San Carlo nel caos. Dal colpo di scena al colpo di mano, è un attimo. Con Fulvio Adamo Macciardi proposto come sovrintendente, anzi quasi. Sul nome, in teatro, convergono in tre: Maria Luisa Faraone Mennella, Giovanni Francesco Nicoletti e Riccardo Realfonzo, ovvero i rappresentanti di governo e Regione nel consiglio di indirizzo. Con un comunicato (su carta bianca, non intestata), annunciano di aver «deliberato la proposta di sovrintendente da avanzare al ministro per la nomina».
Il prescelto (senza sorprese) tra i sette candidati, che hanno risposto alla manifestazione di interesse, è l'ex sovrintendente del teatro comunale di Bologna, gradito al sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. Il nome circolato con insistenza già dalla prima ora, che però il sindaco Gaetano Manfredi, che guida la fondazione lirica, non vuole. Figurarsi ora. Difatti, si affretta a smentire che sia stato designato il successore di Stéphane Lissner, precisando che la riunione dei tre non ha un valore formale, essendo stato sconvocato il consiglio di indirizzo, anche se all'ultimo minuto, per urgenti impegni romani. Quindi, programma una nuova riunione (con data ancora da indicare) per riprendere la discussione. Con una nota ufficiale, da Palazzo San Giacomo arriva la puntualizzazione per rimarcare: «Stamattina non si è svolto il previsto consiglio di indirizzo della fondazione Teatro di San Carlo. È stato sconvocato per impegni istituzionali del presidente Manfredi, chiamato a Roma per la cabina di regia su Bagnoli. Non è stata quindi formalizzata alcuna decisione in merito alla indicazione del nuovo sovrintendente».
Lo statuto del teatro precisa che «le riunioni del consiglio di indirizzo sono valide se è presente almeno la maggioranza dei suoi componenti», ma anche che «i verbali delle deliberazioni del consiglio di indirizzo devono essere redatti dal segretario del consiglio e trascritti, in ordine cronologico, su un unico libro; essi devono essere sottoscritti dal presidente e dal segretario».
Ma, resta, che in tre, a maggioranza, fanno quadrato. A meno che non si trovi un accordo su profilo altissimo, è possibile far slittare la nomina, e fino a quando? Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, potrebbe affidare subito l'incarico al quasi sovrintendente Macciardi, completando lo «strappo», o trovare un'intesa differente con il primo cittadino, ribaltando gli equilibri?
Da quattro mesi oramai il San Carlo è senza vertice. «Abbandonato», tuona Massimo Taglialatela, segretario Uilcom Campania in una nota diffusa in mattinata, prima della riunione della maggioranza della governance. Poi, con Carlo Podda, commissario regionale Slc Cgil, plaude a quella che considera una svolta: «Finalmente il comitato di indirizzo ha deciso di svolgere il proprio compito e ha individuato la nomina del nuovo sovrintendente. Finisce così, almeno speriamo, la lunga fase d’incertezza nella gestione del Teatro San Carlo. Ci auguriamo che nessuno voglia mettere in discussione questa decisione per qualche cavillo burocratico e che il senso di responsabilità generale prevalga sugli interessi particolari. Ogni ulteriore ritardo davvero non sarebbe comprensibile né tantomeno giustificabile. Al nuovo sovrintendente, nell’attesa di misurarci con lui sulle tante questioni di merito non ancora risolte, vanno i nostri auguri di buon lavoro».
( da Il Mattino, di Maria Pirro)

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