Dresda, in attesa della Scala, dopo Chailly. Dunque un ritorno, ma con diversa motivazione,  perchè parallela alla vendetta nei confronti di Milano. Dove comunque tornerà perchè,  via Ortombina chi è quel sovrintendente che se lo lascerà sfuggire?

 Gatti, però, torna a Firenze anche in segno di gratitudine nei confronti di Fuortes, il quale gli aprì le porte dell'Opera di Roma nel momento più critico della sua carriera, bollato da quella accusa infamante che poi si è rivelata falsa di aver molestato qualche orchestrale o cantante negli anni di Amsterdam. Fuortes allora ebbe fiuto e Gatti superò quel momento. Adesso con la  nomina fiorentina Gatti ringrazia pubblicamente Fuortes di quell'àncora di salvezza, anche se va detto che Fuortes, legandolo all'Opera di Roma, fece più lui un ottimo affare. Perchè Gatti è oggi il migliore direttore italiano della sua generazione, sia chiaro, e questo lo sa anche Ortombina che sarà ricordato come il sovrintendente della 'bischerata' scaligera antiGatti. Per la quale non si sono mai capite le ragioni, né Ortombina avrà mai il coraggio di rivelarle. 

Come ammoniva Manzoni - il coraggio, uno, se non ce l'ha, non se lo può dare'.


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