L'Italia è anche il paese delle leggi speciali, senonché siccome siamo anche il paese di Pulcinella accade che di leggi speciali se ne facciano una al giorno, e forse più se ne vorrebbero, ad ogni nuovo inciampo; il fatto è che in Italia si inciampi sempre di più e sempre più persone vi incorrano. Vengono loro applicate leggi speciali ad hoc, ma non passa giorno che non venga individuata qualche eccezione per la loro inefficacia. Insomma nulla di nuovo.
Di nuovo, invece, c'è che se non con le leggi ordinarie si trova modo di favorire gli amici degli amici con leggi 'economiche' speciali.
Si sa che ne hanno la Biennale di Venezia , come il Festival di Spoleto, e da tempo. Tali leggi speciali assicurano, piove o tira vento, in tempo di vacche grasse o magre, un finanziamento stabile per queste due istituzioni; e se la cosa appare del tutto normale per la Biennale, non si capisce perchè dovrebbe averlo Spoleto fra i festival italiani. Noi, ad esempio, lo daremmo un finanziamento speciale al Ravenna Festival o al Rossini Opera Festival, che invece non l'hanno. E perchè' ? Boh, anche se si può dire che l'amico festival ravvenate, in qualche modo trova sempre la strada per finanziamenti speciali. E ne sarà destinatario l'anno prossimo anche il Rossini Opera festival per il grande anniversario rossiniano, per il quale c'è già un comitato nazionale composto da chi è in grado di spremere sangue e soldi dallo Stato.
Ma se Venezia e Spoleto, perchè non anche Parma per il suo Festival Verdi, e la Fondazione RomaEuropa per il suo festival? Detto fatto, dalla fine dell'anno scorso due leggi speciali - con relativi padrini sostenitori - assicurano ai due festival un contributo annuo di 1 milione di Euro - che andranno ogni anno a sommarsi ai finanziamenti che attraverso il FUS alle due istituzioni arrivano già e continueranno ad arrivare.
Venezia, Spoleto, Parma, Romaeuropa...non basta. E Umbria Jazz non merita altrettanto? certo che lo merita. E allora, questa primavera, col sostegno di un drappello di parlamentari umbri, si vara una legge speciale ad hoc. anche ad Umbria Jazz una legge speciale che gli assegna 1 milione di Euro ogni anno.
La storia di Barbareschi e del suo Teatro Eliseo, va considerata in un capitolo a parte, anche il noto attore ha trovato i deputati amici che l'hanno aiutato per non farlo finire in miseria. Gli avevano assicurato 8 milioni in due anni, un finanziamento speciale, senza legge speciale. C'è stata una sollevazione generale, anche perchè con tutta la storia che l'Eliseo ha alle spalle, si tratta pur sempre di un teatro privato, a seguito della quale il finanziamento è stato ridotto, adducendo la scusa che metà di esso andava ai terremotati. E Barbareschi, ha dovuto fare mosca, dopo aver cantato vittoria prima che la guerra fosse davvero terminata. Comunque 4 milioni li prende, una tantum.
Come 4 milioni, una tantum, stanno per arrivare nelle casse dell'Accademia di Santa Cecilia. E poi ci si chiede a che servono tutti quei mammasantissima nel suo consiglio di amministrazione, a cominciare da Letta e giù giù fino a Michele dall'Ongaro. Servono ad ottenere soldi e favori in casi di particolare necessità. Perchè legge vuole che per i ricchi i soldi si trovino sempre, per i poveri cristi, invece, neanche quelli per la sopravvivenza sono assicurati.
Per questo contributo speciale (sostenuto da Linda Lanzillota e Simona Vicari, dicono le cronache ) all'Accademia si è ricorsi al decreto governativo ' Piano per il mezzogiorno'- dove è a tutti chiaro che se non quello per il mezzogiorno, il finanziamento speciale sarebbe arrivato anche con il decreto sulle province o quello sullo smaltimento dei rifiuti, con decenza parlando. Non basta. Sempre all'Accademia arriveranno ogni anno 250.000 Euro per finanziare i corsi di perfezionamento, mettendo fine ad un contenzioso con il MIUR, quello della Fedeli. Probabilmente il MIUR ha finalmente riconosciuto - era ora, in questo caso - che l'Accademia è l'unica istituzione pubblica a rilasciare diplomi post laurea in discipline musicali come ora i Conservatori sono autorizzati a rilasciare, sebbene il relativo iter legislativo abbia ancora dei punti in sospeso. Anche questa elargizione nel Decreto 'mezzogiorno' . E qualcuno ha ironizzato dicendo che tale collocazione è dovuta al fatto che nei corsi di perfezionamento accademici insegnano noti docenti di origini meridionali. E poi dite che non è una farsa?
Qualcuno potrebbe pensare che noi siamo contrari a questi finanziamenti in linea di principio. Affatto. E' che conosciamo quale calvario abbia dovuto sopportare l'Orchestra Giuseppe Verdi di Milano, per vedersi riconosciuto lo status di ICO, dopo vent'anni di attività superlativa che non ha pari forse in nessuna altra orchestra italiana.
E a quale calvario debba ancora sottoporsi il Sistema delle orchestre e cori infantili e giovanili d'Italia, fondato da Abbado che da anni fa richiesta di un finanziamento che gli viene regolarmente rifiutato.
Eppure ieri come oggi nelle stanze del Ministero del Collegio romano che oggi è affidato a Franceschini, si sono aggirati sempre gli stessi orchi. Chi? Un nome per tutti. Salvo Nastasi. Che è l'inventore dell'algoritmo infame che ha falcidiato infinite istituzioni musicali piccole e medie vanto del nostro Paese, e che ha tenuto a stecchetto per anni ed anni l'Orchestra Verdi - peste lo colga già solo per questo! - e ha detto e ripetuto 'no' al finanziamento del Sistema
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venerdì 21 luglio 2017
Leggi speciali dei ministeri dell'Economia e della Cultura per dar soldi agli amici degli amici, con trattamento di favore
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giovedì 29 giugno 2017
Cherchez le parlementaire ou le senateur!
Pourquoi - viene voglia di rispondere con una delle quattro parole di francese che ricordiamo ancora.
Pourqoi, se uno vuol far valere le proprie ragioni in Parlamento, ottenendo una legge a proprio favore, deve cercarsi deputati o senatori che l'appoggino, sposando la sua causa.
Perchè ormai in Parlamento si naviga a vista e chi ha una vista più acuta di un altro, si butta avanti e indica la strada a chi ci vede poco o fa finta di vederci poco, in attesa che si invertano le parti.
La cultura, naturalmente, è il terreno preferito di simili scorribande piratesche, e la musica in particolare - che è quella che ci interessa maggiormente.
L'invito o consiglio a cercarsi il parlamentare 'amico' è venuto, con enfasi, da Luca Barbareschi che, con questo sistema, nonostante il parere contrario dei ministri Franceschini e di Padoan, sì è visto regalato - in parte meritato, per qualche verso - un doppio premio di 4.000.000 di Euro cadauno, al Teatro Eliseo, di sua proprietà e gestione, a rischio chiusura per deficit.
Prima di Barbareschi, ci avevano provato altri due, con la legge finanziaria di fine 2016, nella quale il decreto 'milleproroghe', famigerato ma intoccabile, elargisce elemosine e premi a tutti quelli che contano.
Ad esempio al Festival Verdi di Parma, e, visto che erano con le mani in pasta, anche alla Fondazione Romaeuropa ( Causi, che potrebbe aver pensato di fare un regalo alla mogliettina Monique, ce'entra qualcosa, nel caso di Roma?). Non sappiamo quale sia stato l'esito della scappatoia (un decreto a parte che assicurava, ogni anno per il futuro, alle due istituzioni, un finanziamento statale di 1.000.000 di Euro, extra FUS), se i ciechi erano nel frattempo guariti dalla cecità ed avevano voluto vederci chiaro. Ma forse non sono arrivati in tempo, e il decreto per le due istituzioni alla fine passò.
Adesso la Sereni, PD, e forse altri parlamentari umbri, tentano un nuovo colpo - ci stanno provando in questi giorni - chiedendo di approvare un nuovo decreto, extra FUS, per Umbria Jazz. Riusciranno i nostri parlementaires e senateurs ( senatrices)?
Qualcuno potrebbe pensare che noi siamo, in linea di principio ma anche per i soggetti nominati, contrari al loro finanziamento. No, non lo siamo affatto, specie se pensiamo ai mille rivoli attraverso i quali lo Stato finanzia istituzioni, avvenimenti ed altro, troppo spesso inutili e di bassa qualità.
Vorremo solo che simili finanziamenti fossero attribuiti in base al merito oggettivo ( lasciamo stare gli algoritmi fasulli di Nastasi) ed in un quadro generale di sostegno dello Stato alla cultura, senza figli e figliastri, attraverso il FUS ( altrimenti potrebbe accadere che 'i figli della gallina bianca' diventino sempre di più e per loro si dovrà pensare ad un FUS bis).
Mentre ora accade che basta trovarsi il padrino in Parlamento e la richiesta di soldi va in porto, nell'indifferenza generale o nella previsione che in futuro toccherà ad altri richiedere il medesimo appoggio. E così diritti cosiddetti 'acquisiti' si aggiungono a diritti 'acquisiti' cosiddetti, nella confusione generale.
Pourqoi, se uno vuol far valere le proprie ragioni in Parlamento, ottenendo una legge a proprio favore, deve cercarsi deputati o senatori che l'appoggino, sposando la sua causa.
Perchè ormai in Parlamento si naviga a vista e chi ha una vista più acuta di un altro, si butta avanti e indica la strada a chi ci vede poco o fa finta di vederci poco, in attesa che si invertano le parti.
La cultura, naturalmente, è il terreno preferito di simili scorribande piratesche, e la musica in particolare - che è quella che ci interessa maggiormente.
L'invito o consiglio a cercarsi il parlamentare 'amico' è venuto, con enfasi, da Luca Barbareschi che, con questo sistema, nonostante il parere contrario dei ministri Franceschini e di Padoan, sì è visto regalato - in parte meritato, per qualche verso - un doppio premio di 4.000.000 di Euro cadauno, al Teatro Eliseo, di sua proprietà e gestione, a rischio chiusura per deficit.
Prima di Barbareschi, ci avevano provato altri due, con la legge finanziaria di fine 2016, nella quale il decreto 'milleproroghe', famigerato ma intoccabile, elargisce elemosine e premi a tutti quelli che contano.
Ad esempio al Festival Verdi di Parma, e, visto che erano con le mani in pasta, anche alla Fondazione Romaeuropa ( Causi, che potrebbe aver pensato di fare un regalo alla mogliettina Monique, ce'entra qualcosa, nel caso di Roma?). Non sappiamo quale sia stato l'esito della scappatoia (un decreto a parte che assicurava, ogni anno per il futuro, alle due istituzioni, un finanziamento statale di 1.000.000 di Euro, extra FUS), se i ciechi erano nel frattempo guariti dalla cecità ed avevano voluto vederci chiaro. Ma forse non sono arrivati in tempo, e il decreto per le due istituzioni alla fine passò.
Adesso la Sereni, PD, e forse altri parlamentari umbri, tentano un nuovo colpo - ci stanno provando in questi giorni - chiedendo di approvare un nuovo decreto, extra FUS, per Umbria Jazz. Riusciranno i nostri parlementaires e senateurs ( senatrices)?
Qualcuno potrebbe pensare che noi siamo, in linea di principio ma anche per i soggetti nominati, contrari al loro finanziamento. No, non lo siamo affatto, specie se pensiamo ai mille rivoli attraverso i quali lo Stato finanzia istituzioni, avvenimenti ed altro, troppo spesso inutili e di bassa qualità.
Vorremo solo che simili finanziamenti fossero attribuiti in base al merito oggettivo ( lasciamo stare gli algoritmi fasulli di Nastasi) ed in un quadro generale di sostegno dello Stato alla cultura, senza figli e figliastri, attraverso il FUS ( altrimenti potrebbe accadere che 'i figli della gallina bianca' diventino sempre di più e per loro si dovrà pensare ad un FUS bis).
Mentre ora accade che basta trovarsi il padrino in Parlamento e la richiesta di soldi va in porto, nell'indifferenza generale o nella previsione che in futuro toccherà ad altri richiedere il medesimo appoggio. E così diritti cosiddetti 'acquisiti' si aggiungono a diritti 'acquisiti' cosiddetti, nella confusione generale.
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